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G7

Allianz, Enel, Ing e non solo. Cosa chiedono le grandi aziende al G7 su energia e clima

Stop ai sussidi ai combustibili fossili e sì al dimezzamento delle emissioni di gas serra entro il 2030 e fino a zero entro il 2050. Queste le richieste al G7 da parte di fondi, assicurazioni, banche e non solo

Stop ai sussidi ai combustibili fossili e sì a obiettivi più ambiziosi per le emissioni di gas serra. A lanciare un vero e proprio aut aut sono stati una coalizione di investitori internazionali che rappresentano circa 41 trilioni di dollari di asset, invitando i leader mondiali a seguire con forza questa strada.

457 INVESTITORI HANNO SCRITTO AI LEADER DEL G7

DWS Group, Legal and General Investment Management e Pacific Investment Management Co. sono stati tra i 457 investitori che hanno scritto una lettera congiunta ai capi di stato prima del vertice dei leader del Gruppo dei Sette che si è tenuto venerdì in Cornovaglia, in Inghilterra. I gestori di fondi hanno chiesto a tutti i governi di impegnarsi a raggiungere le zero emissioni nette entro la metà del secolo, aumentare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 in linea con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 gradi, rimuovere i sussidi ai combustibili fossili ed eliminare gradualmente la produzione di elettricità a base di carbone termico, come riporta Bloomberg.

SI È PARLATO DI CAMBIAMENTI CLIMATICI AL G7 IN VISTA DELLA COP26 DI GLASGOW

Il cambiamento climatico è stato infatti un argomento chiave durante il G7, che si è tenuto cinque mesi prima della conferenza sul clima delle Nazioni Unite in programma a Glasgow (Cop26), dove i firmatari dell’accordo sul clima di Parigi del 2015 dovrebbero rivedere le loro promesse di ridurre le emissioni e stabilire obiettivi più ambiziosi. La coalizione sostiene che anche i paesi che si muovono rapidamente per decarbonizzare e prepararsi per un futuro meno dipendente dai combustibili fossili attireranno più capitali.

COSA HANNO SCRITTO GLI INVESTITORI

“Coloro che fissano obiettivi ambiziosi in linea con il raggiungimento di emissioni nette zero e attuano politiche climatiche nazionali coerenti nel breve-medio termine, diventeranno destinazioni di investimento sempre più attraenti – hanno scritto gli investitori -. La piena attuazione dell’accordo di Parigi creerà significative opportunità di investimento in tecnologie pulite, infrastrutture verdi e altri beni, prodotti e servizi necessari in questa nuova economia”.

La coalizione di investitori, che comprende anche Amundi SA e Fidelity International, ha anche chiesto che i piani di ripresa economica Covid-19 sostengano la transizione verso l’azzeramento delle emissioni e che la rendicontazione finanziaria relativa al clima diventi obbligatoria.

ANCHE I 78 CEO DELL’ALLIANCE OF CEO CLIMATE LEADERS HANNO FATTO LA LORO MOSSA

In aggiunta è stata pubblicata una lettera aperta da parte dell’Alliance of CEO Climate Leaders – ospitato da World Economic Forum -, riporta Axios, sottoscritta dagli amministratori delegati di 78 aziende che superano in valore i 2 trilioni di dollari, e pubblicata come annuncio a tutta pagina sul Financial Times questa settimana. Tra loro figurano i Ceo di Allianz, Biogen, Boston Consulting Group, Hewlett Packard Enterprise, ING, Salesforce, PepsiCo e Unilever. Ma anche Zurich, Solvay, Syngenta, Scania, PwC, Novartis, Nestle, Lg Chem, Ikea, Dhl, Capgemini, Bbva, Bayer, ABB, Acciona e altri tra cui l’italiana Enel.

I CEO CHIEDONO L’IMPEGNO A DIMEZZARE LE EMISSIONI NEL 2030 E LO ZERO NETTO AL 2050

I CEO chiedono ai leader del G7 di impegnarsi a dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e ad arrivare a zero entro il 2050. Invitano i paesi a garantire che le nazioni sviluppate “raggiungano e superino” il loro impegno di 100 miliardi di dollari per aiutare le nazioni in via di sviluppo a ridurre le loro emissioni e ad adattarsi al riscaldamento globale.
La lettera mette in guardia contro le enormi perdite economiche derivanti dal non riuscire ad affrontare il cambiamento climatico, rispetto ai guadagni derivanti dalla transizione verso un’economia più sostenibile.

COME SI MUOVONO IN USA: LA LETTERA ALLA SEC DI APPLE, UBER E SALESFORCE

In una lettera separata di 180 investitori con 2,7 trilioni di dollari di asset, dozzine di organizzazioni non profit e 155 società tra cui Apple, Uber e Salesforce hanno invitato la Securities and Exchange Commission a richiedere informazioni sul clima. Il gruppo ha sostenuto che le società e gli investitori hanno bisogno di accedere a informazioni coerenti, comparabili e affidabili per valutare i rischi posti all’economia e a società specifiche, ha sottolineato la Cnn. “Anche se ci sarà un costo per la conformità alle regole di divulgazione del clima della SEC – afferma la lettera -, è molto meno costoso per le aziende e i loro investitori che ignorare il rischio”.

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