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Perché l’Arabia Saudita vende scontato il suo petrolio

Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha deciso di abbassare i prezzi di vendita del suo petrolio in Asia e in Europa, in risposta all’indebolimento della domanda. Tutti i dettagli

 

L’Arabia Saudita, il più grande esportatore di petrolio al mondo, ha abbassato i prezzi di vendita del suo greggio in Asia e in Europa. La domanda energetica in queste due regioni, infatti, sta diminuendo per via delle restrizioni anti-contagi (in Cina, essenzialmente) e delle difficoltà economiche (l’inflazione alta sta intaccando i consumi).

IL TAGLIO DEI PREZZI DOPO IL RECORD DI SETTEMBRE

La società petrolifera statale Saudi Aramco ha abbassato il prezzo della qualità Arab Light da consegnare alle raffinerie asiatiche nel mese di ottobre a 5,85 dollari al barile sopra il riferimento mediorientale: si tratta di un calo di quasi 4 dollari rispetto al valore record fissato per settembre (9,80 dollari in più).

IL CALO DEL BRENT

La decisione di Aramco era stata prevista dagli analisti, ed è coerente con il calo del 25 per cento dei futures del petrolio Brent negli scorsi tre mesi, arrivando a circa 95 dollari al barile. Con futures si intendono i contratti sugli scambi futuri; il Brent, invece, è il riferimento (o benchmark) internazionale del petrolio, basato sulla varietà scambiata nell’area del mare del Nord.

L’ACCORDO DELL’OPEC+

La mossa saudita giunge inoltre a un giorno di distanza dall’accordo dell’OPEC+, il gruppo dei paesi esportatori di greggio guidato da Riad e dalla Russia, per il taglio della produzione a ottobre. L’organizzazione ha giustificato la riduzione dell’output con la necessità di stabilizzare il mercato petrolifero, che sta risentendo dell’aumento dell’inflazione e delle difficoltà economiche. In Cina inoltre – il paese è il maggiore importatore di greggio al mondo – le rigide restrizioni anti-coronavirus stanno danneggiando la manifattura e la vendita al dettaglio.

I PREZZI PER EUROPA E STATI UNITI

Aramco ha anche abbassato il prezzo di tutte le qualità di greggio destinate all’Europa nordoccidentale e al Mediterraneo, riducendolo di 2 dollari al barile. La società ha invece alzato i prezzi agli acquirenti negli Stati Uniti, con l’eccezione dell’Arab Light, rimasto invariato.

COME VENDE IL PETROLIO L’ARABIA SAUDITA

L’Arabia Saudita, tuttavia, vende la maggior parte del suo petrolio sulla base di contratti di lungo termine, e non di consegna per il mese successivo. I suoi principali acquirenti si trovano in Asia: Cina, Giappone, Corea del sud e India.

COME VA IL MERCATO PETROLIFERO

Nonostante i segnali di rallentamento della domanda nelle principali economie del mondo, il mercato petrolifero globale continua a essere caratterizzato da una condizione di “ristrettezza”, cioè di scarso equilibrio tra l’offerta e la domanda.

Diversi analisti pensano che nell’ultimo trimestre del 2022 la domanda di greggio supererà l’offerta, specialmente se la Russia dovesse decidere di limitare pesantemente le esportazioni in risposta alla proposta del G7 di imporre un tetto ai prezzi del suo petrolio: è una mossa pensata per danneggiare le finanze di Mosca, legate alle vendite di prodotti energetici, per l’invasione dell’Ucraina.

Diversi membri dell’OPEC+, come il Venezuela e la Libia, ma anche la Russia, stanno inoltre faticando a rispettare i (ridotti) obiettivi di produzione concordati, o non riescono affatto.

“UNO STATO DI SCHIZOFRENIA”

Il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, Abdulaziz bin Salman, aveva detto recentemente che il mercato dei futures di petrolio si trovava “in uno stato di schizofrenia”, e che questi contratti stanno trasmettendo “un falso senso di sicurezza in un momento in cui la capacità di riserva è seriamente limitata e il rischio di gravi interruzioni rimane elevato”.

Salman sosteneva che i prezzi futures si siano distaccati dai prezzi del petrolio fisico e che stiano facendo calare il valore dei benchmark nonostante la limitatezza delle forniture. Non solo i mercati, però, ma lo stesso OPEC+ pensano che la domanda di greggio stia dando dei segnali di debolezza.

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