Energia

Cosa stanno preparando Chevron, Shell, BP, Total e Aramco sulla Co2

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co2

I Ceo presenti a Davos si sono detti tutti ‘ampiamente d’accordo’ sulla necessità di affrontare i cambiamenti climatici e la Co2, ma non hanno preso decisioni definitive

I ceo del settore petrolifero si sono riuniti a porte chiuse a Davos al World Economic Forum per discutere l’adozione di obiettivi più solidi in materia di emissioni di Co2. A riferire di questo incontro è Bloomberg secondo cui al vertice erano presenti i top manager di Chevron, Shell, BP, Total e Saudi Aramco.

INDUSTRIA PETROLIFERA SOTTO PRESSIONE SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

L’incontro, ha precisato in un articolo Axios, “si svolge in un momento in cui l’industria di settore si trova ad affrontare una crescente pressione sul cambiamento climatico”. Le stesse Big Oil hanno discusso tra loro “la definizione di obiettivi per le emissioni derivanti dall’uso dei loro prodotti chiamati ‘Scope 3’”. Il Corporate Value Chain Accounting and Reporting Standard (Scope 3) consente alle aziende di valutare l’impatto della Co2 dell’intera catena del valore sulle emissioni e di identificare dove concentrare le attività di riduzione. Le emissioni di Scope 3 sono molto importanti in termini di volumi e solo un piccolo numero di attori ha attualmente dei target precisi, in contrasto con la più diffusa adozione da parte dell’industria di obiettivi per le emissioni derivanti da operazioni dirette”.

NESSUNA DECISIONE DEFINITIVA

“Tra i principali gruppi energetici, solo Shell, Total e Repsol SA hanno annunciato pubblicamente che stanno prendendo di mira o monitorando le emissioni di Scope 3 – ha osservato Bloomberg -. I Ceo presenti alla riunione si sono detti tutti ‘ampiamente d’accordo’ sulla necessità di affrontare l’argomento, ma non hanno preso decisioni definitive”, ha riferito sempre Bloomberg.

BP HA ADERITO AGLI OBIETTIVI SCOPE 3

Separatamente, Reuters ha riferito che BP si sta preparando ad entrare nella lista dei giganti petroliferi che aderiscono agli obiettivi Scope 3. La mossa, ha specificato Axios, “è parte di una più ampia espansione degli sforzi per il clima che il CEO entrante Bernard Looney sta valutando di realizzare e che potrebbe portare l’azienda a ‘vendere le sue attività a maggiore intensità di carbonio come i giacimenti di petrolio e gas in Angola e Canada’, ha sottolineato Reuters.

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