Energia

Tutti i grovigli energetici tra Csea e Gse. Report Corte dei Conti

di

csea

Perché la Corte dei Conti bacchetta la Csea (Cassa per i servizi energetici e ambientali) e il Gse (Gestore servizi energetici). Tutti i dettagli

Scintille in corso tra Corte dei Conti, Csea e Gse. La Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, in precedenza denominata “Cassa conguaglio per il settore elettrico”, con la Legge di stabilità per il 2016 è stata trasformata in Ente Pubblico Economico e, successivamente, assoggettata al controllo della Corte dei conti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 maggio del 2018.

La prima verifica non è andata bene: nel mirino è finita, tra le altre cose, la gestione commissariale della Cassa e la gestione economica del personale distaccato dal Gse (Gestore servizi energetici). Ecco tutti i dettagli sulle bacchettate della magistratura contabile.

GESTIONE PERSONALE DISTACCATO

Partiamo dalla gestione economica del personale distaccato dal Gse (7 unità al 31 dicembre 2019, ma nessuna posizione dirigenziale).

csea gse

“A seguito della riunione commissariale del 21 dicembre 2017 è stato deliberato di riconoscere ai lavoratori distaccati un’indennità integrativa” con l’obiettivo di “indennizzare la perdita di chances di crescita professionale nell’ambito dell’ente concedente (GSE)”, si legge nella relazione “Determinazione e relazione sul risultato del Controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ente Cassa per i servici energetici e ambientali (Csea)” della Corte dei Conti. Ma l’erogazione, viene anche aggiunto, “che è stata oggetto di un accordo con le organizzazioni sindacali, avrebbe dovuto essere effettuata non dalla C.S.E.A. ma dall’ente distaccante dei lavoratori, il Gse”.

EMOLUMENTI AL DI FUORI DI PREVISIONI NORMATIVE

La questione viene rimarcata anche nelle conclusioni della relazione della Corte dei Conti. “Al personale distaccato dal Gse risultano erogati emolumenti al di fuori di previsioni normative e del contratto collettivo di settore”.

QUANTIFICAZIONE DEI PAGAMENTI

Qui le indennità, secondo i dati forniti dall’Ente, per il 2018.

PERPETUARSI DELLA GESTIONE COMMISSARIALE

Ed è proprio agli intrecci tra Csea e il Gse che è dovuto il perpetuarsi della gestione commissariale. Questa, denuncia la Corte dei Conti è “dovuta non a problematiche gestionali ma esclusivamente alle dimissioni di due componenti del Comitato di gestione, transitati ai vertici del Gse”.

La gestione commissariale, spiega la relazione, si deve “alle dimissioni del Presidente e di un componente del Comitato di gestione, avvenute nell’ottobre del 2018, che hanno causato lo scioglimento dell’organo e la successiva nomina, avvenuta nel novembre dello stesso anno, del Commissario” Giandomenico Manzo.

IL 2019

Si legge anche nella relazione della Corte: “La gestione commissariale si è protratta anche nell’esercizio 2019 -denuncia ancora la relazione- concentrando i poteri devoluti, per statuto, al Comitato di gestione (organo collegiale) in un organo monocratico. La mancata nomina di un nuovo Comitato di gestione, da parte dell’Autorità vigilante ARERA, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non è in linea con la previsione dell’art. n. 6.3 dello statuto, il quale prevede la nomina del Commissario in caso di ‘temporanea’ vacanza di almeno due componenti del Comitato di gestione. Si segnala che l’attuale Commissario della Cassa è dipendente dell’Autorità vigilante ARERA. Il Commissario, infatti, ha dichiarato, all’atto dell’assunzione dell’incarico, di essere alle dipendenze di ARERA con funzioni di Consigliere giuridico e, ad interim, di Direttore della Direzione legale e della Direzione comunicazione”.

I NUMERI DELLA CASSA

Ma andiamo ai numeri della Csea. “L’utile di esercizio della C.S.E.A., nel 2018, è stato pari a 311.107 euro, con una riduzione rispetto all’anno precedente (133.569 euro in valore assoluto). (…) Tale riduzione è giustificata da un saldo negativo della gestione caratteristica, in particolare, come si evince dal conto economico, dei ricavi per cessioni di prodotti e prestazioni di servizi derivanti dall’attività funzionale dell’Ente (41,48 per cento pari a 245.528 euro). Tali valori rispecchiano la diminuzione degli incassi dell’attività operativa dell’ente, pari a 639.303.821 euro in valore assoluto (8,2 per cento) come si evince dal rendiconto finanziario”, spiega nelle Conclusioni la Corte dei Conti.

44 GIUDIZI IN CORSO

Tre le altre cose da segnalare, come fa notare EnergiaOltre, anche il numero dei contenziosi aperti. “La C.S.E.A. ha in corso 44 giudizi (dato aggiornato al 28 febbraio 2019), per lo più riferiti ad impugnazioni avverso le deliberazioni dell’ARERA ed atti conseguenti della C.S.E.A – sottolinea la Corte dei Conti -. Nel 2018 sono state instaurate 21 nuove controversie, di cui 4 concluse e una per la quale si è deciso di non procedere alla costituzione in giudizio. Il contenzioso tributario è elevato ed ha ad oggetto le impugnazioni avverso le cartelle di pagamento notificate da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione cui è stato affidato il recupero coattivo dei crediti dell’ente, ai sensi del D.D. Del M.E.F. del 12 aprile 2018. L’oggetto del contenzioso riguarda per lo più la determinazione della sorte capitale e degli interessi del credito”.

“La C.S.E.A. – aggiunge la relazione – è stata altresì convenuta in giudizi civili ed amministrativi attinenti agli oneri generali del sistema elettrico; in particolare, è stata chiamata, in qualità di terzo, unitamente al G.S.E. S.p.a., da parte di un distributore di energia al fine di corrispondere al venditore delle somme a titolo di oneri generali di sistema”. Nell’ambito dell’attività di recupero crediti, poi, la Cassa “è coinvolta in 20 procedure concorsuali pendenti (dato aggiornato al 28 febbraio 2019) di cui una avviata nel 2018”, conclude la Corte dei Conti.

Qui la relazione della Corte dei Conti.

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