Economia

Unipol, ecco voglie e sbuffi su Bper (dove i piccoli azionisti si alleano)

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Come si muoverà Unipol su Bper? E che cosa cela l’ascesa del gruppo assicurativo nella Popolare dell’Emilia Romagna? Sono alcune delle domande che investitori e analisti continuano a porsi dopo le ultime mosse del gruppo Unipol capitanato dall’ad, Carlo Cimbri. Ma oltre agli scenari di aggregazioni bancarie c’è un certo subbuglio tra i piccoli azionisti di Bper.

Ecco numeri, fatti, scenari e indiscrezioni. Partendo da quanto successo venerdì scorso.

LE ULTIME NOVITA’ DI UNIPOL IN BPER

Unipol sale al 15,06% di Bper. Venerdì scorso la holding ha annunciato di aver acquistato nelle passate sedute altre azioni della banca e di detenere ora direttamente e indirettamente 72,5 milioni di titoli dell’istituto.

IL TRAGUARDO DI CIMBRI

In questo modo il gruppo guidato dal ceo Carlo Cimbri ha raggiunto il primo traguardo fissato in termini di partecipazione in Bper, nella quale era presente, prima dei recenti acquisti, con una quota del 9,87%.

CHE COSA DICE AKROS

Nei giorni scorsi Banca Akros sottolineava che ora Unipol è di fatto a tutto gli effetti una holding che può contare sul 78,3% di UnipolSai, dove può crescere al massimo fino al 90% senza dover incorrere in alcun obbligo d’offerta, sul 15,06% in Bper, sul 57,75% in Unipol Rec (la bad bank); e sul 57,75% in Unipol Banca.

IL REPORT DI AKROS

Banca Akros ritiene che l’ascesa in Bper può essere «il primo passo per partecipare al processo di consolidamento bancario che si realizzerà il prossimo anno e magari, vendendo la quota in Unipol Banca, potrebbe procedere alla fusione con UnipolSai». Altrimenti «Unipol potrebbe avere l’ambizione di creare un gruppo finanziario diversificato nel business assicurativo, bancario e dell’asset management».

LO SCENARIO SU ARCA

Ciò tenuto conto che Bper ha anche il 33% di Arca che ha asset under management per 33 miliardi e che un altro «21% di Arca è in mano a Popolare di Sondrio che secondo rumor il prossimo anno dovrebbe integrarsi» con l’istituto emiliano.

IL REPORT DI INTERMONTE

Il mercato, scrivono diversi analisti, è rimasto «sorpreso» dell’ascesa in Bper, con la quale è in essere un accordo di bancassurance e di cui Unipol era già socio con il 9,87%, ha scritto negli scorsi giorni il Sole 24 Ore. Per Intermonte la ragione è da ricercarsi nel fatto che grazie a «un controllo più saldo» la holding guidata da Carlo Cimbri, «potrebbe facilmente vendere Unipol Banca e ristrutturare completamente la catena di controllo». Tuttavia il broker fa notare che un investimento da 400 milioni per disfarsi di «una banca ripulita» appare «piuttosto alto». Salvo che non si punti a un grande conglomerato finanziario che dovrebbe però confrontarsi «con forti vincoli di capitale».

LA NOTA DI UNIPOL

La scorsa settimana in una nota Unipol ha precisato che «valuterà l’eventuale ulteriore incremento» della quota, può crescere fino al 19.9%. E che lo farà «a propria discrezione», «in una o più volte» e «alla luce di quelli che saranno i piani e le prospettive di sviluppo della banca». Puntualizzazioni che hanno messo nero su bianco un mutamento di strategia che fino a qualche tempo fa era solo nell’aria: giocare un ruolo attivo sebbene con nessuna ambizione di «controllo».

GLI SBUFFI IN CASA UNIPOL

In sede di rinnovo del consiglio Bper, Unipol ha deciso di non sedere nel board auspicando però un ricambio generale con l’innesto di figure di qualità. La richiesta è stata soddisfatta solo in parte, si borbotta in ambienti del colosso assicurativo. Tuttavia, Unipol non intende almeno per il momento incidere sulla governance tanto che ha dichiarato di voler «esercitare i diritti sociali e le prerogative societarie spettanti ai soci ma di non voler proporre l’integrazione o la revoca» del board almeno nel periodo di riferimento di sei mesi. D’altra parte, più dell’avere una poltrona in cda, quel che preme è il contenuto del prossimo piano industriale, scrive Il Sole 24 Ore.

LE PAROLE DI CIMBRI

Il ceo di Unipol Gruppo, Carlo Cimbri, in più occasioni ha espresso il desiderio che Bper compia un’azione forte in ambito npl arrivando a dire di non ritenere «un’eresia» un aumento di capitale in grado di chiudere il dossier sofferenze in tempi rapidi, ricorda il Sole.

I MORMORII

Se la notizia degli acquisti di Unipol su Bper è stata accolta positivamente dai nuovi amministratori della banca, la mossa che ha messo in allerta i soci storici (la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha il 3,001% e la Fondazione Sardegna il 3,021%, secondo Consob) che oggi si ritrovano un assetto azionario in rapida trasformazione. In particolare, il blitz di Unipol potrebbe imprimere una rapida accelerazione al progetto relativo alla costituzione di un nocciolo societario legato a imprenditori e fondazioni del territorio.

NOMI E INDISCREZIONI

Secondo quanto scritto da MF-Milano Finanza, il nome favorito è quello di Piero Ferrari , figlio di Enzo (il Drake) e vicepresidente della scuderia di Maranello. Non solo perché a Ferrari non mancherebbero le disponibilità finanziarie per assumere una posizione di spicco nella compagine sociale di Bper, ma anche per il prestigio di cui gode nel tessuto economico locale e nazionale. Oltretutto Ferrari è sempre stato vicino alla banca, di cui è stato vicepresidente dal 2001 al 2014, e conosce quindi molto bene l’istituto e il suo top management.

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