Economia

Vaticano, Sorgente e non solo. Tutti gli investimenti del fondo Athena di Mincione

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Come e dove il fondo Athena Global Opportunities del finanziere Raffaele Mincione ha investito. Numeri, nomi e curiosità

ATHENA INCONTRA IL TRITONE

Nel fondo Athena Global Opportunities di Raffaele Mincione i 200 milioni di dollari investiti dalla Segreteria di Stato vaticana non hanno preso solo la via di Londra. Sono finiti anche a Piazza Affari e, nella più vicina alle mura leonine, via del Tritone. Lì, dove, al 132 hanno sede gli uffici del Gruppo Sorgente di Valter Mainetti. Athena e il Tritone. Suggestivi intrecci mitologici e incroci tra i salotti buoni della finanza e della politica romana all’ombra del Cupolone. Rapporti del tutto casuali e probabilmente inevitabili dato il livello degli investimenti e dei protagonisti.

Mediatore delle operazioni, il finanziere di Pomezia a cui si era rivolto il Vaticano per far fruttificare i suoi talenti monetari. Per i curiosi, i nomi che si mescolano – senza rapporti diretti tra loro – nel portafoglio degli investimenti della Segreteria di Stato sono quelli di Sorgente e di Enasarco. E di Carige. Ma anche del premier Giuseppe Conte e del suo maestro, Guido Alpa.

OLTRE LONDRA

È Milano Finanza a scattare una fotografia dettagliata degli investimenti che vanno ben oltre il palazzo al 60 di Sloane Avenue nel centro di Londra finito sotto la lente dei magistrati vaticani. Come rivelato dallo stesso Mincione in una intervista al Corriere della Sera, l’unico investitore del fondo è il Vaticano. A parte il finanziere che ha partecipato solo sul palazzo di Chelsea, al 55%.

IL PORTAFOGLIO DI SAN PIETRO A PIAZZA AFFARI

In Athena il Vaticano mette inizialmente 147 milioni. Liquidati nel marzo 2018 gli 8 investiti in Bpm, al 30 settembre a Palazzo Mezzanotte ne restano in partita circa 25. Quota principale sul 30 percento di Axel, azioni Tas, per un valore di libro di 16,7milioni (15,5 al 30 settembre 2018). Ci sono quindi 5 milioni investiti in Fiber 4.0 (valore al 30 settembre di 2,9 milioni). Come noto, la Fiber di Mincione nel maggio 2018 chiese all’avvocato Giuseppe Conte un parere pro veritate in merito all’affare Retelit e alla possibilità che il governo potesse esercitare il golden power. Dopo pochi giorni Conte riceve l’incarico a premier e il Cdm ai primi di giugno effettivamente esercitò il golden power. Conte non partecipa alla riunione (è in viaggio verso il Canada) e nega qualsiasi conflitto di interesse.

Nel fondo Athena c’è un terzo investimento, quello in Carige. Sono 3 i milioni del Vaticano impegnati (valore al 30 settembre sceso a 2,2). Sono i mesi del tentativo di Mincione di scalare l’istituto genovese.

MILIONI BOND

Sul fronte finanziario, risulta inoltre che i soldi del Vaticano siano stati impegnati per investire in Sierra Bond (per 5 milioni, saliti di valore a 5,1 al 30 settembre) e in T&L Bond per 11,7 (12 mln di valore al 30 settembre). Time and Life è una delle società fondate da Mincione in Lussemburgo per lo shopping bancario.

UN SECONDO IMMOBILE A LONDRA

La parte più corposa del portafoglio vaticano gestito dal fondo riguarda il mattone. Oltre al noto magazzino costruito da Harrods in Sloane Avenue (79,5 milioni di euro, valore al 30 settembre salito a 81), di cui il Vaticano era proprietario al 45% – poi interamente rilevato dalla Segreteria di Stato nel novembre 2018 – spunta un altro immobile londinese. È in Kensal Road, North Kensigton. Proprietà acquisita dal fondo Athena tramite un veicolo di Jersey denominato Stroso Ltd, poi rinominato Kr-2 Ltd. Valore di libro: 11,8. Al 30 settembre incremento a 12,7. Ma, secondo quanto riportato da La Stampa, a fine 2018 era sceso a 8 milioni.

SORGENTE ZAMPILLA CON TIZIANO

Ma è nei 9,1 milioni investiti da Athena nel Fondo Tiziano comparto San Nicola, che i denari del Vaticano incontrano la romana Sorgente di Valter Mainetti. Secondo i dati visionati da Milano Finanza, al 30 settembre si registra un decremento di valore a 8,2 milioni. Il Fondo Tiziano ha acquistato due alberghi di pregio, a Bari e Roma.

CHI È MAINETTI

L’investimento negli immobili di lusso
Iconico imprenditore romano, come sono “iconici” – così li definisce lui stesso, e di fatto è così – sono gli immobili sui quali il gruppo Sorgente investe: in Italia, Europa e Stati Uniti. Riferibili al portafoglio dei vari fondi Sorgente, tra gli altri, la Galleria Alberto Sordi di Roma, a due passi da Palazzo Chigi; il principale palazzo al 2 di piazza Cordusio a Milano – ceduto nel 2016 –; alberghi e castelli; grattacieli che disegnano lo skyline di New York come il Flatiron di Manhattan. Tra il fondo italiano e i due esteri, un patrimonio immobiliare pari a 5,8 miliardi di euro.

