Mobilità elettrica

Auto elettriche, la sfida tortuosa di Mahindra e Tata in India

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Le auto elettriche conquisteranno il mercato indiano? Per ora la sfida intrapresa da Mahindra e Tata Motors sembra ardua e difficile. Ecco perché.


Chi semina raccoglie. E’ il caso dell’indiana Mahindra e Mahindra che già nel 2010, otto anni fa, pensava di dire addio alle auto a benzina e lanciarsi quello che sarebbe stato il business del futuro. E così, come racconta Quartz, decise di acquistare una partecipazione di controllo nella Reva Electric Car di Bengaluru.

Quella era la prima incursione nel business dell’elettrico. Incursione che ora vuole trasformarsi in qualcosa di più concreto. Mahindra (ancora tutta da scoprire in Europa) dalla fine del 2016 detiene infatti il 76% di Pininfarina ed ora intende sfruttare tutta l’esperienza italiana per conquistare il mercato delle auto a batteria.

Intanto c’è chi prova a recuperare terreno e a fare del suo meglio per conquistare il mercato indiano, dal potenziale altissimo. E’ il caso di Tata Motors, i cui veicoli low cost circolano già in diverse città. Ma andiamo per gradi.

MAHINDRA SFRUTTA L’ESPERIENZA DI PININFARINA

Mentre l’indiana Mahindra ha già debuttato in Italia, lanciando il Suv KUV100 (circa 600 unità consegnate nel 2017 ), prova ad affermarsi ancora di più nel Paese d’origine prendendo in prestito l’esperienza della progettazione italiana di Pininfarina per costruire un’autovettura a tre o a cinque porte con motore elettrico. Obiettivo: diversificare la propria offerta nel segmento dei veicoli commerciali in India. Ricordiamo anche la società è attiva anche nei settori nautico, aeronautico, dei mezzi agricoli, dell’innovation technology, degli investimenti immobiliari.

“Per i fornitori di mobilità condivisa, come Ola e Uber, la nostra berlina potrebbe essere una giusta soluzione”, ha commentato Pawan Goenka, amministratore delegato di M & M a The Economic Times.

UN’AUTO ELETTRICA CON FORD

E c’è di più. Il gruppo ha in programma anche di progettare un’auto elettrica in collaborazione con Ford. Molto probabilmente, il veicolo sarà disegnato e progettato sulla falsariga delle vetture subcompatte della casa auto.

L’ATTACCO AL MERCATO DI TATA

Nel frattempo, i rivali cercano di recuperare strada nel settore, magari buttandosi sulla fascia low cost, proprio come ha deciso di fare la casa automobilistica Tata, i cui veicoli sono già in circolazione sulle strade indiane.

OBIETTIVO: VENDERE AI PRIVATI

Anche il Governo punta sulle auto elettriche, ed è diventato tra i maggiori clienti di TataS e Mahindra. Ma è ai privati (ai privati indiani, in particolare) che puntano le due case automobilistiche.

“Gli OEM globali penserebbero su scala globale. Ma quando parli di OEM indiani, come Mahindras e Tata, che hanno un grande mercato in India, si pensa prima al proprio Paese”, ha dichiarato Puneet Gupta, direttore associato presso il fornitore di informazioni globali IHS Markit. “E così, anche senza una politica chiara di Governo, faranno investimenti e faranno del loro meglio per vendere veicoli elettrici a clienti privati”.

UNA SFIDA DIFFICILE

Non sarà certo facile la sfida delle due case automobilistiche, anche se  un recente sondaggio sostiene che fino all’87% dei conducenti e proprietari di automobili in India sono pronti ad acquistare veicoli elettrici, se questo dovesse aiutare a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Per ora, però, alla lotta allo smog vince ancora la diffidenza tecnologica, il costo più alto delle vetture e (soprattutto) la mancanza di una rete di ricarica.

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