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Cosa dicono Eni, Enel e Ansaldo al Copasir su rinnovabili, nucleare e idroelettrico

Eni Egitto

Ecco pareri e richieste di Eni, Enel, Edison e Ansaldo Energia al Copasir su sicurezza energetica e transizione ecologica

 

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), presieduto da Adolfo Urso (Fratelli d’Italia), ha presentato nei giorni scorsi la Relazione sulla sicurezza energetica nell’attuale fase di transizione ecologica: un documento che – come il titolo suggerisce – indaga le ripercussioni sulla sicurezza italiana della transizione energetica, ovvero il processo di progressivo distacco dai combustibili fossili in favore delle fonti rinnovabili a zero emissioni di gas serra.

Nel testo vengono riportati i pareri di diversi operatori del mercato energetico. Ecco cosa pensano.

ANSALDO ENERGIA

“L’audizione dell’ing. Giuseppe Marino, amministratore delegato di Ansaldo Energia S.p.A., è cominciata con l’illustrazione delle attività dell’azienda, detentrice di un know how di altissimo livello nell’ambito delle centrali a gas e in particolare nella produzione di turbine, del suo ruolo nel mercato dei sistemi di generazione di energia e le possibili partnership internazionali. La Ansaldo Energia S.p.A. è in grado di produrre sistemi a turbina con tecnologia molto avanzata tali da poter essere impiegate nelle centrali elettriche a gas ma già predisposte per l’utilizzo combinato di gas naturale e idrogeno ovvero in futuro del solo idrogeno. Per tale ragione si è sottolineata l’importanza di non abbandonare il sostegno allo sviluppo di questo settore durante la fase di transizione alle energie rinnovabili in modo da non perdere questo significativo vantaggio competitivo che il sistema industriale italiano detiene. Sono stati poi approfonditi temi legati alla transizione ecologica quali: i sistemi di accumulo, l’idrogeno il nucleare di quarta generazione e i reattori a fusione. Sul nucleare di quarta generazione, Ansaldo Energia S.p.A. possiede competenze nella realizzazione dei c.d. Small Modular Reactors, che producono scorie radioattive ad alto decadimento, la cui quantità è in parte ridotta perché è possibile riutilizzare i residui della fissione come nuovo combustibile. Essi si basano su sistemi di raffreddamento a sali di piombo fuso o altri sali fusi che consentono di accrescere i livelli di sicurezza rispetto alle centrali nucleari tradizionali che impiegano sistemi di raffreddamento ad acqua. Tali piccoli reattori sono attualmente in uso in grandi imbarcazioni, quali sommergibili o portaerei o grandi rompighiaccio. Le dimensioni ridotte e la modularità che caratterizzano tali reattori permettono di produrre non solo energia elettrica ma anche calore e di modulare la potenza combinando più elementi. Ansaldo Energia S.p.A. è coinvolta anche nella ricerca e sviluppo per la fusione nucleare, partecipando al progetto ITER per la realizzazione di un reattore a fusione in Francia”.

“Infine si è esaminata la tassonomia europea delle fonti energetiche di imminente approvazione e dell’impatto che avrà sul sistema industriale di settore europeo e italiano anche in considerazione delle varie spinte che giungono dai diversi Paesi europei a sostegno delle rispettive strategie nazionali e le cui decisioni avranno inevitabili conseguenze anche sull’intero sistema produttivo e sulla competitività globale”.

EDISON

“L’ing. Nicola Monti, amministratore delegato di Edison S.p.A., nella sua audizione ha illustrato il ruolo dell’azienda, attore storico nel mercato dell’energia in Italia e le sue principali linee progettuali di sviluppo con attenzione ai temi della sostenibilità del sistema di approvvigionamento energetico e della strategia per conseguire una maggiore autonomia del Paese. Sono stati affrontati la questione della tassonomia europea delle fonti energetiche green, la diversificazione delle fonti, le concessioni e la disciplina autorizzatoria per la realizzazione di nuovi impianti e le sue criticità, i problemi connessi con l’uso delle fonti energetiche rinnovabili, le soluzioni di stoccaggio e accumulo. Con particolare riferimento alla produzione di energia idroelettrica è stata evidenziata la criticità costituita dal regime delle concessioni nello sfruttamento di tale risorsa naturale. La disciplina a cui sono sottoposti gli operatori italiani risulta essere penalizzante rispetto a quella adottata da altri Paesi europei come ad esempio l’Austria. Il rischio che corrono gli operatori come Edison S.p.A. e quello di perdere la concessione per lo sfruttamento dei bacini idroelettrici sui quali negli anni hanno investito per la realizzazione degli impianti di trasformazione a vantaggio di operatori stranieri, senza che vi sia una reciprocità nella effettiva possibilità per gli operatori nazionali di accedere alle concessioni per lo sfruttamento dei bacini idroelettrici in altri Paesi europei. È stata quindi manifestata la richiesta che lo Stato affronti questa criticità determinando condizioni che possono consentire a quei soggetti che nel tempo hanno investito e realizzato impianti produttivi sul territorio nazionale di poter proseguire nella propria attività, salvaguardando in ogni caso l’interesse dello Stato allo sfruttamento della risorsa posta in concessione”.

