Energia

Chi schizzerà in Borsa con il petrolio

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L’articolo di Roberta Castellarin, giornalista di Mf/Milano finanza, sugli effetti in Borsa della corsa del prezzo del petrolio per gruppi come Eni, Saipem, Tenaris e Repsol

Continua il rialzo del prezzo del petrolio. Oggi il Wti sale a 69,94 dollari (+1%) mentre il Brent è quotato a 79,47 dollari (+0,52%). L’apprezzamento del greggio fa da volano ai titoli petroliferi di Piazza Affari. Saipem tratta a 4,69 euro (+2,49%), il colosso Eni guidato da Claudio Descalzi è scambiato a 16 euro (+1,12%), Saras sale dell’1,73% e Tenaris tratta a 13,8 euro (+2,26%).

IL TAGLIO DELLE STIME DI PRODUZIONE DI PETROLIO NEGLI USA

Ieri l’Energy Information Agency (Eia) ha tagliato le stime di produzione di petrolio negli Usa. Equita sim in una nota di oggi ricorda che il taglio è particolarmente pronunciato sul 2019, con l’agenzia che prevede ora una crescita di 840 mila barili al giorno a 11,5 milioni di barili al giorno contro la precedente stima di una crescita di 1,02 milioni di barili al giorno. L’agenzia ha anche rivisto al rialzo di 3 dollari al barile le previsioni sul prezzo del greggio nel 2019: 73.68 dollari al barile.

IL REPORT DI EQUITA

Equita sottolinea che i problemi legati alla crescita dei volumi nel 2019 non riguardano solo il collo di bottiglia nelle infrastrutture (prevalentemente gli oleodotti) ma anche il calo di produttività della nuova produzione. Sebbene la revisione della stima sia solo lo 0,2% dell’offerta globale, il rallentamento della crescita dei volumi dagli Stati Uniti costituisce un elemento di ulteriore pressione sui prezzi insieme alle incertezze legate ai volumi provenienti dall’Iran, Libia e Venezuela.

GLI EFFETTI PER ENI, SAIPEM, TENARIS E REPSOL

“Il prezzo del Brent è arrivato nella serata di ieri in prossimità dei massimi dell’anno a 79,5 dollari al barile. Riteniamo che ogni rallentamento nella velocità di crescita dell’attività nel bacino di Permian e della crescita della produzione Usa supportano un outlook di miglioramento per l’attività offshore, a cui è esposta soprattutto Saipem”, si legge nella nota di Equita che aggiunge: “Per Tenaris gli Usa rappresentano il 30% circa del fatturato di gruppo. All’interno del settore i nostri titoli preferiti sono Eni e Repsol, tra le società integrate, Saipem nel settore servizi e Saras nel mid-downstream. Manteniamo il reduce su Vopak per le incertezze legate all’introduzione della regolamentazione sui combustibili marini (IMO 2020)”.

Articolo pubblicato su Mf/milano finanza

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