Energia

Chi e perché picchia Amazon (e non solo) sugli impatti ambientali

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Che cosa ha scritto il Financial Times su Amazon e non solo

Alcuni dei più importanti investitori a livello mondiale hanno messo nel mirino Amazon, ma anche altre grandi aziende, per non aver divulgato completamente i dati sul loro impatto ambientale.

CDP INSIEME A 88 INVESTITORI GLOBALI PER CHIEDERE TRASPARENZA

Secondo il Financial Times, “CDP, un’organizzazione non governativa nota come Carbon Disclosure Project, si è unita a un gruppo di 88 investitori con una gestione complessiva di 10 trilioni di dollari, tra cui HSBC Global Asset Management e Investec, per mettere sotto la lente le aziende che non rivelano il loro approccio alla sostenibilità”.

SOTTO TIRO GIGANTI DEL CALIBRO DI AMAZON, CHEVRON, EXXONMOBIL

Il target list di CDP comprende grandi nomi come Amazon, ExxonMobil e Chevron, oltre a circa 700 aziende scelte per il loro elevato impatto ambientale e la scarsa trasparenza. Alcuni investitori hanno avvertito che potrebbero vendere le loro partecipazioni in società non conformi.

KREPS (CDP): RISCHI PER GLI INVESTITORI NON POSSONO ESSERE GESTITI SENZA INFORMAZIONI

“Le aziende devono rivelare come intendono affrontare la crisi climatica. Sappiamo che il cambiamento climatico, la sicurezza idrica e la deforestazione presentano rischi materiali per gli investimenti, ma questi rischi non possono essere gestiti senza informazioni adeguate”, ha detto Emily Kreps, direttore globale delle iniziative degli investitori di CDP secondo quanto riportato da Ft.

MANCANO STANDARD PER MISURARE GLI INVESTIMENTI AMBIENTALI

L’iniziativa evidenzia, in sostanza, una crescente preoccupazione nel settore della gestione patrimoniale per la mancanza di standard riguardanti gli investimenti ambientali, sociali e di corporate governance (ESG). “Poiché non esiste un quadro normativo standardizzato da parte delle autorità di regolamentazione, CDP cerca di svolgere questo ruolo”, ha dichiarato Kreps. Il gruppo, lanciato nel 2000, è stato, infatti, tra i primi a colmare il divario tra attivismo e finanza nel mercato degli investimenti responsabili. CDP riceve dati sulla sostenibilità da circa 7.000 aziende, tra cui il 70 per cento dell’S&P 500.

È DAL 2004 CHE CDP CHIEDE INFORMAZIONI AD AMAZON

Amazon è da tempo un obiettivo di CDP. Dal 2004 il gruppo ha chiesto – senza successo – informazioni al gigante dell’e-commerce. Negli ultimi mesi anche altri hanno iniziato a fare le stesse richieste. Tanto che all’inizio di quest’anno, quasi 8.000 dipendenti di Amazon hanno firmato una lettera aperta all’amministratore delegato Jeff Bezos chiedendo alla società di riferire pubblicamente come si sta attrezzando per combattere i cambiamenti climatici. La questione è stata anche presentata in una risoluzione degli azionisti a maggio ma è stata bocciata malgrado il sostegno dei due più influenti proxy advisor del settore, ISS e Glass Lewis.

AMAZON SI DIFENDE: SIAMO TRA LE AZIENDE PIÙ SOSTENIBILI AL MONDO

Dal canto suo il consiglio di amministrazione di Amazon ha sostenuto che la risoluzione non è necessaria, affermando di aver già riferito abbastanza sulle questioni climatiche. “Siamo sulla strada per diventare il rivenditore e fornitore di cloud più sostenibile al mondo e rilasceremo la nostra impronta di carbonio entro la fine dell’anno”, ha detto l’azienda.

CHEVRON HA DECISO DI PUBBLICARE UN PROPRIO RAPPORTO

Anche altre compagnie nella lista “nera” hanno respinto le critiche di CDP. Chevron ha presentato i dati a CDP prima di interrompere la pratica quest’anno a favore della pubblicazione di un rapporto sul proprio sito web. “Piuttosto che realizzare un’indagine in stile CDP, abbiamo deciso di fare il nostro ‘Taskforce on Climate-Related Financial Disclosures reporting’ articolando il nostro approccio alle questioni e aumentando le informazioni disponibili direttamente agli stakeholder in base al loro feedback. Riteniamo che ciò aumenti la trasparenza e consenta discussioni significative con gli stakeholder”, ha affermato Sean Comey, consigliere senior dell’ufficio affari societari della compagnia petrolifera. CDP ha insistito, tuttavia, evidenziando come la realizzazione di un reporting ad hoc non sia sufficiente. “Gli investitori e il mercato in generale hanno bisogno di trasparenza sotto forma di dati coerenti, comparabili e pertinenti, facilmente accessibili, confrontabili e misurabili”, ha dichiarato la Kreps.

LE STRATEGIE DEGLI INVESTITORI PER CONVINCERE LE AZIENDE A FORNIRE I DATI

Gli investitori stanno seguendo una serie di strategie per aumentare la pressione sulle aziende che non forniscono i dati che ritengono importanti. Un’opzione è quella di presentare un voto di protesta contro il consiglio di amministrazione di un’azienda, dice Max Messervy, un socio senior della società di consulenza d’investimento Mercer. Se questo non funziona, potrebbero essere necessarie misure più drastiche. “Se non si ottiene una risposta soddisfacente si può pensare addirittura di riconsiderare le proprie partecipazioni, soprattutto se si pensa che non si stanno rivelando rischi concreti”.

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