Energia

Come le energie rinnovabili fanno scintillare le casse della regina Elisabetta

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L’articolo di Luciano Mondellini, giornalista di Mf/Milano Finanza, sui conti di The Crown Estate, la società che genera le principali entrate per la sovrana d’Inghilterra

L’ecologia fa bene alla Corona inglese e soprattutto alle casse della regina Elisabetta II.

È quanto emerge dai conti 2017 di The Crown Estate limited -la società con un portafoglio in gestione del valore di 10 miliardi di sterline (11,3 miliardi di euro) che genera le principali entrate per la sovrana d’Inghilterra.

DOVE INVESTE CROWN ESTATE

Infatti tra i tanti business in cui The Crown Estate ha investito l’anno scorso quello più redditizio è l’aver affittato la proprietà di alcuni fondali marini per società di energie rinnovabili che vi hanno costruito dei campi eolici. In particolare, secondo quanto ha rivelato l’agenzia Bloomberg, nel 2017 i guadagni da energia pulita di The Crown Estate sono saliti del 32% a un totale di 37 milioni di sterline.

I NUMERI DELLA REGINA

Un risultato che ha incrementato di circa il 20% il rendimento del portafoglio di investimenti reale (che include anche altre attività immobiliari, operazioni nel comparto minerario e in quello delle infrastrutture).

PERCHÉ PUNTA SULLE RINNOVABILI

Va detto che puntare sull’energia pulita è perfettamente in linea con i dettami operativi del governo. Il Regno Unito infatti è il Paese leader al mondo per quanto riguarda il numero di turbine installate sul fondo del mare. Tanto che si calcola per esempio che nel 2017 non sia passato un giorno senza che non si sia impiantata una nuova turbina in Gran Bretagna e l’obiettivo del governo è quello di arrivare nel 2020 a generare almeno il 10% del fabbisogno elettrico nazionale tramite questo settore.

I CAMPI EOLICI NEL REGNO UNITO

Peraltro uno dei maggiori campi eolici britannici per esempio -chiamato The London Array- è situato a pochi chilometri di distanza da Londra sull’estuario del Tamigi. «Il 2017 è stato un altro anno molto importante per il settore eolico offshore e questo comparto ha giocato un ruolo molto importante nel determinare la nostra performance», ha spiegato l’amministratore delegato di The Crown Estate Alison Nimmo. La ceo della società reale ha poi aggiunto: «abbiamo continuato a lavorare molto da vicino con i nostri clienti per rinforzare il ruolo del Regno Unito come Paese leader nel settore dell’energia pulita e dare un contributo al mix energetico britannico».

I RAPPORTI FRA REGINA E CROWN ESTATE

Secondo la legge d’Oltremanica le proprietà incluse nel portafoglio del The Crown Estate sono possedute dalla Corona e gestite nel pubblico interesse insieme alle proprietà private del re o della regina. I guadagni eventuali sono inoltrati al Tesoro, ma la Regina ha il diritto di tenere per sé una parte dei proventi per manutenere i palazzi e le residenze reali. E in questo quadro va detto che la gestione Nimmo (che è a capo della società dal 2012) sta dando i suoi frutti.

I RENDIMENTI DELLA SOCIETÀ

Nel 2017 le attività di The Crown Estate hanno avuto un rendimento dell’11% ripagando al Tesoro circa 329 milioni di sterline. Oltre all’affitto di terreni e fondali marini per i campi di energia pulita, un altro grande business è quello di affittare edifici in centro a Londra. Un settore che nonostante la Brexit e i temuti scenari pessimistici ad essa collegati continua a essere molto redditizio per chi dispone immobili nel cuore della capitale. Ma nonostante questo l’energia nel 2017 è stato il comparto che ha reso di più alle casse di Buckingham Palace. Tra l’altro anche con i favori del principe Carlo che è da tempo un convinto sostenitore della causa delle energie pulite.

 

(articolo di Mf/Milano Finanza)

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