ENI

“Nell’audizione dell’amministratore delegato di ENI S.p.A., dott. Claudio Descalzi, sono stati esaminati diversi temi: i fattori che determinano le dinamiche dei prezzi delle materie prime energetiche ed in particolare del gas e le loro ricadute sul sistema industriale e sulla bolletta domestica; la composizione e le caratteristiche specifiche dell’offerta e della domanda presenti sul mercato energetico, anche in considerazione del processo di trasformazione green. Inoltre si è approfondita la diversificazione tra le fonti energetiche e le modalità di approvvigionamento delle medesime, analizzando la composizione del mix energetico del nostro Paese e della Ue e come questo tiene conto delle dinamiche cicliche tipiche delle fonti rinnovabili. Si è ricordato l’importante ruolo svolto da ENI nell’approvvigionamento di gas naturale verso il nostro Paese e la riduzione nel tempo della produzione di gas naturale attraverso gli impianti presenti sul territorio nazionale”.

“Il dott. Descalzi ha illustrato le prospettive per l’introduzione di nuovi sistemi di produzione energetica sostenibili sul piano economico e ambientale e i progetti di Eni in tale contesto in Italia e in altri Paesi. Si è inoltre evidenziata l’attività e la presenza di Eni in ambito internazionale sia nella ricerca in nuove tecnologie che nella produzione e distribuzione di energia, fattore peculiare della strategia aziendale. In particolare è stato illustrato il progetto sulla fusione nucleare che impegna ENI da alcuni anni in collaborazione con il MIT e che ha portato, nel settembre del 2021, a testare con successo per la prima volta il confinamento magnetico su cui si basa il funzionamento dei reattori a fusione. Con tale esperimento si è dimostrata la possibilità di produrre energia elettrica dalla fusione nucleare aprendo la strada ad una prospettiva che consentirà di ottenere grandi disponibilità di energia sfruttando una materia prima costituita sostanzialmente di acqua marina opportunamente trattata e che, a differenza del nucleare tradizionale, non produce scorie radioattive. ENI ritiene pertanto il percorso intrapreso estremamente promettente e decisivo, considerando le energie rinnovabili come una componente, peraltro caratterizzata da grande discontinuità nella sua disponibilità, di un più ampio percorso di trasformazione nei sistemi di generazione di energia elettrica. Si è infine trattato il tema della tassonomia europea delle fonti energetiche green e come questa possa avere ricadute nella composizione della strategia nazionale di sicurezza energetica dei diversi Paesi europei”.

ENEL

“Nell’audizione del Direttore per l’Italia di Enel S.p.A., dott. Nicola Lanzetta, sono state illustrate le attività del gruppo, uno dei principali attori a livello globale nel settore energetico con particolare evidenza al ruolo e alla strategia di Enel nell’ambito del processo di transizione ecologica del nostro Paese, nel più ampio contesto del green deal europeo. Sono stati quindi esaminati i temi dell’autonomia energetica, della sicurezza e della diversificazione delle forniture e l’impegno di Enel nel settore delle fonti energetiche rinnovabili e le caratteristiche della disciplina autorizzatoria in materia. Si è posta, dunque, attenzione al tema dei sistemi di accumulo di energia,  fortemente connesso con le caratteristiche di ciclicità nella disponibilità delle fonti rinnovabili. Sì sono anche in questo caso ribadite considerazioni analoghe rispetto a quanto emerso nel corso dell’audizione di Edison S.p.A., per quanto attiene al regime delle concessioni in materia di impianti per la generazione di energia idroelettrica.”

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