Energia

Colonial Pipeline, che cosa è successo negli Usa (e al petrolio)

di

indipendenza energetica

Petrolio in rialzo dopo cyberattacco a Colonial Pipeline, uno dei più grandi operatori di gasdotti americani. La società costretta a chiudere l’intera rete

 

Ancora in rialzo i prezzi del petrolio a causa del blocco del principale oleodotto statunitense causato dall’attacco informatico che si protrae per la terza giornata consecutiva.

L’attacco ransomware nel fine settimana al Colonial Pipeline, fondamentale infrastruttura energetica degli Stati Uniti, ha costretto la società a chiudere l’intera rete, ma la tempistica per il riavvio non è ancora chiara.

A metà seduta, i future sul greggio Wti avanzano dello 0,54% a 65,25 dollari al barile, quelli sul Brent dello 0,66% a 68,73 dollari. Secondo gli esperti è probabile che i prezzi del carburante aumentino del 2-3% lunedì, ma l’impatto sarà molto peggiore se durerà molto più a lungo.

Il segretario al Commercio degli Stati Uniti Gina Raimondo ha riferito che il governo federale sta lavorando per evitare il blocco delle forniture.

Per il momento, gli esperti escludono che l’attacco e le sue conseguenze possano tradursi in aumenti significativi dei prezzi del carburante alla pompa. L’attacco dello scorso fine settimana è però il peggiore mai sferrato contro una infrastruttura statunitense critica, e riporta la vulnerabilità di queste ultime al centro del dibattito politico negli Usa.

L’interruzione arriva mentre il sostenuto ritmo delle campagne vaccinali anti-Covid continua a migliorare le prospettive della domanda di carburante in vista del picco atteso per la stagione estiva.

Tutti i dettagli.

ATTACCO RANSOMWARE

Un attacco informatico ha provocato la chiusura del principale oleodotto degli Stati Uniti, il Colonial Pipeline. Lo ha reso noto la stessa società, precisando di aver appreso dell’attacco solo il 7 maggio.

A infettare i sistemi che gestiscono l’oleodotto è stato un ransomware. Ovvero un tipo di malware che limita l’accesso ai dispositivi infettati e richiede un riscatto da pagare perché il sistema torni a funzionare normalmente.

IL PRINCIPALE OLEODOTTO DEGLI STATI UNITI

Il Colonial pipeline è di uno dei più grandi oleodotti degli Stati Uniti, che trasporta benzina raffinata e carburante per aerei lungo la costa orientale dal Texas a New York.

L’infrastruttura trasporta verso la costa est oltre 378 milioni di litri di benzina e altri carburanti al giorno, pari a circa il 45% del carburante consumato nell’area.

LA RISPOSTA DI COLONIAL PIPELINE COMPANY

In risposta all’attacco, la Colonial pipeline Company ha dovuto “mettere offline alcuni sistemi per contenere la minaccia, sospendendo temporaneamente tutte le operazioni dell’oleodotto”.

Da allora ha interrotto la rete di oleodotti di 8.850 chilometri.

“In questo momento, la nostra principale preoccupazione è il ripristino sicuro ed efficace del nostro servizio. Questo processo è già in corso e stiamo lavorando senza sosta per minimizzare il disagio dei nostri clienti”, ha precisato la società nel comunicato.

Domenica sera la società ha comunicato che, sebbene le sue quattro linee principali rimangano offline, alcune linee laterali più piccole tra i terminali e i punti di consegna sono ora operative.

RIAVVIARE LE ATTIVITÀ

Anche l’amministrazione Biden sta lavorando a stretto contatto con la società negli sforzi di riavvio delle attività.

“In questo momento è uno sforzo diretto sul ponte… stiamo lavorando a stretto contatto con l’azienda e i funzionari statali e locali per assicurarci che si torni alle normali operazioni il più rapidamente possibile e non ci siano interruzioni nell’offerta”, ha riferito il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo.

L’attacco arriva proprio mentre l’industria energetica americana si sta preparando a soddisfare l’aumento della domanda di carburante in vista della ripresa dei viaggi aerei.

BIDEN DICHIARA LO STATO D’EMERGENZA

Il presidente americano Joe Biden ha dichiarato lo stato di emergenza, per far sì che siano attivate alcune misure come il trasporto stradale del carburante e l’estensione agli autotrasportatori americani delle ore di lavoro giornaliere, per consentire una consegna più veloce delle riforniture.

I PREZZI DEL PETROLIO

Nel frattempo schizza il prezzo del greggio. I prezzi del petrolio procedono in rialzo e si attestano sui massimi da quasi due mesi.

COSA SOSTENGONO GLI ANALISTI

Secondo il Wall Street Journal, i mercati dei carburanti non dovrebbero subire notevoli contraccolpi, a meno che l’oleodotto non resti chiuso per diversi giorni.

È probabile che i prezzi del greggio aumentino in diversi punti di distribuzione del carburante — tra cui Wilmington in North Carolina, Charleston in South Carolina e Savannah in Georgia — ha detto a Bloomberg Ernie Barsamian, ceo di Tank Tiger.

L’analista indipendente del mercato petrolifero Gaurav Sharma ha detto alla Bbc che ora c’è molto carburante nelle raffinerie del Texas. “A meno che non risolvano entro martedì, sono in grossi guai”, ha sottolineato Sharma. “Le prime aree ad essere colpite sarebbero Atlanta e Tennessee, poi l’effetto domino arriva fino a New York”.

I prezzi del greggio sono supportati “dall’attacco informatico compiuto contro la società Colonial Pipeline”, oltre che dalle prospettive di miglioramento della domanda globale, ha affermato Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote Bank.

DARKSIDE DIETRO L’ATTACCO INFORMATICO A COLONIAL PIPELINE

Responsabile dell’attacco informatico al Colonial Pipeline sarebbe l’organizzazione criminale nota come DarkSide. Quest’ultima sostiene di rubare fondi a grandi aziende e corporazioni per distribuirli a organizzazione benefiche. Lo riferiscono fonti investigative statunitensi.

IL COMMENTO DI FEDERPETROLI ITALIA

“Almeno a quel che posso ricordare, è la prima volta che assisto ad un cyber attacco ad una infrastruttura petrolifera come uno degli oleodotti più importanti al mondo per dimensioni, la rete del Colonial Pipeline” negli Stati Uniti, ha dichiarato a La Presse il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia. “Parliamo di circa 9mila chilometri di pipeline, potremmo paragonarlo quasi al nostro Tap”.

“In queste ore — sottolinea Marsiglia — anche i greggi subiranno delle forti scosse di volatilità, principalmente il WTI greggio di riferimento Usa. Ci saranno forti operazioni di approvvigionamento di greggio sui mercati finanziari attraverso carichi spot per soddisfare momentaneamente il fabbisogno delle coste americane”.

COMPROMESSA LA DIPENDENZA ENERGETICA

“Da tempo anche in Italia le divisioni di Sicurezza aziendali stanno investendo con continue ricerche e studi sulla nuova era del terrorismo cibernetico, principalmente nelle raffinerie e sulle piattaforme offshore” ha proseguito Marsiglia.

“Ed è normale che per un tale danno logistico e di fermo sia dichiarato lo Stato di emergenza, specialmente per un paese come gli Stati Uniti. La cosa che sorprende di più e proprio quella di vedere un Paese come gli Usa sempre più globalizzato e all’avanguardia nelle tecniche e misure di sicurezza interna, subire nello stesso tempo tali attentati seppur informatici che ne compromettono, in poche ore, la totale dipendenza energetica”.

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