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Accesso all’energia e cambiameto climatico: le sfide di domani

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Lotta al cambiamento climatico, attenzione verso i Paesi in cui opera, decarbonizzazione, accesso all’energia: ecco le sfide di Eni 

“La sfida cruciale del settore energetico e’ il bilanciamento tra la massimizzazione dell’accesso all’energia e la lotta al cambiamento climatico”,  sulla base degli obiettivi fissati a Kyoto prima ed a Parigi poi. Ne è convinto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che presentando a Parigi l’Environment, social governance’, ha raccontato come la multinazionale intende mettere in atto la transizione energetica.

Eni sa bene che per “raggiungere l’obiettivo di mantenere l’incremento della temperatura globale al di sotto dei due gradi, non sarà possibile soddisfare la crescente domanda di energia e diffonderne l’accessibilità con l’attuale mix energetico, tenendo conto che il mondo ha gia’ saturato i 2/3 della capacita’ complessiva di assorbimento di CO2 da parte dell’atmosfera. La sfida è quindi cambiare mix energetico, riducendo il footprint di carbonio ”, ha chiarito De Scalzi.

Come fare? Eni ha le idee chiare e a dirla tutta, ha già il suo piano: la società ha  consolidato un modello in grado di coniugare solidità finanziaria e sostenibilità sociale e ambientale. Proviamo a scoprirlo insieme.

Cooperazione: Eni attenta verso i Paesi in cui si opera

De scalzi energiaLa multinazionale supporta lo sviluppo delle comunità locali e contribuisce a limitare le disuguaglianze socio-economiche nelle aree in cui opera, assicurando il coinvolgimento di tutti gli stakeholder. In questo senso, Eni e’ impegnata nella produzione di energia per il mercato domestico, nella diffusione dell’accesso all’energia, nella diversificazione del mix energetico e delle economie locali, nel trasferimento di know how e tecnologia e nello sviluppo locale negli ambiti della salute e dell’educazione.

E c’è di più. La multinazionale dell’energia è impegnata a sviluppare le risorse energetiche non soltanto per l’export, ma anche a favore delle popolazioni locali. Per farsi un’idea, basta guardare all’area del Mediterraneo, dove fornisce la quasi totalità del gas necessario al funzionamento delle centrali elettriche libiche. La società vende a livello domestico il gas che produce in 14 paesi, per un volume complessivo di 43 miliardi di metri cubi all’anno, e in 10 di questi fornisce al consumo locale l’intera propria produzione.

Energia: verso la decarbonizzazione

Parlando di decarbonizzazione, rispetto al 2010 il gruppo ha tagliato del 28% le proprie emissioni ed entro il 2025 punta ad una riduzione pari al 43%, ma è “lungo termine” la parola chiave. La strategia di Eni, infatti,  è basata su:

1-abbattimento delle emissioni di CO2 e ulteriore incremento dell’efficienza delle attività operative: Eni ha già ridotto le proprie emissioni dirette del 28% dal 2010 e si propone di eliminare completamente le emissioni da gas flaring entro il 2025 e di ridurre complessivamente le emissioni per barile del 43%.

2-mantenimento di un portafoglio di progetti a basso potenziale di emissioni di CO2 e promozione dell’utilizzo del gas come fonte di transizione per la generazione elettrica e di alimentazione per il trasporto.

3-diffusione dello sviluppo delle fonti rinnovabili nei Paesi in cui Eni opera, stimolandone la ricerca tecnologica.

Per Eni “La combinazione gas-rinnovabili rappresenta la soluzione ideale verso un futuro energetico a basso contenuto di CO2 e la soluzione più efficace per eliminare il carbone nella generazione elettrica”.

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