Energia

Decreto Clima, che cosa c’è nella bozza su rottamazione auto e non solo

di

Clima

Tutti i dettagli sulla bozza del decreto Clima non solo sulla rottamazione delle auto

Obiettivo: portare le misure del decreto Clima all’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri.

E’ questa l’intenzione di larghi settori dell’esecutivo su alcune misure clou: l’eco-rottamazione stringe il campo di applicazione, accorciando il raggio d’azione fino ai modelli Euro3 (ma aumentano contemporaneamente le risorse disponibili). Rientra il taglio graduale ai sussidi fossili da stabilire di anno in anno in Legge di Bilancio, insieme con un Piano mobilità per le città metropolitane da approvare entro il 2020.

E’ questo in sintesi l’impianto delle principali misure che trovano spazio nell’ultima versione della bozza del decreto Clima.

La bozza del decreto, costituito da 14 articoli, prevede che l’individuazione dell’entità della riduzione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi, per raggiungere gli obiettivi del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici, verrà stabilita in Legge di Bilancio; gli importi saranno destinati per il 50% a un Fondo del ministero dell’Economia per interventi in materia ambientale e sostegno alla transizione ecologica delle imprese.

Per la eco-rottamazione viene istituito un fondo, il ‘Programma sperimentale buono mobilità’ da 255 milioni: 5 milioni subito per il 2019, e 125 milioni sia per il 2020 che per il 2021.

Se da un lato aumentano le risorse messe a disposizione rispetto al testo precedente (da 100 a 125 milioni all’anno), dall’altro – dice l’Ansa – la rottamazione non abbraccia più i modelli Euro4 ma arriva fino agli Euro 3; il ‘buono mobilità’ rimane di 1.500 euro (da spendere per abbonamenti per trasporto pubblico e altri servizi, e anche di biciclette a pedalata assistita) per i cittadini – residenti nelle aree sotto procedura di infrazione Ue per lo smog – che rottamano l’auto entro il 31 dicembre 2021.

Arriva poi per le città metropolitane e i centri sopra i 100mila abitanti i Piani urbani di mobilità sostenibile per assicurare l’abbattimento dell’inquinamento dell’aria e acustico (da approvare entro il 31 dicembre 2020). A disposizione ci sono risorse per 20 milioni per il 2020 e 20 per il 2021.

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