Economia

Whirlpool, tutti i dettagli sulla trattativa fra azienda, governo e sindacati

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L’intervento della Segretaria nazionale Fim Cisl, Alessandra Damiani, a latere dell’incontro al Mise tra i vertici di Whirlpool e i sindacati

Si è concluso l’incontro convocato questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico tra i vertici di Whirlpool, l’ad La Morgia e Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali alla presenza del Ministro Di Maio.

L’incontro si apre con l’ad di Whirlpool che dopo aver illustrato nuovamente la situazione per il sito di Napoli con i volumi scesi, negli ultimi 10 anni del 65% e un calo di occupati che è passato dai 604 ai 412 e un profitto che negli ultimi 5 anni ha visto il sito campano perdere 20 milioni di euro a fronte di investimenti per 100 mln in 10 anni, ha presentato una serie di opzioni per il sito di Napoli.

La Morgia si è detto disponibile a una possibile attività di reshoring di produzioni dall’estero ma anche da altri siti italiani sul sito partenopeo, cambiando la missione produttiva del sito. Una soluzione questa che però aprirebbe problemi di natura occupazionale da gestire sugli altri siti.

In alternativa, la proposta è quella di continuare a investire sulla mission produttiva del sito di Napoli puntando sull’alta gamma lavatrici, questo anche tramite partnership con altri produttori di lavaggio.

Su questa ultima ipotesi, a detta dell’ad, ci sono difficoltà a trovarne. In alternativa l’unica possibilità sarebbe la reindustrializzazione dell’area industriale.

Positiva l’apertura dell’azienda sulla possibilità di continuare a produrre lavatrici di alto di gamma a Napoli. Per la Fim Cisl bisogna lavorare su questa possibilità ragionando anche sul possibile spostamento di una parte delle produzioni dall’estero, senza incidere sull’occupazione degli altri siti, in virtù anche delle aperture su sovvenzioni governativa che va comunque tenuta dentro il piano industriale sottoscritto il 25 ottobre scorso e solo a fronte di un impegno concreto dell’azienda a mantenere e consolidare l’occupazione nel nostro Paese.

Escludiamo tutte le altre possibilità, dalla vendita, alla reindustrializzazione che non darebbero prospettive al sito Partenopeo e creerebbero una situazione d’incertezza sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

Il ministro Di Maio si è detto pronto ad approvare una norma per azzeramento dei contributi aziendali per cds che quindi produrrebbero un risparmio “fiscale” di 20 mln di euro circa, all’anno.

Per noi quest’ipotesi, come già detto, deve essere sostanziale ad un accordo che impegna il gruppo a mantenere integralmente l’occupazione in Italia.

Per la prossima settimana convocato un tavolo tecnico per analizzare i dettagli delle due proposte aziendali.

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