Economia

Vi racconto la folle gara per i banchi rotanti a scuola

di

scuola responsabilità dirigenti

Non potendosi procedere a trattativa diretta o privata, il commissario Arcuri ha indetto un bando per banchi a rotelle per la scuola che pencola tra il ridicolo, l’impossibile, il velleitario. Il commento del magistrato Domenico Cacopardo, firma di Italia Oggi

 

La questione che tiene «banco» è quella dei «banchi». Il governo sembra determinato a installare, in tutte le scuole, banchi di nuova generazione, individuali e a rotelle: l’idea è quella che questo genere di banchi possano realizzare il distanziamento necessario per ridurre i pericoli di contagio in aula. Anche se – è stato autorevolmente osservato – i banchi dotati di rotelle renderanno più facili l’avvicinamento e l’assiepamento degli allievi, aiutati nella loro tendenza a socializzare, proprio da queste rotelle.

Fra l’altro, il governo ha nominato commissario per le esigenze organizzative legate alla riapertura delle scuole l’immarcescibile Domenico Arcuri, reduce dalla discussa prestazione nell’attività per la provvista di mascherine. Non è chiaro se i banchi a rotelle siano una sua trovata o una trovata della ministra, cui lui sia applicato.

Giacché, naturalmente, i banchi di nuova generazione debbono essere acquistati e dovrebbero essere consegnati per il 14 settembre: tempi strettissimi e irrealistici, anche perché non un ordine è ancora partito e nessuna azienda del settore ha iniziato a produrli.

Questo insistere sui banchi a rotelle ha qualcosa di incredibile, tanto è stupida la decisione e le ragioni che vengono esposte a suo favore. A meno che Arcuri non sappia (e solo lui lo saprebbe) dove si trovano questi banchi in misura adeguata alle necessità e quindi si sta adoperando in conseguenza. Formalmente, non sembra.

Non potendosi procedere a trattativa diretta o privata, l’Arcuri ha indetto un bando che pencola tra il ridicolo, l’impossibile, il velleitario.

Ecco qualche elemento di questa gara «europea», aperta cioè anche ad aziende non italiane (non so se ce ne sono in condizione di effettuare la fornitura, ma, quando leggerete ciò che scrivo dopo, vi renderete conto che solo dei non italiani potrebbero forse accontentare Arcuri:

1) lotto di partenza 200 mila banchi e 70 mila sedie (prima del 14 settembre); 2) requisito per concorrere avere prodotto (e fornito alle scuole italiane) 400 mila banchi nei 3 anni precedenti (2017, 28, 19): nessuna azienda italiana è in possesso del requisito e, quindi, non c’è un’azienda italiana che possa essere ammessa alla gara;

3) manca, nel bando, qualsiasi indicazione sul dove questi banchi dovranno essere consegnati e in che misura. Ciò significa che nessun coinvolgimento dei presidi è stato effettuato e che quindi non si sa quali scuole abbiano definito piani per risolvere altrimenti (utilizzo di locali suppletivi interni o esterni, turni di lezione) il problema dei distanziamenti. Né viene stabilito il numero e le dimensioni dei banchi destinati ai vari ordini di scuola, giacché tra elementari e licei le dimensioni stesse dovrebbero essere diverse;

4) si richiede flessibilità dimensionale per il 20% dei banchi, ma non viene specificato in cosa consista;

5) il vincitore dovrà provvedere (senza pagamento della prestazione) allo smaltimento dei vecchi banchi;

6) manca qualsiasi richiesta di precisazioni sul processo produttivo che l’azienda vincitrice intenderebbe adottare. Elemento questo che rende realistica l’offerta in una gara completamente irrealistica;

7) punteggi di gara fondati sulla quantità più che sulla qualità;

8) la commissione di gara ha 4 giorni per decidere (follia pura).

Bastano questi punti per squalificare l’operazione e chi l’ha inventata. Fra l’altro l’ampiezza della fornitura taglia fuori tutti i produttori (l’abbiamo detto) che non hanno la dimensione adatta, ma colpevolmente dimentica che una fornitura del genere sarebbe più agibile se divisa in lotti palatabili.

Insomma, questa dei banchi a rotelle è l’ennesima inaccettabile prova di leggerezza, incompetenza e irresponsabilità governativa.

Naturalmente, l’operazione -se troverà un concorrente, ma anche se non lo troverà- accentuerà il caos della riapertura delle scuole.

(Estratto di un articolo pubblicato su Italia Oggi; qui la versione integrale)

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