Energia

Bollette gas, il governo M5S-Lega bussa a Bruxelles per scongiurare la bomba franco-tedesca

di

Macron Merkel

Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Davide Crippa (M5S), ha inviato una lettera alla Commissione Europea per chiedere “una valutazione urgente” degli aumenti in programma in Germania e Francia

Il problema per l’Italia esiste eccome: le tariffe gas in uscita da Francia e Germania potrebbero avere ricadute sul mercato italiano. Per questo il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Davide Crippa, ha inviato una lettera alla Commissione europea per chiedere “una valutazione urgente sulla coerenza dei regimi tariffari adottati da Germania e Francia, rispetto alla metodologia europea in materia di tariffe armonizzate”.

COME NASCE LA CONTROVERSIA

L’Autorità energetica tedesca Bundesnetzagentur ha deciso, nell’ambito della riforma della struttura tariffaria regolatoria del trasporto di gas, di applicare una nuova metodologia di prezzo, spostando una quota significativa degli oneri per la remunerazione delle infrastrutture di trasporto del gas sul cosiddetto ‘exit’, ossia sul gas che transita dai punti di uscita della rete nazionale verso l’estero, incluso perciò quello che dal Nord Europa transita in Germania verso l’Italia. Tale decisione determinerebbe, già a partire dal 2019, un’influenza diretta sul mercato del gas italiano che secondo Stefano Saglia di Arera potrebbe aggirarsi attorno ai 500 milioni di euro in più all’anno, considerando i flussi attuali provenienti da Olanda e Norvegia, ma che naturalmente potrebbero aumentare in caso di import di maggiori volumi con l’avvio del Nord Stream 2. Stesso discorso anche per il gas proveniente dalla Francia.

CRIPPA: MALGRADO L’INTEGRAZIONE EUROPEA, REGIMI TARIFFARI POSSONO GENERARE EFFETTI SFAVOREVOLI

Secondo Crippa, infatti, “pur in un contesto di crescente integrazione del mercato europeo del gas, in entrambi i Paesi vigono o sono in corso di adozione, regimi tariffari che generano effetti sfavorevoli per i punti di uscita non domestici”, scrive Mf-Milano Finanza chiarendo che il riferimento è “al raddoppio delle tariffe di uscita dal gasdotto Tenp in Germania verso la Svizzera, e al calcolo degli oneri transfrontalieri applicati dalla Francia, che secondo il sottosegretario pentastellato portano ad un incremento delle tariffe italiane”. Inoltre, “come se non bastasse, a rendere ancora più delicata la situazione italiana c’è la previsione di ulteriori aumenti delle tariffe di uscita da parte di Germania e Francia per il prossimo periodo tariffario – aggiunge Crippa -. Pur apprezzando e appoggiando pienamente l’impegno della Commissione europea nel definire regole comuni – scrive Crippa – ho chiesto una valutazione urgente sulla coerenza dei regimi tariffati di Germania e Francia rispetto alla metodologia europea, e sugli effetti che tali regimi tariffari determinano sulla sicurezza degli scambi interni al sistema europeo, oltre che sull’approvvigionamento e sulla competitività dei mercati di destinazione quale è quello italiano”.

IL RICORSO DEI DUE TSO

Dalla Germania una mano potrebbe arrivare dai due gestori dei sistemi di trasmissione tedeschi Gascade e GRTgaz che hanno deciso di presentare ricorso alla Corte regionale di Düsseldorf contro l’introduzione delle tariffe uniformi per l’entrata e l’uscita del gas dai sistemi di trasmissione tedeschi che sarebbe dovute partire il 1 luglio nel corso delle vendite all’asta sulla piattaforma Prisma. Oggetto del ricorso presentato dai due Tso, come scritto anche da Start Magazine qualche giorno fa, il provvedimento “Regent” dell’Agenzia federale per le reti che contiene la nuova metodologia per uniformare le spese di ingresso e di uscita del gas per aree di mercato, che temono aumenti significativi della materia prima con il rischio di perdere flussi di transito transfrontaliero.

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