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Nucleare

Chi va davvero più veloce, le rinnovabili o il nucleare?

Le installazioni di energia eolica e solare stanno accelerando, ma riusciranno a eguagliare i ritmi del nucleare in Francia e Svezia negli anni Settanta? Ecco cosa dicono i dati.

Nella sua newsletter Sustainability by numbers, Hannah Ritchie – ricercatrice all’Università di Oxford, scienziata dei dati e autrice di Non è la fine del mondo – si è domandata se le installazioni di capacità eolica e solare potranno mai eguagliare i ritmi delle installazioni di energia nucleare negli anni Settanta e Ottanta, in particolare in Francia e in Svezia, che procedevano a una velocità “davvero impressionante”.

CHI VINCE IL CONFRONTO RINNOVABILI-NUCLEARE, STANDO AI DATI

Utilizzando gli ultimi dati diffusi dal think tank Ember nel suo Global Electricity Review, Ritchie calcola la variazione media annua della produzione solare ed eolica nell’ultimo decennio (dal 2013 al 2023) e arriva alla conclusione che sì, in diversi paesi l’eolico e il solare si stanno diffondendo a un ritmo più veloce di quello di molte nazioni che avevano puntato convintamente sul nucleare negli anni Settanta e Ottanta, come Stati Uniti, Corea del sud e Germania; l’espansione delle due fonti rinnovabili, comunque, rimane ben al di sotto dei ritmi di Svezia e Francia.

La data scientist riconosce che l’accelerazione più netta di eolico e solare c’è stata negli ultimi cinque anni, dunque ricalcola la media sugli ultimi cinque anni (2019-2023) anziché sugli ultimi dieci. Nonostante i “tassi di diffusione davvero impressionanti”, scrive, l’eolico e il solare non battono comunque le passate performance nucleari di Svezia e Francia.

LE DIFFERENZE TRA OGGI E IERI

Ritchie spiega che gli anni Settanta e Ottanta sono stati decenni di grande espansione della domanda di elettricità; per questo motivo, le centrali nucleari non vennero costruite in sostituzione degli impianti a carbone e gas già esistenti, bensì per aumentare la capacità di generazione totale. Non c’era, in altre parole, la volontà di decarbonizzare il mix elettrico ma di soddisfare un fabbisogno in crescita.

Oggi la situazione è praticamente opposta, almeno nei paesi sviluppati: i parchi eolici e solari vengono installati per rimpiazzare le centrali a combustibili fossili, e crescono di numero anche se la domanda elettrica è statica. Questo periodo di stagnazione della domanda dovrebbe però finire presto grazie all’elettrificazione dei consumi: veicoli elettrici, pompe di calore e fornelli a induzione – solo per rimanere in ambito domestico – stimoleranno la richiesta di elettricità e, assieme a questa, le installazioni di capacità rinnovabile, principalmente solare.

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