Energia

Come schizzano i conti di BP (a differenza di Total ed Equinor)

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Che cosa emerge dalla trimestrale di BP

Battono le aspettative i ricavi del secondo trimestre della major britannica BP: l’aumento della produzione ha infatti aiutato la major a compensare i prezzi del petrolio più bassi registrati negli ultimi mesi.

IN RIALZO GLI UTILI

Il risultato di BP contrasta con quello di Total ed Equinor che hanno registrato dei cali nei propri conti, anche del 20%. L’azienda britannica ha registrato invece utili netti per 2,8 miliardi di dollari contro i 2,5 miliardi di dollari previsti da stime Reuters. E in rialzo rispetto ai 2,4 miliardi di dollari dei primi tre mesi dell’anno.

FATTURATO COMPLESSIVO IN CALO, BENE UPSTREAM E DOWNSTREAM

BP, riporta Cnbc, ha riferito che il risultato del trimestre è in gran parte riflesso delle performance operative, compensate appunto dai prezzi del petrolio più bassi nel secondo trimestre di 2018. Il Brent si trova intorno a 64,15 dollari, in calo di oltre il 14% rispetto alla fine del secondo trimestre del 2018 mentre il WTI sta vendendo a 57.25 dollari, quasi 20% più basso da un anno fa. Da un punto di vista produttivi, invece, le divisioni downstream e upstream sono andate molto forte: la produzione è aumentata del 4% a una media di 3,8 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno. In tale contesto, il fatturato totale per il secondo trimestre è stato di 73,75 miliardi di dollari, in calo del 4,1% rispetto all’anno precedente.

PRODUZIONE TERZO TRIMESTRE IN CALO PER MANUTENZIONE ASSET

BP ha aggiunto, tuttavia, che la produzione nel terzo trimestre sarà probabilmente inferiore a causa delle attività di manutenzione dei propri asset nel Mare del Nord, in Angola e nel Golfo del Messico. L’uragano Barry, inoltre, ha ridotto le operazioni negli Stati Uniti.

DUDLEY: PERFORMANCE AFFIDABILI FORNISCE FORTI GUADAGNI E RENDIMENTO AGLI AZIONISTI

“Performance affidabili e una crescita disciplinata del nostro business sono in grado di fornire forti guadagni, flusso di cassa e rendimenti agli azionisti”, ha detto il numero uno Bob Dudley. “Questo ci permette anche di far crescere gli affari in modo che possano dare un contributo significativo nella transizione energetica, aiutandoci a fornire l’energia di cui il mondo ha bisogno con minori emissioni di carbonio”.

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