Economia

Webuild, Prysmian, Enel e non solo. Chi sono le società italiane più eccitate per il piano Biden

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Usa

I numeri del piano di Biden per gli investimenti nelle infrastrutture e nelle rinnovabili. Le incognite del Congresso. E i report sui gruppi italiani attivi negli Stati Uniti che beneficeranno di più del piano. L’articolo di Michelangelo Colombo

 

Il presidente statunitense Joe Biden ha esposto il suo piano infrastrutturale da 2 mila miliardi di dollari. Sono previsti forti investimenti infrastrutturali, la creazione di posti di lavoro, misure contro il cambiamento climatico e azioni di contrasto alla Cina.

Gli investimenti – ha scritto Reuters – saranno effettuati nel corso di otto anni tramite un aumento della tassazione sulle società al 28% per quindici anni.

LO SCENARIO POLITICO PER IL PIANO BIDEN

La proposta sarà difficilmente accettata dai repubblicani, ha sottolineato il quotidiano Politico.

I NUMERI IN PILLOLE DEL PIANO BIDEN

Ecco i numeri del piano di Biden: 621 miliardi per ammodernare le infrastruttura di trasporti; 174 miliardi di investimenti nel mercato della mobilità elettrica; 400 miliardi per l’assistenza ai disabili e agli anziani; 213 miliardi in case sostenibili.

IL REPORT DI EQUITA SU WEBUILD, BUZZU E PRYSMIAN

Per Equita i titoli delle società italiane più esposte al piano infrastrutturale negli Stati Uniti sono – rimarca Mf/Milano Finanza sulla base del report – nel settore building material Buzzi Unicem che in Usa genera il 57% dell’ebitda (2020), come principale beneficiario del piano e Cementir che realizza l’8% dell’ebitda (2020); Webuild che genera il 28% del fatturato 2020 in Nord America; Prysmian circa il 40% dell’ebitda in Nord America; Cnh Industrial la cui divisione construction equipment genera il 10% del fatturato del gruppo; Interpump il 30% dei ricavi in Nord America; Falck Renewables circa il 5% dell’ebitda; Enel circa 5% dell’ebitda, Astm per le possibili gare nei settori autostrade/costruzioni.

BIDEN ACCELERA SULLE RINNOVABILI

Attenzione anche al settore delle rinnovabili: il piano Biden prevede di investire 100 miliardi di dollari nel settore energia, con l’obiettivo di arrivare a emissioni zero già al 2035. Il piano prevede di destinare le risorse al potenziamento della rete di trasmissione elettrica attraverso strumenti di tax credit e allo scopo di costruire almeno 20GW di capacità di trasmissione ad alto voltaggio; allo sviluppo dell’energia pulita, attraverso l’estension decennale degli ITC e dei PTC (attuali sistemi di incentivazione) per rinnovabili e storage.

LE SOCIETA’ ENERGETICHE ITALIANE FRIZZANTI CON BIDEN

Lo scopo è quello di arrivare al 100% di riduzione delle emissioni CO2 al 2035. E’ prevista anche la manutenzione di miniere e impianti di estrazione oil/gas dismessi, allo scopo di ridurre le perdite in ambiente. “Si tratta di indicazioni che favoriranno in particolare reti e impianti rinnovabili nei prossimi anni, attraverso gli strumenti fiscali su investiment e tasse, che porteranno all’aumento della capacità installata rinnovabile”, commenta Equita, che in questo caso vede tra le società più esposte al settore in Usa Falck Renewables, che attualmente ha circa il 5% dell’ebitda in Usa ma visto triplicare nei prossimi anni attraverso la joint venture con Eni, Enel con circa il 5% dell’ebitda e Prysmian che, appunto, genera in Nord America il 40% dell’ ebitda adjusted.

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