Un singolo punto vulnerabile, un gesto mirato e una delle principali capitali europee si è ritrovata improvvisamente al buio: a Berlino, da sabato, circa 45 mila nuclei familiari sono rimasti senza elettricità a causa di un incendio doloso che ha colpito una linea centrale della rete.
L’episodio, rivendicato da un gruppo estremista di sinistra che si autodefinisce “Vulkangruppe”, ha provocato un’interruzione prolungata dell’energia in diversi quartieri della zona sud-occidentale, con ripercussioni su abitazioni, imprese, servizi essenziali e strutture sanitarie. Il ripristino completo sarà completato non prima di giovedì 8 gennaio. Per i cittadini più sfortunati, si tratterà di trascorrere quasi una settimana senza riscaldamento, con temperature esterne precipitate a sette gradi sotto zero.
UN BLACKOUT CHE CAMBIA LA QUOTIDIANITÀ
La mancanza di elettricità ha avuto effetti immediati sulla vita quotidiana di migliaia di persone. Senza corrente, numerosi impianti di riscaldamento si sono fermati, l’acqua calda è diventata indisponibile e le comunicazioni digitali si sono interrotte. Ospedali e altre infrastrutture sensibili sono stati costretti ad attivare sistemi di emergenza, mentre intere aree urbane hanno sperimentato una condizione eccezionale. Tutto questo potrebbe protrarsi fino a giovedì. Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha definito l’atto come “terrorismo”, sottolineando che l’attacco alla rete elettrica ha esposto la popolazione a rischi concreti, inclusa la possibilità di conseguenze gravi per la salute dei pazienti nelle strutture colpite.
LA RIVENDICAZIONE E LA STORIA DEL GRUPPO
Le autorità hanno ritenuto autentica una lettera di rivendicazione diffusa dagli autori del sabotaggio, nella quale l’azione viene descritta come un intervento “di utilità collettiva”. Secondo il testo, il distacco della centrale dalla rete sarebbe stato motivato dalla volontà di prevenire presunte “morti da CO2”, una giustificazione che richiama una visione radicale e ideologizzata dell’estremismo verde di sinistra.
Il linguaggio utilizzato, osservano gli investigatori, presenta tratti apocalittici e una retorica che tende a legittimare il danneggiamento di infrastrutture critiche come mezzo politico.
Il gruppo che ha rivendicato l’attacco non è nuovo alle cronache. Attivo almeno dal 2011, è stato collegato a diversi episodi di sabotaggio negli anni successivi. Nel 2024 avrebbe interrotto l’alimentazione elettrica dello stabilimento Tesla alle porte di Berlino, mentre nel 2025 un’azione analoga aveva già causato disagi – anche se in misura minore – in alcune zone della capitale.
La continuità di questi eventi ha sollevato interrogativi sulla capacità delle forze di sicurezza di prevenire e contrastare tali iniziative, considerando che il fenomeno è noto da oltre un decennio.
INFRASTRUTTURE, SICUREZZA E PRIORITÀ URBANE
L’episodio ha riportato al centro dell’attenzione la fragilità di alcune componenti della rete della capitale tedesca. È emerso come pochi interventi mirati possano mettere fuori servizio interi quartieri e come le operazioni di riparazione richiedano tempi lunghi. In questo scenario, il dibattito pubblico si è concentrato anche sulle scelte di investimento dell’amministrazione comunale.
Il direttore del quotidiano Die Welt, Ulf Poschardt, tra i residenti colpiti dal blackout, ha raccontato la propria esperienza sottolineando il contrasto tra i disagi vissuti e i progetti municipali in corso, come il piano da 700 milioni di euro per la piantumazione e la manutenzione di oltre mezzo milione di alberi.
Le risorse destinate a questi interventi provengono da fondi straordinari stanziati dal governo federale per il rafforzamento delle infrastrutture. Il blackout ha tuttavia evidenziato quanto la resilienza della rete elettrica sia una componente centrale di tali infrastrutture, al pari di altri progetti urbani. E con le elezioni cittadine previste per settembre, l’interruzione prolungata di luce e riscaldamento è destinata a rimanere un riferimento costante nel confronto politico e amministrativo sulla sicurezza e sulle priorità della capitale tedesca.







