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Ecco come la Marina militare proteggerà le piattaforme Eni

Eni Bp

Che cosa prevede il protocollo d’intesa siglato da Marina militare italiana ed Eni

 

Ieri il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Giuseppe Cavo Dragone e Claudio Descalzi, ad di Eni hanno siglato un protocollo d’intesa presso Palazzo Marina a Roma.

Il protocollo, si legge in una nota, è finalizzato a consolidare le sinergie già in atto per garantire da un lato la “sicurezza marittima”, intesa nel senso più ampio, e dall’altro lato, a realizzare un’ampia collaborazione a supporto del potenziamento della sicurezza energetica a protezione degli interessi nazionali in campo marittimo.

L’intesa contribuirà anche a rendere l’ambiente delle piattaforme di estrazione degli idrocarburi offshore più familiare per la Marina Militare.

Tutti i dettagli.

IL RUOLO DELLA MARINA MILITARE

Nello specifico, la Marina Militare fornirà supporto ad Eni tramite il concorso all’attività di vigilanza nello specifico settore della subacquea e dell’idrografia, sull’impiego ottimale delle risorse della piattaforma continentale.

La Marina Militare è responsabile infatti della “vigilanza a tutela degli interessi nazionali e delle vie di comunicazione marittima al di là del limite esterno del mare territoriale”.

TRAMITE IL DISPOSITIVO INTERMINISTERIALE INTEGRATO DI SORVEGLIANZA MARITTIMA

Per tale scopo ha sviluppato, su indicazioni della presidenza del Consiglio dei Ministri, la capacità di fusione delle informazioni scambiate tra le differenti Amministrazioni dello Stato e acquisite dai propri mezzi navali, in un Dispositivo Interministeriale Integrato di Sorveglianza Marittima (DIISM) con possibilità di impiego anche nel quadro della Politica Marittima Integrata dell’Unione Europea.

Tale capacità è allocata presso la Centrale Nazionale Interministeriale di Sorveglianza Marittima (CNISM), presso il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) a Roma.

COSA PREVEDE L’INTESA

Nello specifico il protocollo consentirà di sviluppare procedure che potranno riguardare, tra l’altro, la predisposizione di attività simulate di intervento per la sicurezza delle strutture marittime e del personale ivi impiegato; lo svolgimento, nel rispetto delle normative degli Stati costieri che esercitano la giurisdizione esclusiva sulle piattaforme, di attività di ricognizione congiunta delle strutture marittime di Eni su aspetti esclusivamente legati alla security; la conduzione, nel rispetto delle normative degli Stati costieri che esercitano la giurisdizione sulla zona marittima interessata, di verifiche ed ispezioni sulla parte immersa delle piattaforme off-shore, esclusivamente in situazioni di emergenza (legate alla security).

ASSISTENZA PER IL PERSONALE ENI

Infine, il protocollo permetterà la prestazione, ove possibile, di assistenza in emergenza per situazioni a rischio security, nei confronti del personale dipendente da Eni, presso le installazioni off-shore.

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