Energia

Ecco tutti gli energici conti 2017 di Eni con Descalzi

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Eni

Numeri, confronti, tendenze e primi commenti dei conti 2017 del gruppo Eni. L’articolo di Start Magazine

Dividendo invariato, ritorno all’utile, tutti i business in crescita. Sono questi gli elementi salienti dei conti 2017 dell’Eni comunicati oggi al mercato dal gruppo guidato dall’amministratore delegato, Claudio Descalzi. Ecco tutti i dettagli.

DIVIDENDO INVARIATO

Il cda dell’Eni intende proporre all’assemblea degli azionisti, che si terrà in un’unica convocazione il 10 maggio 2018, la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione, invariato rispetto al 2016, di cui 0,40 distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto. Il dividendo a saldo di 0,40 euro per azione sarà messo in pagamento a partire dal 23 maggio 2018 con stacco cedola il 21 maggio 2018.

IL RITORNO ALL’UTILE

L’Eni torna al profitto nel 2017 e chiude l’anno con un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016). Nel quarto trimestre l’utile netto è pari a 2,1 miliardi e quello adjusted 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro).

I FATTORI DI CRESCITA

Nel 2017, anno in cui si è registrata la ripresa del prezzo del petrolio, in particolare nell’ultimo trimestre, tutti i business Eni hanno ottenuto performance in forte crescita rispetto al 2016 “grazie agli effetti della strategia di riduzione del time-to-market (il tempo di messa in produzione, ndr) delle riserve, efficienza nei costi, rinegoziazioni dei contratti gas e ottimizzazione impiantistica nella raffinazione e nella chimica che hanno consentito al gruppo di catturare appieno il miglioramento dello scenario commodity”, dice il gruppo capitanato da Descalzi. L’utile operativo adjusted consolidato è stato pari a 5,79 miliardi, in crescita del 150% per “effetto dell’eccellente performance dell’upstream (+2,68 miliardi), del ritorno alla redditività del business gas and power per la prima volta dopo sette anni (+0,60 miliardi), e dei risultati record della raffinazione e della chimica, che hanno conseguito complessivamente circa 1 miliardo di utile operativo (+0,41 miliardi)”.

SETTORE ESPLORAZIONE E PRODUZIONI

Il settore esplorazione e produzione, in particolare, ha beneficiato delle plusvalenze realizzate sulla cessione di Zohr in Egitto (1,2 miliardi) e del 25% nell’area 4 in fase di sviluppo nell’offshore del Mozambico (1,9 miliardi) Per quanto riguarda il quarto trimestre, l’utile operativo adjusted consolidato è pari a 1,99 miliardi, in crescita del 55% rispetto al quarto trimestre 2016 “grazie all’eccellente performance di esplorazione e produzione (+0,46 miliardi) trainata dalla ripresa dello scenario petrolifero (+24% il prezzo di riferimento del Brent in dollari, +14% in euro) e dalla crescita produttiva.

GAS AND POWER

Solida la performance degli altri settori di business. La gas and power, per effetto dell’accelerazione registrata nel quarto trimestre (0,21 miliardi di utile operativo, +0,29 miliardi rispetto al quarto trimestre 2016) ha traguardato con un anno di anticipo l’obiettivo di un risultato strutturale positivo”. I business della raffinazione e della chimica hanno conseguito un incremento dell’utile operativo del 52% rispetto al quarto trimestre 2016 “in uno scenario meno favorevole rispetto ai precedenti trimestri, per effetto delle azioni di riduzione del margine di breakeven e di un assetto impiantistico ottimizzato”.

PRODUZIONE RECORD

Nel dicembre 2017 l’Eni ha raggiunto il proprio record assoluto nella produzione, a 1,92 milioni di barili al giorno. Lo conferma il gruppo petrolifero, che aveva già anticipato il dato il 21 dicembre scorso, nella nota sui conti del 2017. Nel quarto trimestre, si legge ancora, sono stati conseguiti 1,89 milioni di barili al giorno, livello trimestrale più elevato degli ultimi sette anni (+1,9%); media annua a 1,82 milioni di barili (+3,2%) la più elevata di sempre. Al netto dell’effetto prezzo nei contratti Psa e dei tagli Opec, la crescita sarebbe stata del 3,7% nel trimestre e del 5,3% nell’anno. Il contributo da avvii e ramp-up, cioè la progressione della produzione, è di 243 mila barili in media annua, grazie all’implementazione del modello integrato Eni di esplorazione e sviluppo con riduzione del tempo per arrivare all’effettiva produzione dei nuovi progetti (nel 2017 Zohr in Egitto, East-Hub in Angola, OCTP in Ghana, Jangkrik in Indonesia) e all’accelerazione dei ramp-up (Nooros). Le risorse esplorative nel 2017 hanno aggiunto un miliardo di barili equity. Le riserve certe di idrocarburi sono pari a 7 miliardi di barili.

PREVISIONI IN CRESCITA

Eni stima per il 2018 una crescita della produzione del 3% e investimenti per 8 miliardi di euro. Lo anticipa il gruppo petrolifero, ricordando che i target finanziari e industriali di medio termine verranno diffusi in occasione della presentazione del piano strategico 2018-2021 prevista per il 16 marzo prossimo. Viene comunque anticipato che, nell’anno in corso, la produzione crescera’ del 3% per effetto del ramp-up (la progressione della produzione) degli avvii registrati nel 2017, in particolare in Egitto, Angola e Indonesia, e degli avvii di fasi satelliti di grandi giacimenti in produzione (Libia, Angola e Ghana). Nel settore gas and power si prevede un utile operativo adjusted di 0,3 miliardi di euro. Nella raffinazione, infine, e’ previsto un margine di breakeven a circa 3 dollari al barile.

IL COMMENTO DI DESCALZI

“Chiudiamo il 2017 con risultati eccellenti”, ha commentato l’ad del gruppo petrolifero Claudio Descalzi, nella nota sui conti del 2017 aggiungendo che “per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili. Il che vorrà dire che, se al contrario le condizioni di mercato fossero più favorevoli, saremo in condizione di generare un enorme extra valore per i nostri azionisti”.I risultati conseguiti nel 2017, prosegue Descalzi, “dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili. Nell’Upstream abbiamo raggiunto il massimo storico della nostra produzione pur riducendo del 40% gli investimenti di sviluppo rispetto alla baseline 2014, continuato a registrare risultati esplorativi eccellenti e messo in produzione in tempi record i nostri progetti più rilevanti, con la punta di diamante di Zohr. Nel Mid Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale gas and power con un anno di anticipo, ottenuto nella raffinazione il risultato operativo record degli ultimi 8 anni e conseguito nella chimica la migliore performance operativa di sempre. Tutto cio’ ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22%, di ridurre la nostra cash neutrality a 57 dollari al barile e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell’anno”.

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