Il commissario per l’Energia Dan Jorgensen ha chiesto ai paesi membri dell’Unione europea di iniziare subito ad aumentare le scorte di gas naturale in modo da prevenire una competizione sugli approvvigionamenti dell’ultimo minuto con le altre nazioni, che rischierebbe di far salire ancora di più i prezzi del combustibile o – nello scenario peggiore – di compromettere la sicurezza energetica.
È vero che la stagione fredda è praticamente conclusa, dunque il fabbisogno gasifero è in calo, ma di solito i mesi caldi vengono utilizzati per rifornire gli stoccaggi in vista dell’inverno successivo.
LE RACCOMANDAZIONI DEL COMMISSARIO JORGENSEN
In una lettera inviata ai ministri dell’Energia dei paesi membri dell’Unione, e visionata dal Financial Times, il commissario Jorgensen ha raccomandato anche di abbassare all’80 per cento la soglia di riempimento degli stoccaggi – cioè dieci punti in meno rispetto all’obiettivo fissato da Bruxelles dopo l’invasione russa dell’Ucraina – e di posticipare il termine ultimo al 1 dicembre, un mese dopo la scadenza abituale.
Nelle intenzioni, l’anticipo della campagna di rifornimento servirà – si legge nella lettera – a evitare una “corsa di fine estate” agli approvvigionamenti, che rischierebbe di mettere sotto pressione i mercati. In Europa i prezzi del gas sono già aumentati parecchio a causa della guerra all’Iran e delle sue ripercussioni sui produttori di idrocarburi del golfo Persico. Dall’inizio della guerra, il prezzo del gas sul Ttf – l’hub di scambio olandese che funge da riferimento per l’intero continente – è raddoppiato: al momento si aggira sui 60 euro al megawattora.
A CHE LIVELLO SONO GLI STOCCAGGI EUROPEI DI GAS?
La disponibilità di stoccaggi pieni permette ai paesi europei di proteggersi da eventuali crisi dell’offerta nei mesi freddi, quando la domanda di gas aumenta: di solito, le scorte permettono di coprire il 25-30 per cento del fabbisogno comunitario durante l’inverno.
Secondo i dati più recenti forniti dal Gie, l’associazione degli operatori europei delle infrastrutture gasifere, il livello medio di riempimento degli stoccaggi nell’Unione è intorno al 28 per cento. Con il 44 per cento di riempimento, l’Italia è al di sopra della media; la superano la Polonia (46 per cento), la Spagna (55 per cento) e il Portogallo (81,6 per cento).
In fondo alla classifica ci sono invece i Paesi Bassi, con una percentuale di riempimento inferiore al 7 per cento. Sotto alla media europea ci sono anche la Francia e la Germania, entrambe al 21,8 per cento: la Germania è il paese dell’Unione che consuma più gas, mentre la Francia – seppur esposta – ne è meno dipendente grazie al suo vasto parco nucleare.
IL COMMENTO DI TORLIZZI
Secondo Gianclaudio Torlizzi, analista delle materie prime e fondatore di T-Commodity, per raggiungere l’obiettivo di riempimento degli stoccaggi all’80 per cento entro novembre, l’Unione europea dovrebbe immettere nei depositi 56,5 miliardi di metri cubi nel secondo semestre del 2026. “Con il Qatar parzialmente fuori mercato” a causa degli attacchi iraniani al complesso di Ras Laffan e del blocco dello stretto di Hormuz, “quella cifra sale a 65,5 miliardi di metri cubi”, ha aggiunto Torlizzi.
Nel 2025 il Qatar è valso il 3,8 per cento delle importazioni totale di gas dell’Unione europea, e all’incirca il 10 per cento di quelle dell’Italia.







