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Vi spiego cosa farà la Bce

Bce

Bce: rischi inflattivi e rialzo tassi possibile, ma senza fretta, ossia non prima di aver terminato il QE. L’annuncio di Lagarde analizzato da Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte

 

Il discorso della Lagarde di ieri ha preso atto delle pressioni inflattive più alte delle attese aprendo di fatto all’ipotesi di movimentazione dei tassi non prima però di aver completato il QE.

Di seguito alcuni punti principali.

Il punto centrale è quello in cui la Lagarde ha dichiarato che i rischi per l’inflazione sono al rialzo, soprattutto nel breve termine, aggiungendo che ora il target di inflazione è molto più vicino.

La Lagarde ha enfatizzato l’importanza dei meeting del 10 marzo e 9 giugno per valutare più approfonditamente il contesto sull’inflazione, in particolare se sono soddisfatte le tre condizioni della nuova guidance per poter poi considerare il tema tassi ossia:
until we see inflation reaching two per cent well ahead of the end of our projection horizon
reach two per cent not only well ahead of the end of the projection horizon but also “durably for the rest of the projection horizon”
progress in underlying inflation is sufficiently advanced to be consistent with inflation stabilising at two per cent over the medium term

Altro punto importante è che l’eventuale rialzo dei tassi è condizionato alla sequenza ossia prima completare il QE e poi dopo movimentare i tassi

Attualmente la Bce ha in programma di portare il piano di acquisti a 40 Mld mensili nel secondo trimestre, a 30 Mld nel terzo e poi proseguire con 20 mld mensili

IN SINTESI

Provo a sintetizzare il quadro delineato

La Lagarde prende atto che l’inflazione è più duratura del previsto, alla luce anche dei dati inattesi di gennaio.

Ammette che vi sono rischi al rialzo sull’inflazione soprattutto nel breve termine ma allo stesso tempo cerca di non prender tempo per evitare decisioni frettolose.

Per poterlo fare si aggancia alla necessità di seguire la sequenza, ossia prima la fine del QE e poi rialzo dei tassi, che allo stato attuale significherebbe immaginare un primo rialzo tassi non prima degli ultimi mesi dell’anno.

Questa eventualità sarebbe preceduta da stime sull’inflazione sopra il livello target del 2% sull’intero arco triennale delle previsioni che aggiornerà a marzo e poi a giugno.

Di fatto quindi in questo modo la Bce avrebbe tempo per poter verificare se davvero occorre mettere mano ai tassi a fine anno in base anche a come evolverà il quadro inflattivo, soprattutto sul fronte energetico post inverno.

Se invece volesse anticipare i tempi, occorrerebbe anche accelerare il tapering, preannunciandolo nella riunione di marzo o giugno

Al momento in cui scrivo stanno emergendo anche indiscrezioni Bloomberg post meeting che riporto:

ECB SAID TO CONSIDER END OF APP NET BUYING POSSIBLE IN 3Q

ECB IS SAID TO PREPARE FOR POTENTIAL MARCH POLICY RECALIBRATION

Di conseguenza lo scenario più verosimile per tenere conto del prolungamento della fase di alta inflazione potrebbe essere quello di interrompere il QE a settembre, preannunciandolo a marzo (mantenendo sempre flessibilità in base all’evoluzione dello scenario) e verificare poi a giugno se le stime di inflazione si posizionano sopra al 2%  sull’arco triennale, in modo da avere a disposizione il quarto trimestre per poter eventualmente agire sui tassi

In quel momento (ossia a fine anno) sarà allora più chiaro se l’inflazione ha dato segnali di ridimensionamento dopo il picco prolungato di inizio 2022 e quindi poter valutare se effettivamente implementare un rialzo dei tassi

I mercati dal canto loro vivono di aspettative ed hanno corretto il tiro ipotizzando fino a quasi due rialzi dei tassi entro fine anno, come segnalato dallo spread sui contratti OIS tra la prima e l’ottava riunione Bce ossia quella di fine anno.

SCENARIO MERCATO

Sul fronte tassi lo scenario rimane di fase mediamente al rialzo tassi di mercato nel corso di questo trimestre ed i primi mesi del secondo, in un contesto monotematico focalizzato sulla crescita
Nel corso del secondo trimestre poi potrebbero emergere segnali di marcato rallentamento della crescita e primi segnali di ridimensionamento dell’inflazione (nel senso di limature delle punte massime e non ancora di ritorno alla fase pre-pandemica) che potrebbero portare ad un arresto della fase di rialzo dei tassi di mercato, soprattutto sulla parte a lungo termine della curva
Sul fronte eur/usd, la messa in discussione della posizione Bce (tassi fermi per il 2022) insieme al possibile drastico ridimensionamento della domanda US nel corso del secondo trimestre, confermano al momento la possibilità di raggiungimento dell’area 1,15 per l’eur/usd entro giugno.

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