Economia

Ecco come Unicredit con Sandokan cerca di non soffrire più per gli Npl

di

Unicredit

Che cosa sta studiando il gruppo Unicredit sugli Npl

Unicredit è pronta a liberarsi di un cospicuo pacchetto di crediti deteriorati.

TUTTI I PRIMI DETTAGLI SUL PIANO DI UNICREDIT

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a breve la banca guidata da Jean Pierre Mustier potrebbe mettere sul mercato tre portafogli per un importo nominale complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. L’operazione riguarda esposizioni garantite e non garantite, sul modello di quelle effettuate lo scorso anno, per alleggerire ulteriormente il bilancio della banca.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO DI MUSTIER DI UNICREDIT SUGLI NPL

Il derisking è del resto uno dei fulcri del piano Transform 2019 e i risultati raggiunti finora sono in anticipo rispetto ai target: a fine 2018, ad esempio, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale degli impieghi è sceso di 265 punti base al 7,7%, con un tasso di copertura del 61%. Nel solo quarto trimestre le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite di 10,2 miliardi anno su anno e di 2,6 miliardi rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 38,2 miliardi.

CHE COSA HA FATTO UNICREDIT CON LE SOFFERENZE

Per quanto riguarda le operazioni, nel 2017 Unicredit aveva completato il progetto Fino, ossia la cessione di un portafoglio da oltre 17 miliardi a Fortress e Pimco, peraltro poi oggetto di cartolarizzazione con garanzia pubblica (Gacs). Altri portafogli più piccoli sono stati poi ceduti ininterrottamente: si tratta dei progetti Firenze, Milano, Amalfi e Torino con una forte componente unsecured, mentre gli utp sono stati ceduti in prevalenza uno per uno (modalità single name).

COME E’ STATA ALZATA L’ASTICELLA

Nell’arco di piano, del resto, l’asticella delle cessioni è stata alzata: i crediti deteriorati saranno ridotti di ulteriori 4 miliardi lordi per abbassare lo stock complessivo a 40,3 miliardi. L’incidenza sul totale degli impieghi è prevista invece al 7,8% rispetto all’8,4% annunciato lo scorso anno.

EFFETTO BCE PER UNICREDIT

L’accelerazione risponde implicitamente al pressing della Bce. Con l’Addendum approvato in primavera la Vigilanza di Francoforte ha infatti chiesto alle banche di svalutare entro due e sette anni i crediti deteriorati rispettivamente non garantiti e garantiti.

ECCO I PROGETTI SUL TAVOLO

Oltre alle tre cessioni in arrivo, sul tavolo ci sono anche altri progetti. Nelle prossime settimane infatti dovrebbe entrare in lavorazione il primo portafoglio da 800 milioni di Sandokan 2, mentre la restante tranche potrebbe essere smaltita nei mesi successivi. Il progetto, assistito dallo studio legale Lombardi Segni e Associati, si muove sulle orme di un’operazione analoga ma di importo inferiore lanciata da Unicredit a fine 2015.

CHI SUPPORTA MUSTIER

Gli interlocutori della banca del resto sono gli stessi, cioè gli investitori Pimco e Gwm e il servicer unico Aurora Recovery Capital-Arec. Questi soggetti (attualmente alle battute finali della due diligence) si prenderanno in carico il primo portafoglio da 800 milioni, composto principalmente da crediti unlikely to pay con sottostante immobiliare, mentre gli npl dovrebbero costituire una componente minoritaria.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati