Mobilità, Mobilità elettrica

Ecco le ultime trovate elettrizzanti di Musk con Tesla

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Non fare il passo più lungo della gamba. È quello che vorrebbe evitare Elon Musk, il miliardario numero uno di Tesla, l’innovativa società di auto elettriche. Se un mese fa l’obiettivo (mancato) era aumentare la produzione della berlina Tesla Model 3 a 6.000 unità a settimana, adesso è quello di rispettare (almeno) i tempi di consegna previsti.

I CINGUETTII DI MUSK

“Scusa, siamo passati dall’inferno della produzione all’inferno della logistica per le consegne, ma questo problema è molto più trattabili”. Risponde con estrema onestà il visionario Musk su Twitter domenica a una cliente che affidava a un tweet il reclamo per il ritardo nel ritiro della propria auto targata Tesla. “Stiamo facendo rapidi progressi. Dovrebbe essere risolto a breve”. Elon Musk non ha mai nascosto che i clienti di Tesla potrebbero dover affrontare un tempo di risposta più lungo a causa di un significativo aumento del volume di consegna dei veicoli in Nord America.

LE MIGLIORIE IN TESLA

Messa dunque da parte la questione produzione, Musk sta convogliando le forze a risolvere altri aspetti legati all’acquisto di una Tesla. Sempre domenica (e sempre su Twitter) ha annunciato che la società avrebbe lanciato un servizio di riparazione interno, capace di riparare i veicoli elettrici della compagnia nello stesso giorno o entro un’ora. Secondo Musk i proprietari Tesla stanno subendo tempi di attesa eccessivi nei negozi di carrozzeria.

SALI E SCENDI

“Per un po’ ci saranno tante polemiche sulla stampa. Ignoratele. I risultati sono quel che contano e noi stiamo mettendo a punto la crescita più pazzesca nella storia del settore automobilistico”. Un’altra rassicurazione affidata al popolo di Twitter lo scorso mese per Elon Musk che aveva scosso tutti annunciando un delisting di Tesla il 7 agosto. Il piano è stato archiviato 17 giorni dopo, dopo che i cambiati sono stati discussi con il cda ha spiegato Musk. Tuttavia, la comunicazione del 7 agosto non è piaciuta affatto alla Sec, l’autorità statunitense equivalente all’italiana Consob, che ha aperto un’inchiesta per capire se quei cinguettii siano stati scritti per ledere i ribassisti, alcuni dei quali hanno già fatto causa a Tesla e Musk. Il ceo, che aveva promesso che dal trimestre in corso Tesla sarebbe stata redditizia, ha rassicurato i dipendenti che “stiamo per avere il trimestre migliore della nostra storia, costruendo e consegnando più del doppio di auto rispetto allo scorso trimestre”.

TUTTI IN FUGA

Ma le rassicurazioni di Musk non convincono. Un altro dirigente è pronto ad abbandonare la nave. Il vice presidente di Tesla e capo delle operazioni finanziarie, Justin McAnear, lascerà infatti Tesla il 7 ottobre. Lo ha confermato la società. La partenza di McAnear segue l’uscita la scorsa settimana del Chief Accounting Officer Dave Morton, che era stato nominato soltanto un mese prima. Non rientrerà da un periodo di congedo nemmeno Gaby Toledano, il capo delle risorse umane dopo soltanto 15 mesi in azienda. Si prospetta un autunno caldo in Tesla per Musk.

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