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Cosa faranno i prossimi energy manager

Energy Manager Investimenti Energia

L’articolo di Nunzio Ingiusto

Quando riprenderanno appieno le attività gli energy manager dovranno essere in regola con le normative. Prima di tutto aver ricevuto la regolare nomina. La gestione dei sistemi energetici di aziende ed enti nella riapertura dell’Italia post Covid-19 sarà un’altra prova per capire se siamo davvero sulla strada dell’efficienza energetica. Abbiamo organizzato il controllo dei sistemi con professionisti qualificati che possono fare la differenza. Ma bisogna vederne l’efficacia. La loro nomina nei posti di lavoro scadeva il 30 aprile, ma è stata prorogata al 21 giugno.

La notizia arriva dalla Fire (Federazione energie rinnovabili) che si occupa di questi tecnici per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. Sono risorse ancora più necessarie nella ripresa per far crescere le rinnovabili e decrescere i costi. Un mese e mezzo di proroga, quindi, ma che non deve far adagiare i datori di lavoro privati e pubblici. La transizione energetica e il controllo dei consumi sono una filiera delicata in aziende ed uffici. Fire, infatti, ha raccomandato di sfruttare il tempo a disposizione per scegliere i candidati più idonei da nominare.

Ma chi deve muoversi entro il 21 giugno? La legge del 1991 prevede l’obbligo per imprese ed enti che nell’anno precedente hanno consumato energia superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio e per soggetti nei settori civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto consumi di energia superiore a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio. La nomina avviene attraverso la piattaforma web di Fire, ma stavolta bisogna procedere con più decisione rispetto al passato perché la rivoluzione ambientale post epidemia può fare sul serio passi avanti nei luoghi di lavoro.

Le aziende che riaprono possono ridurre le emissioni inquinanti, aumentare il valore degli asset produttivi, alleggerire le spese complessive.

Un problema sono le strutture pubbliche dove sarà difficile fare progressi per la scarsa manutenzione. Gli enti pubblici non potranno fermarsi a nominare gli esperti, dovranno fare anche progetti di efficienza a basso impatto ambientale. Decisioni della politica.

Il coronavirus ha fatto crescere i consumi energetici domestici del 30%, ma ha ridotto il fabbisogno elettrico italiano complessivo del 17%. Un valido punto di partenza per i nuovi manager.

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