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Com’è andato il 2025 di Edison (che folgora il dl Bollette del governo)

Nel 2025 Edison ha riportato ricavi in crescita, ma il margine operativo lordo e il risultato netto sono diminuiti. Scende l'indebitamento grazie alla vendita di alcuni asset. Che farà la controllante francese Edf? Nel frattempo, critiche al decreto Bollette del governo

Il consiglio di amministrazione di Edison ha approvato ieri i risultati economici del 2025, un anno caratterizzato da una “netta crescita” sia sul fronte della produzione elettrica che su quello delle vendite, nonostante un risultato operativo inferiore a quello del 2024.

La società, che si occupa di produzione, approvvigionamento e vendita di elettricità e gas naturale, ha sede a Milano ma è controllata dal gruppo energetico statale francese Edf, che ne possiede il 99,4 per cento.

I RISULTATI DI EDISON NEL 2025

Edison ha chiuso il 2025 con ricavi a 17,7 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 15,4 miliardi del 2024. Il margine operativo lordo è stato di 1,3 miliardi, in calo rispetto agli 1,7 miliardi dell’anno precedente. Sono diminuiti anche il risultato operativo (423 milioni contro 554 milioni) e il risultato netto di gruppo (da 240 milioni a 403 milioni).

La società ha registrato un aumento significativo dei volumi di elettricità (+26,2 per cento) e di gas (+13,3 per cento) venduti ai clienti finali, con oltre tre milioni di contratti stipulati.

COME VANNO GLI INVESTIMENTI E L’INDEBITAMENTO

L’anno scorso gli investimenti di Edison sono cresciuti del 19 per cento, in particolare quelli nel segmento delle fonti rinnovabili (+90 per cento): al 31 dicembre 2025 risultavano conclusi progetti per 200 megawatt; altri 250 MW sono in fase di costruzione e ulteriori 500 MW saranno avviati nei prossimi diciotto mesi a seguito dell’aggiudicazione delle aste del decreto FerX.

Quanto all’indebitamento finanziario, a chiusura del 2025 Edison ha registrato un saldo a credito di 219 milioni rispetto all’indebitamento per 313 milioni nel 2024: la differenza è dovuta anche alle dismissioni di una serie di attività considerate non strategiche, come Edison Stoccaggio, la centrale termoelettrica di Sesto San Giovanni e la partecipazione nell’azienda greca Elpedison.

COSA NON È ANDATO BENE

La riduzione del margine operativo lordo, in particolare, è stata causata – si legge in un comunicato – “dalle minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas, dalla riduzione della produzione rinnovabile, soprattutto di quella idroelettrica (-26% vs 2024), e della riduzione dei margini unitari di vendita di Edison Energia, pur nell’ambito di un percorso di crescita”.

LE PREVISIONI PER IL 2026

Edison prevede per il 2026 un Ebitda di 1,2-1,4 miliardi di euro. A detta della società, il contesto di mercato è caratterizzato da incertezza normativa e da una “decisa volatilità” dei prezzi dell’energia.

LA DOMANDA DI ELETTRICITÀ E DI GAS IN ITALIA

Nel 2025 si è assistito a un lieve calo della domanda di energia elettrica in Italia, scesa a 310,5 terawattora contro i 312,3 TWh del 2024. La produzione nazionale ha coperto l’85 per cento del fabbisogno (+1 per cento), mentre le importazioni sono diminuite dell’8 per cento. La produzione termoelettrica ha coperto all’incirca la metà della domanda, mentre la produzione rinnovabile è valsa il 35 per cento.

Tra le fonti rinnovabili, la prima è il fotovoltaico. La produzione idroelettrica (-21 per cento) ed eolica (-3,7 per cento) hanno riportato un calo nel 2025 a causa, rispettivamente, delle minori precipitazioni e della minore ventosità.

Il Prezzo unico nazionale o Pun, cioè il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, è stato mediamente di 115,9 euro al megawattora, più alto di quasi il 7 per cento rispetto ai 108,5 €/MWh del 2024.

Maggiormente sostenuta, invece, è stata la crescita della domanda di gas naturale nel nostro paese (+4,2 per cento), a 64,3 miliardi di metri cubi: i livelli del 2024, però, erano stati i più bassi dal 2014. I consumi industriali sono cresciuti dello 0,6 per cento a 11,7 miliardi di metri cubi, mentre quelli residenziali sono scesi (-0,8 per cento a 26,9 miliardi di metri cubi) per via delle temperature miti.

Il prezzo spot del gas in Italia è cresciuto del 6,3 per cento rispetto al 2024, passando a 38,4 centesimi al metro cubo a 40,9 centesimi.

CHE FARÀ EDF CON EDISON?

Lo scorso ottobre l’agenzia Reuters ha fatto sapere che Edf ha selezionato le banche Intesa Sanpaolo e Lazard come consulenti finanziarie per valutare le opzioni possibili su Edison. Le opzioni in questione sarebbero tre:

  1. la quotazione in borsa;
  2. l’ingresso di un partner finanziario;
  3. la vendita di una quota del capitale, pur rimanendo l’azionista maggioritario.

Edf sta rivedendo gli asset nel proprio portafoglio con l’obiettivo di raccogliere risorse economiche per realizzare il piano di investimenti in nuovi reattori nucleari richiesto dal governo della Francia.

Non è chiara quale sarà la sorte di Edison. L’amministratore delegato Nicola Monti, durante la conference call successiva alla presentazione dei conti del 2025, ha dichiarato che “ad oggi Edf non ha preso alcuna decisione. Gli advisor sono al lavoro da parecchi mesi, ma oggi ci sono delle incertezze da valutare sull’apertura del capitale da parte di Edf e che riguardano le possibili modifiche legislative che potrebbe essere un impatto materiale. Penso che le decisioni da parte del nostro azionista verranno pesate anche su questi risultati e comunicate a seguire”.

EDISON CONTRO IL DL BOLLETTE

Monti si è anche scagliato contro il decreto legge Bollette, sostenendo che “fare manovre invasive rischia di distorcere gli equilibri e la messa a terra di ciò che gli investitori hanno deciso si fare”.

L’amministratore delegato di Edison ha aggiunto che “non abbiamo ancora calcolato gli impatti che deriveranno dalle nuove norme che sono in discussione in questi giorni; norme che avrebbero un impatto materiale sugli investimenti e sul raggiungimento degli obiettivi futuri. Vedendo le curve di formazione del prezzo di energia al 2028, il prezzo è atteso sotto gli 80 euro: oggi siamo a 110 euro. Vedere già che il mercato fattorizza uno sconto di 20 euro dà l’idea dell’impatto che queste norme potrebbero avere sul mercato. Aspettiamo di vedere cosa accade”, ha concluso, “ma occorre creare le condizioni per continuare a fare gli investimenti nelle rinnovabili e dotare i soggetti degli strumenti per fare investimenti di lungo termine”.

In poche parole, Edison è contraria al dl Bollette perché il provvedimento punta a ridurre i prezzi delle bollette senza compromettere i conti pubblici, spostando dunque una parte degli oneri sulle società energetiche, riducendone i margini di guadagno. Margini ridotti potrebbero mettere sotto pressione i piani industriali delle aziende e indurle a ripensare gli investimenti.

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