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Unicredit sbanca Bpm, hit parade delle frodi sui bonus, i minuetti di Gabrielli & Belloni

Arnese

Unicredit, Banco Bpm, bonus, Stellantis, Copasir, Dis, Gabrielli, Belloni e non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Startmag

 

CHE BALZO FAREBBE UNICREDIT CON BANCO BPM

 

LA MAGAGNA DI BORSA PER UNICREDIT SU BANCO BPM

 

UNICREDIT-BPM? C’E’ SEMPRE IL NODO MPS…

 

UNICREDIT-BANCO BPM? PARTITA COMPLESSA. ECCO PERCHE’

 

IL CAFFE’ TI TIRA SU…

 

IL REGNO UNITO NON SI DISUNISCE ECONOMICAMENTE…

 

COME VANNO I BANDI DEL PNRR?

 

HIT PARADE DELLE FRODI SUI BONUS

 

BECHIS STRAPAZZA IL COPASIR SU STELLANTIS

 

QUINDI PURE GABRIELLI SAPEVA E NON HA MOSSO FOGLIA. BEL MINUETTO CON BELLONI SUL QUIRINALE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SU UNICREDIT E BANCO BPM:

Fonti informate riferiscono che già quest’estate lo staff di Giuseppe Castagna si era messo in allerta, temendo un’Opa di Ferragosto dal più grande vicino. Ma perché proprio adesso questo fermento? Le voci in Piazza Affari hanno tratto alimento da un paio di considerazioni. La prima è il rapporto relativo di concambio in un’ipotetica offerta carta contro carta. Dal 15 aprile, quando si è insediato Orcel nella posizione di amministratore delegato di UniCredit, il titolo è quasi raddoppiato, passando da 8,5 euro a 15,7 ieri. Nonostante le superperformance di Bpm di questa settimana, che hanno reso più caro il titolo del 36% rispetto ai livelli di metà aprile, il concambio teorico è comunque migliorato di oltre il 20% a favore di UniCredit.

La seconda considerazione è che il beneficio delle Dta (imposte differite attive), sebbene ridimensionato dagli ultimi interventi, scade a fine giugno. Se UniCredit fosse riuscito a mettere le mani su Bpm l’anno scorso, come ha fatto l’Agricole con il Creval, avrebbe avuto in dote dalla fusione un’aggiunta di capitale da 3,3 miliardi. La proroga del provvedimento ha però messo un tetto di 500 milioni al regalo del Fisco. Per contro le pratiche per ottenerlo sono state sveltite: non servirebbe più l’assemblea, ma basterebbe l’approvazione del contratto di nozze da parte dei cda delle due banche. Nemmeno UniCredit, però, per ora ha convocato il board.

La valenza strategica dell’operazione per la banca di Piazza Gae Aulenti non ha invece scadenza. Gli analisti sottolineano che, aggregando Bpm, UniCredit colmerebbe parte del gap con Intesa, alzando la sua quota di mercato in Italia al 18%, rispetto al 22% del leader. Ma soprattutto UniCredit si rafforzerebbe nelle regioni ricche del Nord , dove la distanza è ancora maggiore. Bpm in particolare è forte in Lombardia dove può contare su una quota di mercato del 14% contro il 7% di UniCredit. In Piemonte dal 13% attuale UniCredit salirebbe al 24%, in Veneto dal 13% al 22%. E poi ci sono le sinergie da costi e ricavi che, a livello lordo, gli analisti stimano in 700-800 milioni.

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