Energia

Ascopiave, Italgas, Hera, Iren. Cosa cambierà nelle tariffe del gas con le nuove regole Arera

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Ecco i criteri su cui (probabilmente) Arera si baserà dal 2020 per decidere le nuove tariffe del gas e l’impatto che avrà su aziende del settore come Ascopiave, Italgas, Hera e Iren secondo gli analisti di Banca Imi

Le tariffe del gas potrebbero presto cambiare. Come? Qualche indicazione arriva dal ocumento per la consultazione sul gas (170/2019/R/GAS) di Arera, in cui si individuano i criteri tariffari dei settori di distribuzione e misurazione del gas per il quinto periodo di regolamentazione (anni 2020-2025).

Ecco le prossime mosse di Arera nel settore gas.

ALLINEAMENTO BETA

Tra le prime modifiche che Arera intende apportare rientra l’allineamento dell’asset beta, che misura il rischio di mercato di una società senza l’impatto del debito, tra i servizi di distribuzione e misurazione, con la simultanea riduzione del valore, che dovrà passare dagli attuali 0,439 e 0,502 a 0,40-0,43.

“L’attuale livello del coefficiente dell’asset risulta pari a 0,439 per il servizio di distribuzione e a 0,502 per il servizio di misura. Un utile raffronto può essere rappresentato anche dai livelli attuali del coefficiente dell’asset per gli altri servizi regolati: trasmissione dell’energia elettrica 0,35, trasporto del gas 0,364, distribuzione e misura dell’energia elettrica 0,39”, spiega Arera nel documento, aggiungendo che “su queste basi, tenuto conto che il quadro regolatorio ipotizzato nel presente documento prevede, nella sostanza, profili di rischio analoghi a quelli connessi al quadro regolatorio attuale, valutata la prospettiva delle gare per l’affidamento delle concessioni del servizio e considerato l’impatto delle politiche di decarbonizzazione, delle esigenze di innovazione tecnologica ad esse collegate e delle conseguenti incertezze sulla futura configurazione del sistema energetico italiano, l’Autorità ritiene ragionevole che il coefficiente dell’asset per i servizi di distribuzione e misura nel quinto periodo di regolazione possa essere fissato in un range compreso tra 0,40 e 0,43”.

INCENTIVI SU INVESTIMENTI NELLA DISTRIBUZIONE

Nel documento, l’Autorità ipotizza l’introduzione di un incentivo per i nuovi investimenti entro il 2023, attraverso un aumento del wacc (weighted average cost of capital), ovvero del costo medio ponderato del capitale,  regolamentato o tramite una valutazione ponderata dei costi standard ed effettivi per gli investimenti sostenuti dagli operatori.

“Nel documento per la consultazione 170/2019/R/GAS l’Autorità ha indicato l’importanza sia dell’introduzione di schemi di incentivazione in relazione alle spese di investimento, con il superamento del criterio di valutazione a consuntivo, (…) sia dell’introduzione di efficaci criteri di selezione dei nuovi investimenti, anche mediante lo svolgimento di adeguate analisi costi/benefici, considerato l’attuale contesto nel quale, in un orizzonte temporale inferiore alla vita utile dei principali componenti delle reti di distribuzione, non si possono escludere significative contrazioni negli usi finali del gas delle utenze connesse alle reti di distribuzione, spiega Arera. Il sistema incentivante potrebbe “poi sostanziarsi in maggiorazioni/riduzioni del tasso di remunerazione del capitale investito da applicarsi per periodi di tempo predefinito, basato su un confronto tra il costo effettivo sostenuto dalle imprese e un valore definito sulla base di standard, con premi/penalità differenziati sulla base di range di valori fissati a partire dal costo standard. La potenza dell’incentivo sarebbe dunque definita dalla dimensione della maggiorazione e dalla profondità temporale in cui la medesima è riconosciuta alle imprese.

X-FACTOR: L’OBIETTIVO EFFICIENZA

Sul fronte dell’obiettivo efficienza (X-Factor), l’Autorità chiarisce che continuerà a condividere nel nuovo periodo regolamentare l’extra efficienza raggiunta nel periodo precedente. “Per il quinto periodo di regolazione – si legge nel documento – l’Autorità intende prevedere che l’X-factor inrelazione alla copertura dei costi operativi relativi ai servizi di commmercializzazione della distribuzione e della misura sia fissato con l’obiettivo di estrarre completamente gli eventuali recuperi di produttività conseguiti nel quarto periodo regolatorio”.

LE GARE DEL GAS

Tra gli aspetti rilevanti per il futuro mercato del gas, poi, l’Autorità proverà ad accelerare le gare nel gas e il consolidamento del settore in corso. Possibile, anche in questo senso l’introduzione di incentivi diretti agli operatori di piccole e medie dimensioni.

“L’Autorità ritiene di fondamentale importanza che lo sviluppo infrastrutturale, in particolare nelle aree di nuova metanizzazione, sia subordinato allo svolgimento di adeguate analisi costi-benefici ovvero al rispetto delle condizioni minime di sviluppo ritenute ragionevoli dall’Autorità nell’ambito delle valutazioni dei bandi di gara”, spiega Arera, che sottolinea che “ha reso disponibile già da alcuni mesi un documento contenente gli orientamenti per la predisposizione di linee guida per lo svolgimento delle analisi costi-benefici indicate nel decreto 226/11; analisi costi-benefici, secondo le indicazioni del decreto 226/11 spettano sia agli enti locali concedenti, nella stesura delle linee guida programmatiche d’ambito – documento che presiede lo sviluppo delle reti nell’ambito – sia alle imprese distributrici, nella presentazione del piano di sviluppo degli investimenti (limitatamente agli investimenti aggiuntivi non previsti dagli enti locali concedenti”.

QUALE L’IMPATTO DELLE NUOVE MISURE?

A commentare gli impatti degli eventuali provvedimenti di Arera è Banca ImI: “Mentre i punti principali del documento di consultazione erano ampiamente attesi dal mercato, riteniamo che il documento possa avere un impatto leggermente negativo nel breve termine sulle aziende sotto la nostra copertura attive nei settori della distribuzione del gas e della misurazione, principalmente a causa del cambiamento dell’asset beta”, spiegano da Banca Imi, secondo i cui calcoli preliminari “potrebbe portare a un wacc reale ante imposte del 6% minimo per il 2020-21 anni sia per i servizi di distribuzione che di misurazione rispetto agli attuali 6,3% e 6,8% da noi stimati, il che implica una riduzione dell’ebit consolidato di circa il 3-4% per Italgas e Ascopiave, e di meno dell’1% per Hera e Iren. In attesa della pubblicazione del testo finale sul nuovo periodo di regolamentazione che dovrebbe essere pubblicato entro la fine del dell’anno, apprezziamo l’impegno dell’Autorità a perseguire l’efficienza del sistema e il consolidamento del settore”, conclude Banca Imi.

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