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Contatori acqua, chi sono le aziende nel mirino dell’Antitrust

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Tutti i dettagli del procedimento istruttorio avviato dall’Antitrust contro G2 Misuratori, Itron Italia, Maddalena e Watertech per i contatori di acqua

Agcm ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti delle società G2 Misuratori Srl, Itron Italia SpA, Maddalena SpA e Watertech SpA per accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza.

G2 MISURATORI S.R.L.

La prima azienda finita nel mirino di Agcm è G2 Misuratori S.r.l.. La società, attiva nella produzione di contatori d’acqua, con sede legale ad Asti, nel 2018, ha realizzato un fatturato di 7.967.271 euro, si legge nelle carte del Garante.

ITRON ITALIA SPA

Itron Italia S.p.A. è interamente controllata dalla società di diritto lussemburghese Itron Global Sarl ed è attiva nella fabbricazione di misuratori per acqua e altri fluidi, di altri apparecchi di misura e controllo idraulico e termico. Nel 2018, la società con sede a Cinisello Balsamo, ha realizzato in Italia un fatturato di 44.098.225 euro.

MADDALENA SPA

Altra azienda indagata è Maddalena S.p.A, attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparecchi e sistemi di misura delle acque. Nel 2018, ha realizzato un fatturato di 53.316.550 euro.

WATERTECH S.P.A

Watertech S.p.A., azienda controllata dalla società ARALD LTD con sede in Israele, è attiva nella progettazione, produzione, vendita dei prodotti e relativa riparazione e manutenzione di tutti gli apparecchi e accessori per la misura e il trattamento dei fluidi di ogni specie. Nel 2018 ha realizzato un fatturato di 20.882.536 euro.

COSA SI CONTESTA

Perché Agcm ha avviato un’istruttoria nei confronti delle società? Tutto parte da una segnalazione avvenuta il 28 ottobre 2018 in cui si denunciava “una presunta intesa restrittiva della concorrenza”, spiega Agcm nell’istruttoria. Le aziende, secondo Agcm, si mettevano d’accordo per ripartirsi il mercato della fornitura di contatori d’acqua in occasione di gare pubbliche.

Secondo la segnalazione, già dal 2015, si sarebbe realizzata questa condotta illecita anche “attraverso contatti tra le parti via Skype e WhatsApp, anche per “blindare i capitolati di gara e tenere fuori i possibili concorrenti”. Da ultimo, la segnalazione sottolinea che, in assenza di collusione, le società potrebbero offrire ribassi sulle basi d’asta significativamente più elevati”, spiega Agcm.

L’ANALISI DI AGCM

In particolare, scrive il Garante, “su alcuni affidamenti pubblici di rilievo, relativi al periodo interessato dalla segnalazione, sono emersi esiti coerenti con l’ipotesi di intesa segnalata le quattro società segnalate risultano essere i principali operatori, essendosi aggiudicate, nel più recente quinquennio, la maggior parte delle gare pubbliche indette dai gestori del servizio idrico integrato”, spiega Agcm.

LA CONDOTTA LEDE LA CONCORRENZA

L’Antitrust spiega dunque che tali accordi tra le società G2M, Itron Italia, Maddalena e Watertech abbiano limitato “il confronto concorrenziale tra le stesse nella partecipazione alle gare pubbliche per la fornitura di contatori per acqua, attraverso la definizione concertata delle modalità partecipative, in violazione della normativa a tutela della concorrenza, e in particolare dell’articolo 2 della L. n. 287/90 e/o dell’articolo 101 del TFUE”. Le aziende hanno 60 giorni per provare che non ci sia stata attività di coordinamento.

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