Energia

Col Tap la sicurezza energetica dell’Italia è ok. Parola dei Servizi segreti

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gasdotto tap

Che cosa si legge sulla sicurezza energetica dell’Italia nella relazione annuale dei Servizi segreti

 

Le conseguenze depressive della crisi pandemica hanno riguardato, infine, anche l’approvvigionamento energetico nazionale, che, in ragione del rallentamento dell’economia, ha visto i consumi contrarsi in misura significativa. Particolarmente colpita è stata la domanda petrolifera, ridottasi di circa il 15% a causa delle misure di contenimento della mobilità, e quella di gas naturale, calata del 5% in ragione della parallela riduzione del fabbisogno elettrico.

Per quanto concerne i mercati internazionali di idrocarburi, da cui l’economia italiana dipende, il 2020 si è caratterizzato per un eccesso strutturale di offerta, che ha avuto il duplice effetto di contenere il costo delle materie prime, con ricadute positive sul saldo commerciale, e al contempo di aumentare la ridondanza delle forniture, comprimendo le potenziali implicazioni negative di qualunque interruzione dei flussi provenienti da un singolo fornitore.

All’aumento della capacità del Paese di accedere ai mercati internazionali hanno contribuito anche gli sviluppi infrastrutturali, soprattutto nel settore del gas. In questo senso, particolarmente significativa è stata l’entrata in funzione a fine anno del gasdotto TAP, tratto terminale del corridoio di trasporto che collega l’Azerbaigian con le coste pugliesi, attraversando l’Anatolia, la Grecia e l’Albania, e che consente, a regime, di fornire volumi pari al 10% del fabbisogno nazionale, contribuendo a diversificare le forniture.

Complessivamente, dunque, la debolezza dei consumi finali e l’abbondanza dell’offerta hanno significativamente attenuato i rischi per la sicurezza energetica nazionale, pur in un contesto nel quale l’attenzione dell’Intelligence ha continuato a riguardare sia l’integrità delle  infrastrutture di produzione, trasporto e distribuzione, sia la stabilità geopolitica nei Paesi fornitori e di transito dei flussi
diretti in Italia, nella prospettiva di verificarne l’adeguatezza per gli anni a venire, quando la ripresa delle domanda globale nel contesto post-pandemico modificherà l’attuale congiuntura.

L’azione informativa ha riguardato, altresì, in una prospettiva di più lungo periodo e in continuità con il passato, il monitoraggio dei possibili impatti sulla sicurezza nazionale del processo di decarbonizzazione dell’economia europea, sia sotto il profilo della stabilità e affidabilità dell’approvvigionamento energetico (vds. tavola n. 18), sia con riferimento alle sfide poste alla competitività del sistema produttivo, a fronte dei mutamenti nei paradigmi tecnologici dei principali comparti industriali nazionali.

 

Qui la relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2020

 

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