Energia

Vi racconto il Green Data Center dell’Eni

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Eni Green Data

Ecco come è e cosa fa il Green Data Center di Eni, tra  i primi in Europa per tipologia e dimensione e tra i primi al mondo per efficienza energetica. Articolo di Alice Monni 

Data is the new oil, i dati sono il nuovo petrolio. Si può capire con questa espressione la scelta di Eni di costruire un proprio Green Data Center, tra i primi in Europa per tipologia e dimensione e tra i primi al mondo per efficienza energetica. Abbiamo visitato quella che il colosso energetico ha definito la sua “casa dell’evoluzione digitale” che si trova a Ferrara Erbognone, nelle campagne della Lomellina, tra le risaie del Pavese.

Dall’alto ha la forma di due trifogli affiancati e simmetrici, completamente indipendenti: è ciò che emerge dell’intera struttura, in parte interrata, ad emergere sono i 6 camini di aspirazione ed espulsione dell’aria Al suo interno ospita Hpc4, il super calcolatore che al momento è primo nell’industria mondiale per capacità di calcolo con una performance di picco di 18 Petaflop cioè 18 milioni di miliardi di operazioni al secondo, che possono arrivare a 22,4. Il super computer elabora dati sismici e simula i giacimenti di idrocarburi: in particolare permette di ricostruire in 3D immagini molto precise del sottosuolo con una profondità di 10-15 km e un’estensione di migliaia di km quadrati. La combinazione di geofisica ed informatica, imaging sismico, insieme al talento degli esploratori Eni e alla potenza di Hpc4, ha contribuito alla scoperta del giacimento di gas naturale offshore di Zohr, al largo dell’Egitto.

A vedere Hpc4, ospitato nelle sale computer, si arriva dopo aver attraversato alcune aree con i sistemi di raffreddamento, principale problema da risolvere in strutture come questa: al Green Data Center funziona il free cooling, il raffreddamento naturale ad aria attraverso un sistema di circolazione, trattamento e filtraggio. In lunghe pareti di filtri ci si imbatte nel percorso verso le sale server, precedute da grandi ventilatori di derivazione aeronautica, dietro le pareti si trovano vasche d’acqua usate per raffreddare. Rispetto agli altri Data Center i server sono stati messi più in alto, a 8 metri dal pavimento, e c’è sempre una leggera sovrappressione, mentre l’aria non supera mai la velocità di 2 metri al secondo. Nella sala computer ci sono 7.200 server al lavoro a ciclo continuo. Hpc4 si trova dentro una sezione apposita: la sua particolarità è un’architettura ibrida che affianca ai processori tradizionali dei particolari acceleratori di calcolo di tipo GPU, processori grafici che permettono di velocizzare i processi tenendo bassi i consumi.

L’impianto di Ferrara Erbognone, inaugurato a ottobre 2013, ospita oltre 10mila sistemi ed è progettato per una capacità sino a 30 MegaWatt di potenza, in uno spazio fino a 5.200 metri quadrati. È definito green perché, per come è stato ideato, consente di risparmiare ogni anno migliaia di MegaWattora e quindi contribuire ad una consistente riduzione di anidride carbonica immessa nell’ambiente. L’indice PUE (Power Usage Effectiveness), che misura il rapporto tra consumo elettrico complessivo e quello dei soli apparati informatici, è di 1,179 contro una media mondiale di 1,8. Il contributo dei sistemi Hpc riduce l’emissione di circa 65mila tonnellate di anidride carbonica, la sola energia non consumata apporta benefici per ulteriori 5-6 mila tonnellate di Co2 non emesse.

L’alimentazione arriva dalla Centrale elettrica Enipower a gas metano, che si trova a pochi metri di distanza ed è uno dei principali motivi per cui è stata scelta questa sede per il Data Center. Da pochi mesi la struttura è stato dotata anche di un impianto fotovoltaico da 1 MegaWatt che può fornire fino al 15-20 percento dell’energia consumata da Hpc4.

Perché scegliere di costruire un Data Center proprietario, e in Italia, lo spiega Gabriele Provana, capo delle operazioni informatiche del gruppo Eni: “Noi riteniamo che le competenze distintive debbano restare dentro l’azienda, e con le competenze delle nostre persone, le loro capacità e la loro determinazione riusciamo a percorrere strade innovative. Per noi oggi è una finestra sul futuro, la porta di accesso verso la nostra evoluzione digitale” ha detto il manager. “La grande sfida dei Data Center è quella dell’energia – ha aggiunto Provana – avevamo necessità di avere vicino una delle nostre centrali di alimentazione. Inoltre in questo contesto territoriale abbiamo una presenza industriale e una collaborazione molto fattiva. Abbiamo scelto di farlo in Italia perché siamo un gruppo industriale internazionale con la testa e il cuore in questo Paese”.

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