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Cosa pensano gli italiani di gas russo e referendum sulla giustizia. Report Swg

Gas Russo

Swg ha sondato un campione di italiani su gas russo e referendum (il 58% degli elettori del Pd a favore della separazione delle carriere dei magistrati). Tutti i dettagli

 

La guerra in Ucraina è entrata di diritto come prima e più importante voce dell’agenda politica e mediatica italiana. Le sanzioni comminate dai paesi occidentali alla Russia hanno toccato anche la spesa dei cittadini italiani, in particolare quella per i prodotti energetici che erano già in rialzo prima dell’invasione russa dell’Ucraina. SWG, nell’ultima rilevazione periodica, ha chiesto agli italiani cosa ne pensano di modificare, parzialmente, la loro quotidianità a seguito delle sanzioni. La società di indagini demoscopiche ha chiesto anche cosa ne pensano gli italiani dei cinque referendum sulla giustizia sui quali saranno chiamati a esprimersi il prossimo 12 giugno.

IL 55% DEGLI ITALIANI FAVOREVOLE A GRADUALE RIDUZIONE DEL GAS DA MOSCA

Secondo le rilevazioni di SWG la maggioranza dell’opinione pubblica è favorevole alla riduzione delle forniture da Mosca, a patto, però, che avvenga in modo graduale e non generi costi aggiuntivi in bolletta (55%). Il 25% degli intervistati propone di interrompere immediatamente l’acquisto di forniture energetiche da Mosca. Tra questi i più categorici sono i ragazzi, che sposano questa linea nel 35% dei casi, costi quel che costi. Il 13% degli intervistati, invece, vorrebbe che il Governo si concentrasse sull’abbassamento dei prezzi, anche se dovessimo mantenere elevate forniture dalla Russia. Tra questi il 18% sono baby boomers e il 20% appartiene a ceti fragili.

ALTERNATIVE AL GAS RUSSO: UN ITALIANO SU 4 PENSA AL NUCLEARE

Per il 61% degli intervistati la crisi energetica attuale può essere una buona occasione per puntare forte sulle energie rinnovabili e avviare una profonda, e vera, transizione green del Paese. La prima strada dovrebbe portare a sbloccare le concessioni per la ricerca di gas in Italia (45%), in seconda battuta (29%) cercare altri fornitori, con prezzi competitivi, anche se politicamente instabili. Per un italiano su quattro questo è il momento buono per tornare a parlare di nucleare.

RIDUZIONE DEI CONSUMI: IL 56% PREFERISCE LA PACE ALL’ARIA CONDIZIONATA

Il premier Draghi, qualche tempo fa, presentando l’ennesimo pacchetto di sanzioni alla Russia chiese provocatoriamente in conferenza stampa se preferissimo avere la pace o l’aria condizionata. Il 56% degli intervistati si è detto disposto a rinunciare all’aria condizionata, il 44% si dice invece restio. Più facile convincere gli italiani a ridurre il fresco, impostando il climatizzatore non al di sotto dei 27 gradi, in questo caso il 72% si dice favorevole.

SMARTWORKING: IL 73% DEGLI ITALIANI VUOLE LAVORARE DA CASA (3 GIORNI SU 5)

Sul fronte delle possibili misure per il risparmio energetico gli italiani si dimostrano molto aperti verso alcune raccomandazioni chiave dell’International Energy Agency (IEA). Il 73% degli intervistati è favorevole a lavorare in smartworking almeno per 3 giorni a settimana, tra questi il 77% è un lavoratore dipendente.

TRASPORTI: IL 62% RINUNCEREBBE ALL’AUTO PER GLI SPOSTAMENTI QUOTIDIANI

Gli italiani non sono troppo affezionati alla loro automobile e non la ritengono indispensabile per gli spostamenti quotidiani o per andare in vacanza. Vi rinuncerebbe, per produrre un risparmio, rispettivamente il 62% e 75%. Sul fronte dei trasporti il 77% si dice disposto a preferire il treno all’aereo negli spostamenti, almeno nelle rotte più brevi, il 69% si dice d’accordo a limitare gli incentivi al solo acquisto delle auto elettriche, il 60% a chiudere le città alle auto la domenica e il 55% ad abbassare di 10 km orari i limiti di velocità in autostrada.

IL REFERENDUM DI GIUGNO NON APPASSIONA GLI ELETTORI

Il prossimo 12 giugno gli italiani saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum a tema giustizia: Abolizione Legge Severino, Limitazione della custodia cautelare, Separazione delle carriere dei magistrati, Riforma elezioni CSM e Consigli Giudiziari – valutazioni di Pm e giudici. Al momento gli elettori non sono particolarmente interessati e le stime sull’affluenza si fermano, per tutti i cinque quesiti, al di sotto della soglia del 50% (tra il 29 e il 35%). La motivazione a votare risulta debole, come rileva SWG, principalmente per via della complessità della materia di cui trattano i quesiti.

GLI ELETTORI PD VOGLIONO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI

Il quesito che riscontra il maggior numero di risposte affermative è quello sulla separazione delle carriere dei magistrati che raccoglie il 47% dei sì, il 22% dei no e il 31% degli indecisi. A rispondere sì sono il 70% degli elettori della Lega e di Fratelli d’Italia, il 46% degli elettori del M5S e, sorprendentemente, il 58% degli elettori del PD. Non convince gli elettori il quesito sull’abrogazione della legge Severino che raccoglie solo il 24% dei si. Tra questi sì il 43% è elettore della Lega, il 30% di Fratelli d’Italia, il 28% del M5S e solo il 9% del PD.

I REFERENDUM NON CONVINCONO IL M5S: NESSUN QUESITO SUPERA IL 50%

In definitiva gli elettori di Lega e FdI approvano solo tre quesiti (Separazione delle carriere dei magistrati, Riforma elezioni CSM e Consigli Giudiziari – valutazioni di Pm e giudici), i gli elettori del PD appoggiano solo la separazione delle carriere dei magistrati. I più conservatori sono gli elettori del M5S, i loro “sì” non superano mai il 50%.

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