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Ecco come il governo in Germania elettrizzerà le auto con fondi statali

Settore Auto

In Germania il governo vara un fondo da 1 miliardo di euro destinato a sostenere il settore automobilistico per riorientare la produzione dai veicoli termici a quelli elettrici. L’articolo di Andrea Tartaglia

 

Il settore automobilistico è tradizionalmente uno dei più importanti per la Germania e la necessità di tenere il passo con le profonde trasformazioni che lo attraversano ha spinto il governo di Berlino a varare lo “Zukunftfonds“, letteralmente “fondo del futuro”. Servirà a finanziare gli investimenti da qui al 2025, con l’obiettivo di accompagnare il cambiamento strutturale nell’industria dell’auto nel medio e lungo termine. Nella sua versione online, Der Spiegel citando Olaf Scholz (SPD), ministro delle Finanze del governo Merkel, quantifica l’ammontare del fondo in un miliardo di euro.

Il ministro ha parlato a margine del vertice battezzato “Autogipfel”, tenutosi mercoledì 18 agosto tra la cancelliera Merkel, i ministri delle Finanze e dell’Economia, i presidenti dei Lander più attivi nell’automotive, i principali protagonisti dell’industria e i leader dell’associazione VDA e del sindacato IG Metall”.

“Il nostro obiettivo è fare in modo che l’industria automobilistica tedesca costruisca auto a basso impatto climatico, crei nuovi posti di lavoro e mantenga la creazione di valore”, ha precisato Scholz.

Posizione simile a quella espressa dal ministro dell’Economia Peter Altmaier (CDU), citato dal settimanale Stern: “Vogliamo che la mobilità del futuro continui ad essere una mobilità ‘made in Germany””. [2]

LA RIPARTIZIONE DEI FONDI

Sostenere l’industria auto ad affrontare i cambiamenti imposti dalla mobilità elettrica significa innanzitutto sostenere la conversione dei produttori di componentistica ora dedicata ai motori termici. Si tratta di realtà dislocate nei diversi Lander, per questo è necessario uno stretto coordinamento tra aziende, autorità regionali e governo federale. Secondo Jens Südekum, docente dell’Università di Düsseldorf e copresidente del comitato “Autogipfel”, “In Germania ci sono 70 cluster, dai 20 a 30 dei quali sono potenziali casi problematici. Sono formati da molti piccoli fornitori che finora si sono concentrati sulla tecnologia dei veicoli a combustione e non hanno ancora sviluppato una strategia per il futuro”.

La linea di condotta individuata dal comitato di esperti prevede che vi sia una cooperazione a livello di Lander per lo sviluppo e l’attuazione delle strategie di trasformazione direttamente in loco. A questo tema, secondo il ministero dell’Economia citato da Spiegel, viene assegnato un budget pari a 340 milioni di euro. Altro aspetto cruciale per la transizione energetica del settore auto è la digitalizzazione dell’industria, che verrà supportata con 340 milioni di euro. E poi l’essenza stessa della mobilità del futuro: l’auto elettrica, cruciale tanto per l’ambiente quanto per la sopravvivenza stessa del settore auto tedesco, alla quale verranno destinati 320 milioni di euro. Complessivamente, oltre allo “Zukunftfonds”, le aziende dovrebbero poter beneficiare di programmi di finanziamento per circa tre miliardi di euro entro il 2026.

L’INCOGNITA DEGLI EFFETTI SULL’OCCUPAZIONE

Sempre al termine dalla riunione di mercoledì 18 agosto, il presidente del comitato “Autogipfel” Jens Südekum ha voluto mettere in evidenza quale sia il tema chiave: “L’argomento centrale per il successo della trasformazione è la digitalizzazione, indipendentemente dal futuro tipo di alimentazione del veicolo”. Le case automobilistiche sono già impegnate a sviluppare le nuove tecnologie connesse e digitalizzate: dalla connettività 5G alla guida autonoma, dagli aggiornamenti “Over the air” (OTA) all’infinita serie di servizi aggiuntivi che gli utenti potranno scegliere sui veicoli del futuro. Saranno queste le armi in mano ai costruttori auto per fare la differenza.

C’è da aggiungere, però che se è chiara la direzione nella quale andare, non è altrettanto chiaro se l’aiuto fornito sia sufficiente. Il passaggio dalla combustione interna ai motori elettrici potrebbe comportare la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’industria automobilistica tedesca. Un’eventualità dettata dalla progressiva scomparsa di fornitori di componentistica, dal momento che un veicolo elettrico è meccanicamente molto più semplice e con meno componenti rispetto ad uno a batteria. Il risvolto della medaglia è che potrebbero nascere nuove professioni e nuovi posti di lavoro specializzati nella produzione e manutenzione delle auto elettriche.

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