Energia

Capacity market, che cosa cambia con il via libera Ue al piano dell’Italia

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Cos’è e come funziona il meccanismo di regolazione della capacità approvato da Bruxelles e il commento di Elettricità Futura presieduta da Simone Mori

Era atteso da oltre quattro anni e ora il meccanismo di Capacity Market nel settore elettrico italiano è stato approvato da Bruxelles grazie al lavoro del ministero dello Sviluppo economico con il supporto dell’Autorità dell’Energia e di Terna. Insieme al nostro Paese la Commissione Ue ha dato il via libera anche al meccanismo di capacità per la Polonia, a due riserve strategiche per Belgio e Germania, a un sistema di gare di appalto per la gestione della domanda in Francia e a un regime di interrompibilità per la Grecia.

COSA E’ IL CAPACITY MARKET

I meccanismi di regolazione della capacità sono misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica. In genere, questi meccanismi permettono ai fornitori di capacità elettrica di ottenere una remunerazione supplementare, che si aggiunge alle entrate ottenute dalla vendita dei elettricità sul mercato, in cambio del mantenimento della capacità esistente o dell’investimento in capacità nuova. Tale remunerazione supplementare, potendo avere un impatto sulla concorrenza nel mercato interno dell’energia elettrica, deve essere valutata alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. I meccanismi di capacità approvati oggi sono stati analizzati, infatti, sulla base della Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020, che definisce i criteri che tali meccanismi devono soddisfare per risultare conformi alle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. In tale contesto, la Commissione Ue ha tenuto conto delle informazioni raccolte nel quadro della sua indagine settoriale in materia di aiuti di Stato relativa ai meccanismi di regolazione della capacità, conclusasi nel 2016, condotta in undici Stati membri tra cui il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia e la Polonia. Nella relazione finale dell’indagine settoriale si evidenzia che i meccanismi di capacità devono rispondere ad un genuino bisogno di sicurezza dell’approvvigionamento ed essere concepiti in modo tale da evitare le distorsioni della concorrenza e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento al minor costo possibile per i consumatori. Infine, si sottolinea che questi meccanismi dovrebbero essere accessibili ai fornitori degli altri Stati membri. Integrando la strategia della Commissione per l’Unione dell’energia ciò concorre agli obiettivi di fornire energia sicura, sostenibile e competitiva in Europa e realizzare gli impegni che abbiamo assunto nel quadro dell’accordo di Parigi.

LE CARATTERISTICHE DEL PIANO ITALIANO

Il piano italiano approvato dalla Commissione europea prevede l’introduzione di un meccanismo di capacità relativo all’intero mercato volto a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica in Italia. Il meccanismo è stato approvato per un periodo di dieci anni, durante i quali l’Italia attuerà anche alcune riforme del mercato, con cui intende porre rimedio ai rischi strutturali che caratterizzano l’approvvigionamento del mercato dell’energia elettrica. In sintesi, il piano si sostanzia nel fatto che i fornitori di capacità possono ottenere una compensazione finanziaria in cambio della disponibilità a produrre energia elettrica o, nel caso degli operatori della gestione della domanda, della disponibilità a ridurre il consumo di energia elettrica.emissioni

Il nostro paese ha dimostrato che il meccanismo di capacità è necessario e, collaborando strettamente con la Commissione europea, ha adottato diverse modifiche del progetto per garantirne la conformità con le norme Ue sugli aiuti di Stato e in particolare con la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020. Tra le novità introdotte vi è innanzitutto quella del sostegno che viene fornito per affrontare rischi alla sicurezza dell’approvvigionamento chiaramente individuati e quantificati: l’Italia ha dimostrato, infatti, che i ricavi previsti provenienti dalla vendita di energia elettrica non sono probabilmente tali da coprire i costi di produzione di un volume sufficiente di capacità di energia elettrica. Quantitativi sempre maggiori di capacità rischiano pertanto di uscire dal mercato, a fronte di una situazione in cui è improbabile che vengano realizzati nuovi investimenti. Nel 2017, ad esempio, i proprietari di alcune centrali hanno annunciato l’intenzione di cessare la produzione di 6 Gigawatt di capacità termica.

A fronte di ciò, il meccanismo di capacità sarà accompagnato anche da alcune riforme del mercato. La prima riforma riguarda il miglioramento della rete di trasmissione nazionale: l’intenzione è quella di investire nella capacità di trasmissione transfrontaliera e realizzare una serie di riforme che consentiranno ai mercati dell’energia elettrica di inviare segnali di investimento più chiari. Queste riforme, tuttavia, non risultano sufficienti a garantire il livello auspicato di sicurezza dell’approvvigionamento a breve termine, ed è per questo che, alla luce delle attuali circostanze, il meccanismo di capacità si rivela necessario.

Il Capacity Market è aperto a tutti i potenziali fornitori di capacità (esistenti e nuovi compresi i generatori di energie rinnovabili, gli operatori della gestione della domanda e i sistemi di stoccaggio) e i costi a carico dei consumatori saranno mantenuti bassi grazie all’organizzazione di periodiche aste competitive. Anche le importazioni di energia elettrica vengono prese in considerazione, permettendo ai fornitori di capacità ubicati negli Stati Ue limitrofi di competere per un determinato quantitativo di capacità e contribuendo in tal modo all’integrazione del mercato interno dell’energia. Questa caratteristica di meccanismo aperto garantirà, secondo le intenzione dell’Ue, la concorrenza tra le diverse tecnologie, assicurando al tempo stesso che la capacità sia acquisita al minor costo per i consumatori senza distorsioni nel mercato. Il meccanismo italiano possiede, inoltre, anche un elemento speciale che ne garantisce l’efficacia: quando i prezzi dell’energia elettrica raggiungono un determinato livello, insorge l’obbligo per le centrali elettriche selezionate mediante le aste di rimborsare una parte dell’aiuto di Stato, che possono finanziare con le entrate provenienti dalla vendita di energia elettrica. Pertanto, il meccanismo non solo assicura che la capacità sia disponibile, ma fornisce alle centrali elettriche un incentivo a utilizzarla per offrire la propria produzione sul mercato in situazione di carenza.

IL COMMENTO DI MORI (ELETTRICITA’ FUTURA)

Elettricità Futura esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto – commenta Simone Mori, presidente dell’Associazione –. L’obiettivo fondamentale di garantire al sistema elettrico sicurezza e adeguatezza sarà ora più facilmente percorribile. Il Capacity Market fornirà segnali di prezzo di medio/lungo periodo al settore, al fine di indirizzare le scelte degli operatori. Allo stesso modo,– prosegue Mori – il mantenimento di un adeguato backup al sistema elettrico da parte degli impianti termoelettrici a gas, derivante dall’implementazione del mercato della capacità, permetterà di raggiungere i due obiettivi definiti dalla Sen del 55% di rinnovabili sui consumi elettrici finali al 2030 e del phase out degli impianti a carbone al 2025. In assenza di tale meccanismo, siamo convinti che non sarebbero stati possibili. Ora è necessario che il ministero dello Sviluppo Economico e l’Arera – auspicando per quest’ultima una soluzione tempestiva alla vicenda del rinnovo dei suoi vertici – approvino in tempi brevi il decreto e le delibere di attuazione. E’ di fondamentale importanza partire con le prime aste già in autunno, magari prevedendo a valle un eventuale momento di check up del meccanismo, nel caso in cui alcuni elementi non funzionassero al meglio”.

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