Energia

Ecco che cosa farà Eni con la blockchain

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Blockchain

Tutti i dettagli sulle iniziative del gruppo Eni capitanato da Descalzi nell’utilizzo delle nuove opportunità offerte dalla Distribuited ledger technology. L’articolo di Sebastiano Torrini per Start Magazine

Non ci sono solo Bitcoin, Ethereum e le altre monete virtuali a beneficiare della grande novità della Blockchain. Ma sarà anche il mercato dell’energia, per sua stessa natura – come ha evidenziato Gianni Bessi su Start Magazine – ad essere il più adatto ad applicare la vera e propria rivoluzione che è alla base di tutta la finanza tecnologica, vale a dire il registro decentrato e praticamente infalsificabile della Distribuited ledger technology (Dlt). “Le blockchain potranno trasformare i sistemi di distribuzione dell’elettricità e quelli dei combustibili fossili in gigantesche reti decentrate ed al contempo integrate – scrive su Eniday Luca Longo, chimico industriale che lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia -. Immaginate una rete mondiale del gas dove pozzi di estrazione, gasdotti, raffinerie, stoccaggi, impianti di liquefazione, navi metaniere, impianti di rigassificazione, reti di distribuzione e singoli utenti potranno interagire direttamente attraverso scambi di compravendita sicuri, trasparenti e senza necessità di intermediari. Accanto a quella del gas, potrà nascere una rEniete dei combustibili liquidi che collegherà fra di loro pozzi petroliferi, oleodotti e petroliere, raffinerie, catene di distribuzione e di vendita al dettaglio. Fino al distributore sotto casa”.

COS’È LA BLOCKCHAIN

Si tratta di un database destinato a rivoluzionare profondamente il sistema economico, modificando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia.  È un registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti ‘fidate’. Ogni nodo della rete verifica le informazioni, inviandole al nodo successivo in una catena composta da blocchi. La blockchain, dunque, rappresenta una vera rivoluzione in più ambiti: può sostituire un atto notarile, per esempio, o cambiare il metodo di votazione e modificare il concetto di seggio elettorale, proprio perché ogni transazione viene sorvegliata da una rete di nodi che ne garantiscono la correttezza e ne possono mantenere l’anonimato. I vantaggi sono enormi: sicurezza, semplificazione, abbattimento dei costi, eliminazione di terze parti.

IL RUOLO DI ENI È

Sul fronte della tecnologia in campo finanziario Eni è una delle aziende apripista. All’inizio del 2017 per rendere più efficiente il trading, Bp, insieme a Eni e Wien Energy stanno sperimentando una tecnologia blockchain dedicata alla gestione degli scambi di energia fra differenti soggetti. In soli tre mesi, grazie alla piattaforma blockchain “Interbit” sviluppata dalla canadese BTL è stato messo a punto il primo sistema di commercio elettronico dell’energia intrinsecamente sicuro ed autogarantito.

“Interbit risolve alcuni dei problemi che rendono estremamente vulnerabili le prime tecnologie come quella alla base dei Bitcoin: la sua architettura permette di attivare e connettere fra di loro migliaia di blockchain per server; così si possono gestire anche centinaia di migliaia di transazioni al secondo – sottolinea Longo -. Questa soluzione permette di gestire scambi di ogni dimensione: dalle piccole quantità ai petabyte necessari per le grandi transazioni fra le maggiori imprese mondiali. Inoltre, a differenza dei Bitcoin, le transazioni possono rimanere riservate ed essere disponibili solo a chi deve poterle vedere e verificare. Infine, la tecnologia è facilmente accessibile agli sviluppatori: tutte le applicazioni possono essere scritte con JavaScript. Quello per fare le pagine web, per intenderci. L’esperimento ha riscosso un successo tale che alla fine del 2017 si sono aggiunte le aziende Gazprom, Total, Mercuria, Vattenfall, Petroineos e Freepoint. L’obiettivo ora è estendere il campo di applicazione di OneOffice – l’applicazione dedicata basata sulla tecnologia Interbit – all’intero processo di compravendita dell’energia e di inaugurare le nuove transazioni a tempo record: già entro il 2018. Ma l’impegno di Eni come pioniere delle nuove tecnologie non si limita a questo. L’azienda del cane a sei zampe – insieme ad altre 35 aziende europee – è parte del consorzio Enerchain sviluppato dalla società tedesca Ponton con l’obiettivo di realizzare una piattaforma per il commercio energetico e l’ottimizzazione della gestione della rete. Ancora una volta Eni percorre per prima strade nuove, con lo stesso spirito da pionieri che guida i geologi a caccia di nuovi giacimenti con HPC4 e i ricercatori che inventano nuove tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili e per la protezione dell’ambiente”.

LA BLOCKCHAIN SI ADATTA ALLA PERFEZIONE AL MERCATO ELETTRICO

La blockchain si adatta alla perfezione in particolare al mercato elettrico che per le sue caratteristiche è molto più distribuito e diffuso. “Immaginate una rete integrata a livello mondiale in cui grandi e piccoli impianti di pannelli fotovoltaici, pale eoliche, concentratori solari termici, sistemi di accumulo e conservazione dell’elettricità, utenze industriali e domiciliari, rappresenteranno milioni di nodi interconnessi da cavi di tutte le dimensioni e potranno interagire direttamente, comprare e vendere elettricità attraverso scambi intrinsecamente sicuri oltre tutte le frontiere, comprese quelle più calde del pianeta – scrive Longo su eniday -. E tutto questo senza necessità di intermediari e di autorità garanti”.

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