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Chi critica (e perché) la borsa elettrica di Lipsia

Lipsia

Che cosa succede alla borsa elettrica di Lipsia. Fatti, numeri e commenti

 

La banca pubblica tedesca KfW (l’equivalente di Cassa depositi e prestiti) ha erogato una nuova linea di credito con garanzia statale alle aziende che producono e distribuiscono l’energia in Germania.

MARGINI, MARGINING E FUTURES

La linea, chiamata in gergo margining, serve a pagare i cosiddetti margini, ossia – spiega Il Sole 24 Ore – “le garanzie collaterali richieste per la contrattazione dei futures che sono schizzate alle stelle con la crisi energetica”. I futures sono i contratti per lo scambio di energia elettrica e di gas entro una data futura.

QUANTO HA SPESO LA GERMANIA

Il governo tedesco ha detto che la linea di credito serve a garantire liquidità a quelle aziende sane che operano nell’economia reale e che stanno avendo difficoltà a sostenere il forte aumento dei margini. Nel primo semestre del 2022 la Germania ha erogato sostegni (margining inclusi) alle società energetiche nazionali per 33,4 miliardi di dollari.

COSA SUCCEDE ALLA BORSA ELETTRICA DI LIPSIA

“Lo speciale finanziamento KfW”, scrive Il Sole 24 Ore, “paga i margini sui futures su elettricità e gas naturale negoziati alla Borsa di Lipsia EEX (gruppo Deutsche Börse) e ICE Endex Exchanges ma anche i forward over-the-counter“.

L’EEX è la borsa europea dell’energia elettrica e ha sede a Lipsia, in Germania: tra i suoi azionisti ci sono  Deutsche Börse (75 per cento), Enel (1,5), Edison (0,5) ed Électricité de France (0,4).

La borsa ha invitato gli altri paesi membri dell’Unione a seguire l’esempio tedesco e a ricorrere al margining per sostenere le aziende in difficoltà, visti prezzi alti dell’energia e la loro volatilità: il 26 agosto scorso, in particolare, l’oscillazione infragiornaliera dei prezzi è stata di quasi 200 euro al megawattora. Il consiglio dell’EEX ha deciso tuttavia di non sospendere le contrattazioni dei futures per assenza di irregolarità nella formazione dei prezzi.

Una portavoce della borsa di Lipsia ha detto al Sole 24 Ore che gli scambi sui futures energetici sono a livelli sufficienti per garantire un’adeguata formazione dei prezzi.

LE CRITICHE DI ARGIRÒ

Giuseppe Argirò, amministratore delegato della società elettrica italiana Compagnia Valdostana delle Acque, ha criticato la linea della borsa di Lipsia perché “un mercato efficiente degno di questo nome deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali: nessuna asimmetria informativa, volumi di scambi adeguati con la liquidità necessaria per la formazione dei prezzi, sistemi di controllo rigidi che impediscono alla speculazione di danneggiare l’economia reale”.

Argirò pensa che l’EEX stia commettendo un errore a considerare allo stesso modo gli speculatori finanziari e i produttori di energia, perché questi ultimi utilizzano i futures come strumenti di copertura. E crede anche le borse dei futures energetici debbano modificare i propri regolamenti per poter meglio gestire le forti oscillazioni di prezzo: “bisogna intervenire”, ha detto, “per evitare che l’impatto delle marginazioni possa determinare rischi sistemici, in parte già in corso visti gli interventi di diversi stati europei come Germania, Svezia e Svizzera a favore delle loro aziende”.

LA SPECULAZIONE DESTABILIZZERÀ IL SISTEMA EUROPEO?

Esiste inoltre, secondo il manager, il rischio “che si creino le condizioni per una potenziale manipolazione del mercato da parte di controparti che possano destabilizzare il nostro sistema facendo ricadere sull’economia reale un’esasperazione di operazioni speculative”.

LA BORSA DI LIPSIA È UNA NUOVA LEHMAN BROTHERS?

Il Corriere della Sera, similmente, ha scritto che “oggi l’Europa del gas e dell’elettricità vive una dinamica che ricorda il modo in cui quel crollo del 2008 partì da un angolo opaco del mercato — i subprime — per svelare falle sistemiche ovunque”, riferendosi al fallimento di Lehman Brothers.

INDICI SBALLATI E ALGORITMI

Il quotidiano della Rizzoli, in un’analisi di Federico Fubini, scrive che gli annunci del Cremlino e di Gazprom, la società gasifera controllata dal governo russo, sulla limitazione delle forniture all’Europa sta creando tensioni sul mercato e stimolando la crescita dei prezzi. Questi “rialzi violenti degli indici sulle piattaforme del gas e dell’elettricità” fanno sì che le imprese debbano “attingere alle loro linee di credito con le banche per versare nuove garanzie all’EEEX. Ogni strappo all’insù dei prezzi costringe i produttori elettrici partecipanti al mercato di Lipsia a nuovi pagamenti”, scrive il quotidiano. “Come fossero puri trader, i produttori elettrici che vendono con contratti a termine […] sono costretti a versare garanzie alla Borsa di Lipsia ogni volta che il prezzo sale oltre quello previsto dai loro contratti”.

“Gli algoritmi di Lipsia”, aggiunge il Corriere, “fanno impazzire le quotazioni elettriche d’Europa verso l’alto anche sulla base di offerte minuscole, su scambi che non si concludono”. Gli algoritmi vengono utilizzati per stabilire i prezzi dei futures quando la liquidità sulla borsa è scarsa.

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