Energia

Così L’Osservatore Romano giudica Tap, TurkStream e la guerra energetica

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L’Osservatore Romano prende posizione nella “guerra“ energetica“ in atto come la definisce lo stesso quotidiano della Santa Sede?

Difficile dirlo visto che l’articolo pubblicato nell’edizione del 21 novembre dell’Osservatore Romano è titolato così, asetticamente come nello stile del giornale dello Stato Vaticano: “Gas russo per l’Europa. Il Turk Stream e la guerra energetica”.

Eppure nel corpo dell’articolo c’è un aggettivo che connota precisamente l’articolo di approfondimento. Infatti nel pezzo si definisce il Tap (Trans Adriatic Pipeline) una “valida alternativa“.

Valida alternativa a cosa secondo l’Osservatore Romano? Al rafforzamento della cooperazione dell’Europa con Mosca, sottolinea il quotidiano.

Infatti l’articolo del giornale della Santa Sede parte dalla notizia di cui ha dato conto ieri anche Start Magazine: è stato ufficialmente completato il tratto sottomarino del TurkStream.

Evento benedetto da un incontro anche fra Putin ed Erdogan, come sottolinea il quotidiano vaticano, che aggiunge: “Il Turkstream, che inizierà le prime forniture il prossimo anno, ha un valore strategico e politico fondamentale. Il Cremlino vuole prolungarlo fino all’Europa meridionale in modo da aumentare la fornitura energetica all’Ue e bypassare l’Ucraina“.

Un eventuale prolungamento, sottolinea l’Osservatore Romano, potrebbe raggiungere la Grecia e poi l’Italia, oppure passare da Bulgaria, Serbia, Ungheria e Austria.

In questo progetto, tuttavia, la Russia deve affrontare non solo gli Stati Uniti, che nutrono forti riserve, ma anche le forze interne all’Europa che non vedono di buon occhio un rafforzamento della cooperazione con Mosca.

Per questo l’Osservatore Romano giudica una “valida alternativa al TurkStream“ il gasdotto Tap.

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