Energia

Come Trump cerca di azzoppare la Cina in Africa sulle terre rare

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Tutte le manovre degli Stati Uniti in Africa sulle terre rare. L’articolo di Alessandro Sperandio

Si preannuncia una nuova battaglia commerciale tra Usa e Cina: questa volta sulle terre rare, una serie di materiali ed elementi come il litio, il lutezio, il cobalto ma anche il rame, utilizzati ormai in numerosi processi tecnologici, e senza i quali la vita moderna sarebbe pressoché impossibile.

CINA VALUTA GIRO DI VITE SULLE TERRE RARE

L’appetito degli investitori Usa per le società di terre rare si è rafforzato dopo che l’agenzia di pianificazione statale cinese, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, ha dichiarato a fine di maggio che stava valutando la possibilità di porre controlli sulle esportazioni della produzione di terre rare della Cina.

DIPARTIMENTO DEL COMMERCIO USA: POSSIBILI SHOCK, STATI UNITI TROPPO DIPENDENTI DALL’ESTERO

Il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti ha avvertito che qualsiasi interruzione delle esportazioni di terre rare da parte della Cina causerebbe “shock significativi” alle catene di approvvigionamento statunitensi e straniere, ha riferito il Financial Times, aggiungendo che secondo l’organo governativo statunitense gli Usa sono “pesantemente dipendenti” da fonti straniere di minerali, il che rende il paese vulnerabile alle azioni di paesi stranieri. Così tanto da aver suggerito di razionalizzare il processo di autorizzazione per le attività minerarie nazionali e aumentare gli sforzi per riciclare i minerali critici come parte di una strategia per incrementare la produzione interna.

LA CINA PRODUCE L’80% DELLE TERRE RARE DEL MONDO

Il rapporto, pubblicato martedì scorso, lancia dunque un serio avvertimento contro il possibile “controllo” cinese sulle esportazioni di terre rare, 17 elementi critici per l’elettronica e le auto elettriche. La Cina produce, infatti, oltre l’80% delle terre rare del mondo e la maggior parte dei prodotti utilizzati per produrre i magneti utilizzati proprio nelle ibride e nei veicoli elettrici.

NEL 2010 LA DISPUTA TRA CINA E GIAPPONE

Solo per fare un esempio di ciò che potrebbe accadere, nel 2010 ricorda Ft “la Cina ha interrotto le esportazioni di terre rare in Giappone, a causa di una disputa territoriale sul Mar Cinese orientale”. Portando poi Tokyo a scegliere la via di una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti.

IL PENTAGONO TENTA LA VIA DELLA DIVERSIFICAZIONE

Per questo, come riferisce il Sole 24 Ore, il Pentagono in questi giorni “ha rivelato di aver avviato contatti con minerarie che operano in Africa, con l’obiettivo di diversificare i fornitori di terre rare. ‘Stiamo cercando ogni possibile fonte di offerta fuori dalla Cina’, ha affermato Jason Nie, della Defense Logistics Agency (Dla), che si occupa degli acquisti per il dipartimento della Difesa. Alla Borsa di Londra la notizia è stata accolta con un balzo di oltre il 40% dei titoli delle due società espressamente citate dal funzionario: Mkango Resources, che prevede di sviluppare miniere in Malawi, e Rainbow Rare Earths, che già produce in Burundi ed è fornitore della tedesca ThyssenKrupp”. Mkango ha però dichiarato in una nota che “mentre la compagnia è consapevole che il governo degli Stati Uniti sta valutando le future fonti di elementi di terre rare, discussioni dettagliate non sono ancora state avviate dalla compagnia in relazione al progetto delle terre rare di Songwe Hill in Malawi”, si legge sul sito inglese proactiveinvestors.co.uk.

SCHIZZANO I PREZZI DELLE TERRE RARE

“Anche i prezzi delle terre rare hanno già cominciato a surriscaldarsi, in alcuni casi registrando rialzi a doppia cifra percentuale da quando – lo scorso 20 maggio – il presidente cinese Xi Jinping ha visitato una fabbrica della Jl Mag Rare Earths – si legge ancora sul Sole 24 Ore -. Il neodimio è rincarato di circa il 30% salendo a 63,25 $/kg, un record da luglio 2018. Il disprosio, anch’esso impiegato nei magneti, è ai massimi da 4 anni: 292,98 $/kg secondo Asian Metal”.

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