Energia

Bollette luce e gas, perché ci sono scintille sul decreto Rilancio

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Che cosa prevedono due emendamenti di Pd e M5S al decreto Rilancio sul costo delle bollette di luce e gas non pagate

Governo come Robin Hood. Per aiutare chi è in difficoltà con il pagamento delle bollette, nel decreto Rilancio spuntano emendamenti a firma di Pd e M5S che rischiano di far incrementare gli oneri di sistema relativi a luce e gas per sostenere economicamente chi è stato travolto dalla crisi del coronavirus.

Le associazioni dei consumatori protestano e chiedono la cancellazione degli emendamenti. Andiamo per gradi.

COSA PREVEDONO GLI EMENDAMENTI

Gli emendamenti in questione sono a firma, rispettivamente, dei deputati Fausto Raciti (Pd) e Teresa Manzo (M5S) e sono quelli relativi all’articolo 28 del decreto, che andrebbero ad introdurre l’art. 28 bis (n. 28.012 e 28.031): le norme, spiega Libero, andrebbero ad introdurre un aumento degli oneri in bolletta per ripartire le risorse tra chi le bollette non riesce a pagarle.

IL MECCANISMO

In particolare, gli emendamenti introdurrebbero una detrazione a valere sull’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) per chi è in difficoltà economica. La misura verrebbe, però, finanziata con la previsione di una nuova componente degli oneri di sistema.

ONERI GIA’ ALTI

Insomma si andrebbe a ritoccare al rialzo, ancora una volta, gli oneri che, secondo gli ultimi dati ufficiali, relativi al 2018, sarebbero già arrivati a 15,6 miliardi di euro, spiega Il Giornale.

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI: RITIRARE EMENDAMENTI

Contraria alla misura è l’Unione Nazionale dei Consumatori: “Chiediamo che gli emendamenti siano ritirati e al loro posto sia prevista per tutti la sospensione, fino alla fine dell’anno, degli oneri generali di sistema e dalle componente Terna sulle bollette di luce e gas”, spiega a Milanofinanza.it il responsabile Energia dell’Unione nazionale consumatori, Marco Vignola. “Ancora una volta i soldi vengono chiesti ai consumatori, chiedendo loro di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare chi è in difficoltà. Invece di dare un contributo a chi è in difficoltà a carico dello Stato, ricorrendo alla fiscalità generale, l’aiuto finirà per essere a carico degli altri consumatori che in questo periodo, tra cassa integrazione o serrande abbassate, non navigano certo nell’oro, rincarando le loro bollette. E pensare che all’inizio dell’emergenza era stata addirittura proposta la sospensione di tutti i pagamenti di luce e gas. Una proposta a dir poco demagogica che avrebbe mandato in tilt il sistema. Certo che ora si esagera in senso opposto”, ha aggiunto Vignola.

IL CODACONS SUL PIEDE DI GUERRA

Anche il Codacons protesta. Per l’associazione dei consumatori, infatti, si tratta di una “vera e propria truffa alla collettività, che scarica sui consumatori il compito spettante alla Stato di sostenere i nuclei più bisognosi”.

Gli italiani pagherebbero oneri maggiori “in modo del tutto inconsapevole”, spiega il Codacons, che aggiunge che si metterebbe in atto “un artifizio che vanifica i ribassi delle tariffe garantiti dal calo del petrolio, introducendo una vera e propria tassa occulta che peserebbe sulle fatture energetiche degli utenti portando ad un loro incremento di cui i consumatori non avrebbero contezza”.

ARTE: CONTRIBUTO IRRISORIO PER I CONSUMATORI

Secondo l’Associazione Reseller e Trader dell’energia elettrica (ARTE), che ha proposto a tutte le forze politiche gli emendamenti oggetto della discussione, il contributo finale dei consumatori sarà irrisorio.

“Il meccanismo di compensazione previsto nell’emendamento a favore dei consumatori per il ristoro dei pagamenti di luce e gas, ipotizza in favore di famiglie italiane e di imprese, incapaci di far fronte alle fatture di energia elettrica e gas, di compensare il debito nei confronti del fornitore di energia attraverso la cessione di un credito d’imposta loro riconosciuto in virtù di questa particolare situazione”, spiega Diego Pellegrino, portavoce dell’associazione, che rappresenta 110 operatori del mercato libero.

“Le risorse a copertura del meccanismo, così come proposto in concerto con le Associazione dei Consumatori – spiega Pellegrino – potrebbero e dovrebbero discendere dalla costituzione ad hoc di un Fondo di Solidarietà. Nelle remote possibilità di canalizzare risorse “pro bono” e comunque nell’attesa di una valutazione di fattibilità, nell’urgenza di trovare soluzioni immediate e realmente applicabili, a copertura della quota non incassata degli oneri di sistema, l’analisi condotta ha ipotizzato che tutti i clienti finali, a prescindere dal livello di tensione che caratterizzano i loro contratti (bassa tensione, media tensione, alta e altissima tensione), debbano contribuire in maniera irrisoria”. La misura, secondo i calcoli dell’associazione, dovrebbe avere un potenziale impatto sul cliente domestico tipo di circa 11 euro all’anno.

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