Energia

Ecco cosa ha detto Papa Francesco a Eni, ExxonMobil, BP, Shell, Total e Chevron

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Tutto quello che si sa sull’incontro in Vaticano tra Papa Francesco i colossi energetici Eni, ExxonMobil, BP, Shell, Total e Chevron

 

Ricevendo nel 2018 i Ceo delle principali compagnie petrolifere e gli amministratori delle prime società di investimento mondiali, Papa Francesco dedicò 2060 parole. Al bis concesso dopo un anno quasi esatto, Jorge Mario Bergoglio si è contenuto dentro un’allocuzione di 913 parole.

Discorso più asciutto, non meno incalzante. Probabilmente più esclamativo: “Cari amici, il tempo stringe!”. Quindi: “Sono i poveri che soffrono il peggior impatto della crisi climatica”. E ancora: “I giovani esigono un cambiamento”. Poi: “L’odierna crisi ecologica, specialmente il cambiamento climatico, minaccia il futuro stesso della famiglia umana. Per troppo tempo abbiamo collettivamente ignorato i frutti delle analisi scientifiche, e le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”.

CAMBIANO LE STAGIONI, E I RICEVIMENTI

Si è cambiato anche lo scenario. Per un parterre de rois simile fu allestita l’affrescata Sala Clementina nel Palazzo Apostolico l’udienza del 9 giugno 2018. Il 14 giugno 2019 l’incontro del Papa coi big dell’energia al termine del simposio questa volta sul tema “La transizione energetica e la tutela della casa comune” si è svolto nella sede del simposio stesso – tenutosi per due giorni (giovedì e venerdì, rigorosamente a porte chiuse) – nella più riservata sala conferenze della Casina Pio IV dei Giardini Vaticani, sede della Pontificia Accademia delle Scienze. A fare gli onori di casa è stato il cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

DISCUSSIONE A PORTE CHIUSE

Inusuale – hanno notato tutti gli osservatori di vicende vaticane – la stretta riservatezza mantenuta fino all’ultimo minuto del meeting Vaticano. Di cui pure si aveva notizia almeno da aprile. Meeting, questa volta, a differenza del precedente, pubblicamente divulgato come promosso direttamente da Oltretevere, mentre la narrazione 2018 lo dava come appuntamento sollecitato dalle compagnie petrolifere. Per discutere di cosa?

FRANCESCO INCALZA SUL RISCALDAMENTO GLOBALE

Due giorni di dibattito hanno prodotto un doppio comunicato che insegue il forte rilancio del Papa. Già nel 2018 Francesco ricordava (in maniera antitrumpiana?) l’Accordo di Parigi con la ferma intenzione di limitare la crescita del riscaldamento globale sotto i 2°C rispetto ai livelli pre-industriali e, se possibile, sotto 1,5°C. Quest’anno Bergoglio va direttamente agli 1,5°C. Senza sconti. I comunicati delle big oil scrivono di un impegno “below” (sotto) i  2°C. C’è ovviamente altro.

DUE COMUNICATI. DUE.

Le società – tra cui ExxonMobil, BP, Royal Dutch Shell, Total, Chevron ed Eni – e diversi importanti investitori – tra cui BlackRock – hanno dichiarato che i governi dovrebbero fissare regimi tariffari a un livello che incoraggi imprese e investimenti, riducendo i costi per le comunità vulnerabili. A rileggere i comunicati, quel che sembra non sottolineato è un rigo preciso su un calendario fissato a quel “il tempo stringe” dettato da Francesco a fine simposio. C’è agli atti un impegno sottoscritto sull’importanza della tariffazione del carbone in vista di una riduzione delle emissioni e sulla necessità che le società forniscano informazioni chiare su strategie, azioni, procedure amministrative e risultati attinenti al cambiamento climatico.

Qui il comunicato del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale promotore del meeting e dell’Università di Notre Dame, Ateneo Usa sponsor dell’evento

IL COMMENTO DI ENI

Il Sole 24 Ore riporta una dichiarazione di Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, che ha partecipato al meeting in Vaticano: “È la seconda volta che come Eni partecipiamo al dialogo in Vaticano su energia e clima. È uno dei momenti più alti ed importanti di incontro dell’anno perché ci consente di discutere delle sfide e della complessità della transizione energetica con le altre società del settore e con i più grandi fondi di investimento mondiali, oltre a esponenti chiave della comunità scientifica”. “Fra gli obiettivi Eni – si legge sul quotidiano di Confindustria – c’è quello di raggiungere la neutralità carbonica dal 2030”.

APPLAUSI DA LONDRA

La Carbon Tracker Initiative, gruppo con base a Londra che esamina l’impatto che il passaggio dai combustibili fossili ha sui mercati finanziari, ha accolto con favore l’annuncio dal Vaticano delle major petrolifere: “È importante che molte delle maggiori compagnie petrolifere e del gas quotate al mondo e molti dei maggiori investitori mondiali abbiano approvato i regimi di determinazione del carbonio”, sottolinea il direttore esecutivo del gruppo, Mark Campanale.


E FISCHI DA LONDRA

Di tutt’altro avviso Mel Evans, attivista per il clima di Greenpeace UK. Opinione trascritta dal Guardian: “Gli impegni delle compagnie petrolifere non sono andati lontano. Le major petrolifere sapevano tutto sul rischio legato ai cambiamenti climatici molti anni prima che molti di noi ne avessero sentito parlare per la prima volta. Sapevano dove stavamo andando, e stanno ancora facendo pressioni per gli affari come al solito”.

LE SFIDE DELLA LAUDATO SI’

Bergoglio, che dal 2013 di suo pugno ha firmato esortazioni e motu proprio, ma di fatto una sola enciclica, la Laudato si’ del 2015 sulla cura della casa comune – la Lumen Fidei pubblicata nel giugno 2013 era, come noto, testo ereditato dal predecessore – su clima e ambiente ha fissato un punto essenziale del suo pontificato. Il sinodo dei vescovi di ottobre sull’Amazzonia offrirà un’ulteriore occasione di approfondimento. Intanto l’impegno nel solco segnato dall’enciclica ambientale prosegue. Anche se questa volta i dirigenti delle principali compagnie energetiche e di investimento del mondo non sono stati ricevuti in quella Sala Clementina affrescata che impone rigidi protocolli. Quella dove il Papa accoglie i diplomatici, o i cardinali. Quella dove ricevette il club delle big oil nel 2018. Riservandogli un discorso di 2060 parole. Per quest’anno, al bis in Vaticano, Bergoglio è andato da loro. “Chiesa in uscita”. Li ha incontrati nella non certo modesta aula di conferenze della Casina Pio IV. Ma con un discorso molto, molto più conciso e netto. Un breviloquia di 913 parole. Senza tante cerimonie, anche se con molti flash, accompagnato da un cardinal Turkson in clergyman. Ha ricordato, tra l’altro, che il Gruppo intergovernativo sul Cambiamento climatico prevede che vi saranno effetti “catastrofici” sul clima “se oltrepassiamo la soglia degli 1.5º C delineata nell’obiettivo dell’Accordo di Parigi” e che “manca solo poco più di una decade per raggiungere questa barriera del riscaldamento globale”.

CHI C’ERA IN VATICANO. L’ELENCO UFFICIALE

Tutti i presenti, tra investitori e rappresentanti delle aziende dell’energia, stando alle firme dei comunicati: Ben van Beurden, CEO, Royal Dutch Shell; Lord Browne of Madingley, Executive Chairman, L1 Energy; Mark Campanale, Founder & Executive Director, Carbon Tracker Initiative; Greg Case, CEO, Aon plc; Claudio Descalzi, CEO, Eni; Gary Dirks, Director, Wrigley Global Institute of Sustainability, Arizona State University; Robert Dudley, CEO, BP; Michael M. Garland, CEO, Pattern Energy Group; Vicki Hollub, CEO, Occidental Petroleum Corporation; Josu Imaz, CEO, Repsol; Frédéric Janbon, CEO, BNP Paribas Asset Management; Fr. John Jenkins, CSC, President, University of Notre Dame; Harry Keiley, Chair, Investment Committee, California State Teachers Retirement System (CalSTERS); Georg Kell, Chair, Arabesque Asset Management; John Kingman, Group Chairman, Legal and General Group; Ryan M. Lance, Chairman & CEO, ConocoPhillips; José Meijer, Vice Chair, ABP; Ernest J. Moniz, President & CEO, Energy Futures Initiative; Mark Moody-Stuart, Chairman, Global Compact Foundation; Barbara Novick, Co-Founder, Vice Chairman, BlackRock; Saker Anwar Nusseibeh, CEO, Hermes Investment; Ronald P. O’Hanley, CEO, State Street; Patrick Pouyanné, Chairman of the Board & CEO, Total; Mary Robinson, Chair, The Elders; Eldar Sætre, President & CEO, Equinor; Hans Joachim Schellnhuber, Founder, Potsdam Institute for Climate Impact Research; Anne Simpson, Founder and Inaugural Chair, Climate Action 100+; Michael K. Wirth, Chairman & CEO, Chevron Corporation; Darren Woods, CEO, ExxonMobil;  Betty T. Yee, Controller, State of California; Lei Zhang, CEO, Envision Group.

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