La società elettrica francese Électricité de France (Edf), che gestisce le centrali nucleari del paese, ha fatto sapere che l’aumento della generazione solare ed eolica sta facendo salire i costi di gestione dei suoi reattori, che devono ridurre la produzione quando la domanda di energia è insufficiente.
COM’È COMPOSTO IL MIX ELETTRICO DELLA FRANCIA
La Francia – come afferma l’Agenzia internazionale dell’energia – ha un mix elettrico a bassissime emissioni di carbonio grazie al suo vasto parco nucleare, il secondo più grande al mondo dopo quello degli Stati Uniti. Nel 2024 l’energia atomica è valsa quasi il 67 per cento di tutta la generazione elettrica francese; la quota dell’idroelettrico (una fonte rinnovabile programmabile) è stata superiore al 13 per cento e l’eolico (una fonte rinnovabile non programmabile ma intermittente) è valso circa l’8 per cento, mentre il contributo del gas naturale è stato appena del 3 per cento.
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLE FONTI RINNOVABILI
Gli impianti eolici e fotovoltaici non emettono gas serra e hanno costi marginali bassissimi, dato che l’input energetico è gratis. Tuttavia, in assenza di sole e vento non producono energia, e in presenza producono tuttI assieme.
Ad oggi è più difficile gestire un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili rispetto a uno dominato da fonti “tradizionali” come il gas e il nucleare. Questo perché i parchi solari ed eolici, a differenza delle centrali a gas e nucleari, non sono dotati di turbine sincronizzate con la rete: la rotazione di queste turbine garantisce inerzia alla rete, permettendo a quest’ultima di mantenere stabile la frequenza. L’inerzia – semplificando molto – rende più resistente la rete e aiuta a mantenere in funzione tutto il sistema nel caso in cui dovessero verificarsi degli scompensi tra l’energia in entrata e quella in uscita.
PERCHÉ EDF (E NON SOLO) CRITICA LE RINNOVABILI
Riassumendo, l’aumento della generazione da fonti non programmabili rende necessari degli investimenti nel sistema elettrico per far sì che la rete riesca a mantenere la stabilità e ridurre i rischi di blackout. Le rinnovabili devono essere affiancate sia da sistemi di accumulo energetico, come le batterie, sia da una generazione programmabile che possa aumentare o diminuire rapidamente l’output per stabilizzare la frequenza.
“La maggiore flessibilità richiesta agli impianti di generazione di Edf sta portando a un aumento dei costi di manutenzione per tutte queste strutture”, ha affermato la società in un rapporto pubblicato lunedì. La situazione è la conseguenza “dell’espansione delle fonti di energia rinnovabile – solare ed eolica – in Francia e in tutta Europa, in un contesto di consumo elettrico stagnante”.
Già lo scorso dicembre l’operatore della rete di trasmissione elettrica francese (Réseau de Transport d’Électricité o Rte) aveva detto delle cose simili, spiegando come la Francia avrebbe dovuto fare i conti con un eccesso di offerta di elettricità che porterà a una riduzione della generazione nucleare e rinnovabili, facendo scendere la profittabilità di questi impianti. Recentemente, il governo francese ha deciso di abbassare gli obiettivi sull’installazione di nuova capacità eolica e solare, impegnandosi al contempo ad aumentare la domanda elettrica tramite i veicoli a batteria, i forni industriali, le pompe di calore e i centri dati.
L’IMPATTO DELLE RINNOVABILI SULLE CENTRALI NUCLEARI DI EDF
L’aggiunta di nuova capacità rinnovabile, in particolare solare, ha causato un raddoppiamento della modulazione nucleare (quando un reattore riduce o ferma la produzione energetica a causa di un eccesso di offerta o per stabilizzare la frequenza della rete), che nel 2025 è arrivata a 33 terawattora. Nello stesso anno, la generazione nucleare totale è valsa 373 TWh. Secondo le stime di Edf, il curtailment (cioè la riduzione della produzione energetica) potrebbe arrivare a 42,5 TWh nel 2028.
La società ha spiegato che queste fluttuazioni di produzione stanno accelerando l’invecchiamento dei componenti delle centrali come le turbine, gli alternatori e le pompe. La sostituzione di queste parti potrebbe far salire i costi di manutenzione degli impianti di diverse decine di milioni di euro all’anno.
PROBLEMI ANCHE PER GLI IMPIANTI A GAS E PER IL POMPAGGIO IDROELETTRICO
Peraltro, l’espansione delle rinnovabili intermittenti sta facendo salire anche i costi di manutenzione delle centrali a gas e degli impianti di pompaggio idroelettrico: le prime perché sono chiamate a sospendere e a riattivare la produzione per adeguarsi alla generazione eolica e solare, i secondi per ragioni di accumulo energetico.




