Energia

Tutti i dettagli sul cavo elettrico dell’Egitto che collegherà Europa e Africa (e fa sbuffare la Turchia)

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Effetti, obiettivi e scenari dell’accordo quadro firmato dall’Egitto con Grecia e Cipro per l’EuroAfrica Interconnector che collegherà i tre paesi con un cavo sottomarino

Egitto sempre più protagonista del palcoscenico energetico: come se non bastasse la scoperta dell’immenso giacimento di Zohr da parte di Eni al largo delle coste egiziane, che stanno trasformando il paese in un esportatore di combustibile, ora il Cairo si candida da diventare un hub importante anche per l’energia elettrica.

E’ quanto di fatto emerge dall’accordo quadro firmato giorni fa con Grecia e Cipro, il cosiddetto EuroAfrica Interconnector che collegherà i tre paesi con un cavo sottomarino. E al quale parteciperà il Cesi, il Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano che realizzerà l’analisi costi-benefici.

QUALI PAESI COLLEGHERA’ IL NUOVO INTERCONNETTORE

L’accordo è stato firmato a fine maggio dall’amministratore delegato di EuroAfrica Interconnector Limited Nasos Ktorides e presidente della società egiziana di trasmissione dell’elettricità Sabah Mohamed Mashal. Secondo EuroAfrica Interconnector Limited, che svilupperà il progetto, il cavo da 2.000 megawatt unirà l’Egitto all’Europa continentale attraverso Cipro, facendo del paese dei Faraoni un hub energetico per l’Africa che dunque sarà collegata al continente europeo. Più precisamente il cavo passerà dall’Egitto a Cipro, da Cipro a Creta e da Creta all’Attica in Grecia.

EGITTO CANDIDATO A TRASFORMARSI IN UN HUB ENERGETICO

Gli esperti di energia hanno elogiato la firma di questo accordo, che rientra nella strategia dell’Egitto di trasformarsi in un grande hub energetico, ma indicano anche una serie di sfide future. Tharwat Ragheb, professore di petrolio e di ingegneria energetica presso l’Università britannica del Cairo, ha evidenziato al sito Al-Monitor, per esempio, che l’Egitto “ha anche firmato accordi di interconnessione elettrica con Arabia Saudita, Sudan, Libia e Giordania”. E che tale accesso ai progetti di rete elettrica “renderà l’Egitto un vettore energetico fondamentale in Medio Oriente, dall’est con la Giordania e l’Arabia Saudita, dall’ovest con la Libia, dal sud con il Sudan, o dal nord con Cipro e la Grecia”. Ma, ha aggiunto, le operazioni via mare, come nel caso di Cipro e della Grecia, sono più difficili: “Il trasporto di elettricità via mare avrà bisogno di molte risorse finanziarie e di alta tecnologia. Ci vorrà del tempo”, ha spiegato Ragheb.

ENERGIA ELETTRICA POTREBBE DIVENTARE FONTE DI REDDITO PER L’EGITTO

Hani Farouk, membro dell’organizzazione non governativa Egyptian Experts Association for Development, specializzata nella pianificazione e nella gestione di progetti di petrolio e gas, ha invece osservato che il governo egiziano deve lavorare allo sviluppo dell’infrastruttura elettrica per essere qualificato a connettersi al sistema elettrico europeo. Secondo Farouk, con la firma degli accordi di interconnessione elettrica con i paesi africani, europei e asiatici, l’elettricità diventerà una fonte di reddito nazionale per l’Egitto: “Si tratta di un vero e proprio cambio di gioco per l’Egitto, che da anni si affida alle importazioni di energia”, ha detto ad Al-Monitor.

CHI CI PERDE È LA TURCHIA

Chi invece ha perso l’occasione di diventare un hub energetico in Medio Oriente è stata la Turchia. “Ankara stava cercando di prendere la posizione dell’Egitto, ma non è riuscita nell’intento quando l’anno scorso Il Cairo ha firmato l’accordo con Cipro per realizzare un gasdotto sottomarino diretto che avrebbe trasportato il gas dal giacimento di Aphrodite alle stazioni di liquefazione egiziana per la riesportazione verso i paesi europei – ha proseguito Farouk -. Quello che la Turchia sta facendo ora è solo una minaccia insensata sulle acque territoriali – ha aggiunto -. Ora l’Egitto diventerà il primo esportatore di gas verso l’Europa”. Nel gennaio di quest’anno, infatti, sette paesi del Mediterraneo orientale si sono incontrati al Cairo e hanno deciso di istituire il Forum del gas del Mediterraneo orientale con sede nella capitale egiziana. All’incontro hanno partecipato ministri dell’energia provenienti da Egitto, Giordania, Palestina, Israele, Cipro, Grecia e Italia, per offrire prezzi competitivi del combustibile e costruire un mercato regionale del gas.

UN PEZZETTO DI ITALIA GRAZIE AL CESI

Come accennato ci sarà anche un pezzetto di Italia nell’EuroAfrica Inteconnector. Il Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (Cesi), leader mondiale nel settore dell’ingegneria, della consulenza e dell’innovazione per il settore elettrico, è stato infatti coinvolto nel progetto con il compito di realizzare l’analisi costi-benefici, sia in termini di integrazione delle fonti rinnovabili che di adeguatezza dei sistemi elettrici dei paesi coinvolti, in qualità do consulente tecnologico del promotore dell’iniziativa, la società EuroAfrica Interconnector Ltd.

I NUMERI DEL NUOVO INTERCONNECTOR

Lungo 1.707 km e capace di trasportare 2.000 MW di energia elettrica con la tecnologia Hvdc (High Voltage Direct Current) a una profondità record di 3000 metri, il cavo sarà cruciale per l’Africa, e non solo. È in corso, infatti, lo studio anche di un’altra interconnessione, in grado di trasportare 3.000 MW di energia tra l’Egitto e l’Arabia Saudita, sottolinea una nota del Cesi. L’interconnettore EuroAfrica, così, sarà la parte più importante di una spina dorsale elettrica che unirà per la prima volta Europa, Africa fino all’area del Golfo.

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