Tra gli interessi anche il biometano
Il Gruppo Sorgente però non investe solo coi suoi 32 fondi immobiliari destinati per la maggior parte nell’acquisto di immobili di pregio. È tanto altro. Opera attraverso due società di gestione del risparmio (Sorgente Sgr e Quorum Sgr); una Società per l’energia e le infrastrutture (Sorgente Sein) – lanciata nei giorni scorsi nell’avventura del biometano –; una società d’investimento immobiliare quotata (Nova Re); una società di Real Estate Management (Sorgente Rem); una società per servizi di Global Service, Property e Facility management (Polimnia Res); una società dedicata alla comunicazione e all’editoria (Musa Comunicazione Srl).

Editoria e arte
L’immobiliarista Mainetti nutre una particolare passione per editoria e l’arte. Collezionista raffinato di sculture classiche greche e romane e una pinacoteca di opere dal 1400 al 1700, con una sua Fondazione cura mostre apprezzate. A quella Fondazione ha offerto consulenza Michela Di Biase, già capogruppo Pd in Campidoglio, attualmente impegnata a tempo pieno come consigliere dem in Regione Lazio. Di Biase è la moglie di Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali dal febbraio 2014 al 1 giugno 2018 (governi Renzi e Gentiloni) e poi ancora dal 5 settembre scorso (Conte 2). Anno scorso la coincidenza alzò qualche sopracciglio: come può Di Biase collaborare con la Fondazione di Mainetti che per i suoi scopi lavora con il ministero dei Beni Culturali guidato dal marito? Qualcuno adombrò l’ombra di un possibile conflitto di interessi per Franceschini. Sorgente ha replicato alla polemica ricordando che Di Biase ha terminato la sua collaborazione a tempo determinato a ottobre 2017. La consulenza riguardava progetti di sviluppo dell’arte nelle periferie romane. Ma questa è storia antica.

Il Foglio, Tempi e la Gazzetta del Mezzogiorno
Mainetti è editore de Il Foglio. Due anni fa aveva rilevato il settimanale cattolico vicino a Comunione e liberazione, Tempi, poi chiuso e riaperto come mensile cartaceo e sito online grazie ad una cooperativa di giornalisti a cui Mainetti ha dato la sua disponibilità tramite la sua Musa Comunicazione. Con Musa, Mainetti detiene inoltre il 30% della Gazzetta del Mezzogiorno. Da mesi ha espresso la disponibilità ad acquistare l’intera proprietà dello storico quotidiano che non naviga in buone acque.

Liceo dai gesuiti, laurea con Moro
Classe 1947, ha studiato a Milano al liceo del prestigioso istituto dei gesuiti Leone XIII, sostenendo la maturità in un’altra scuola cattolica, il Pio IX di Roma, e si è laureato in Scienze politiche con Aldo Moro prima di subentrare alla guida del gruppo di famiglia. Per il resto non si registrano particolari rapporti con il Vaticano. Se non per queste ultime vicende che lo coinvolgono esclusivamente come protagonista della vita finanziaria romana e italiana e di altri attori di primo livello.

Dall’edilizia sociale alla finanza immobiliare
Inizialmente si concentra sull’edilizia sociale, quindi si butta nella finanza immobiliare. Ricorda: “Fu una scelta controcorrente, avrei guadagnato di più facendo il costruttore, ma sono sempre stato affascinato dall’innovazione degli strumenti finanziari più moderni”. Scommessa vinta. Non senza qualche inciampo.

ENASARCO RITORNA

E qui, suo malgrado, Mainetti – che nel suo fondo Tiziano ha visto investire i denari della Segreteria di Stato tramite il fondo Athena di Mincione – nei giorni scorsi avrà forse pensato al Vaticano. Mincione acquistò infatti l’immobile di Sloane Avenue coi denari della Cassa di previdenza degli agenti di commercio – pare destinati ad altri investimenti – per poi rivenderlo alla Segreteria di Stato al triplo del prezzo. Secondo il Corriere della Sera, Mincione sarebbe indagato dalla Procura di Roma per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa con alcuni funzionari dei Enasarco.

Perché Mainetti sfogliando i giornali avrà forse pensato al Vaticano? Enasarco ricorre anche nelle vicende di Sorgente. A fine 2018 Bankitalia ha disposto lo scioglimento del cda di Sorgente sgr (una delle 94 società che fanno capo a Sorgente Group) e l’ha posta in amministrazione straordinaria. La colpa? Un contenzioso con Enasarco.

CURIOSITÀ VARIE ED ASSORTITE

Nella guerra legale, Sorgente è assistita da Guido Alpa, maestro del premier Conte. Ma non si cerchino malizie: da ben prima che Conte si affacciasse sullo scenario politico, il gruppo di Mainetti si affidava allo studio legale di Alpa.

Solo per curiosità: Alpa è stato nel consiglio di Carige, che Mincione tentò di scalare. Anche con i soldi del Vaticano.

E ancora. Come ricordato, Conte, da avvocato, ha firmato un parere proveritate per la Fiber di Mincione nella scalata a Retelit dove ha utilizzato, ancora, anche denari vaticani.

Per sovrappiù di curiosità: fu molto commentato il distinguo espresso pubblicamente un anno e mezzo fa da Mainetti verso la linea critica seguita dal suo Foglio verso il governo Conte 1.

Ma sono solo pezzi di un puzzle senza disegno precostituito. Intrecci casuali, probabilmente ignorati dagli stessi, e più che normali tra i big dei palazzi del potere, degli studi professionali di grido e tra uffici e salotti di imprenditori e finanzieri. Un puzzle senza disegno dove il Vaticano non sfigura per difetto di elitario protagonismo.

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