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Aiuti e polemiche in Germania sulle misure anti caro bollette

Corte Dei Conti

Il punto sulla Germania alla prese con il caro bollette. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Il timore di un’ondata di insolvenze e fallimenti ha spinto il governo in Germania ad aprire un nuovo capitolo di interventi pubblici di sostegno. Allo studio, per ora, una modifica della legge sull’insolvenza. “A tal fine, sarà introdotta un’agevolazione temporanea dell’obbligo di presentare istanza di insolvenza per sovraindebitamento”, ha dichiarato all’Handelsblatt un portavoce del Ministero della Giustizia. Agevolazione che non si applicherà alle società già insolventi.

Il portavoce ha spiegato che la nuova norma avvantaggerebbe “le aziende che sono fondamentalmente sane e redditizie a lungo termine nelle mutate condizioni quadro”. A tali aziende verrà concesso di “guadagnare tempo per poter adattare i loro modelli di business”.

Anche il ministero delle Finanze ha confermato di essere al lavoro per una modifica della legge. In particolare, ha fatto sapere un funzionario del dicastero guidato dal liberale Christian Lindner, le aziende non dovranno più dimostrare la loro solidità di business per un anno intero, ma solo per i quattro mesi successivi. Secondo la normativa vigente, l’istanza deve essere presentata entro tre settimane dall’inizio dell’insolvenza e sei settimane dall’inizio del sovra-indebitamento. Eventuali ritardi sono sanzionabili. I possibili esiti della procedura di insolvenza sono il salvataggio o lo scioglimento della società in questione.

In soccorso delle imprese arriverà anche una nuova misura governativa che riguarda anche le famiglie. È in elaborazione al ministero dell’Economia e prevede di sovvenzionare un livello base di utilizzo dell’elettricità per le famiglie e di riservare energia più economica per le piccole e medie imprese: i distributori di elettricità saranno tenuti a concedere alle famiglie una certa quota di elettricità a un prezzo scontato per kWh. Un contingente simile è previsto per le piccole e medie imprese.

Per gli industriali non è ancora abbastanza. Le critiche al terzo pacchetto di sgravi da 65 miliardi di euro sono state veementi: non aiuta abbastanza le imprese. “Il governo deve avviare al più presto un programma di sostegno all’economia”, sostiene Siegfried Russwurm, il presidente della Confindustria tedesca, “il nostro studio mostra che i prezzi dell’energia in forte aumento pongono problemi fondamentali all’industria. I politici devono intervenire subito per evitare insolvenze e ulteriori sconvolgimenti economici e sociali”. L’Handelsblatt, che ha antenne particolarmente sensibili per gli umori degli imprenditori, scrive di “estraneazione” crescente fra industria e Robert Habeck: “nel pieno della crisi energetica il mondo economico si ritrova orfano del suo ministro”.

Dagli economisti, infine, arrivano solo previsioni pessimistiche. L’istituto IfW di Kiel ha ridotto drasticamente le stime per l’economia tedesca del 2023, prevedendo una contrazione dello 0,7% a causa degli alti prezzi dell’energia. A giugno le stime indicavano ancora una crescita del 3,3%. Per l’anno in corso, l’istituto prevede ancora una crescita dell’economia, ma più contenuta, abbassando le stime di crescita all’1,4% rispetto al precedente 2,1%.

Scenari neri anche da Monaco. “Dopo l’annuncio della Russia di interrompere l’invio di gas attraverso il Nord Stream 1, la Germania deve prepararsi a una dura recessione economica”, ha detto Clemans Fuest, il direttore dell’Ifo, “è uno scenario davvero cupo, una recessione è difficilmente evitabile”. Unica consolazione: “Non sarà così grave come la recessione che ha colpito la Germania durante la pandemia, ma l’incertezza è enorme”.

(seconda parte di un approfondimento; la prima parte si può leggere qui)

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