Economia

Unicredit, la sberla Usa per l’Iran e gli effetti sui conti (Mustier sparge ottimismo)

di

mustire

Che cosa è successo a Unicredit?

Unicredit sparge ottimismo anche dopo aver accettato di pagare una sanzione da circa 1,2 miliardi di euro negli Stati Uniti.

Il mercato si aspettava una sanzione da 800 milioni di euro, invece alla banca guidata dall’ad, Jean Pierre Mustier è arrivata una maxi-multa da 1,2 miliardi di euro per la vicenda delle sanzioni Usa per il caso Iran, ovvero 400 milioni in più.

Eppure il gruppo bancario non si abbatte e cerca di circoscrivere l’impatto contabile della sanzione. Ecco tutti i dettagli.

GLI EFFETTI DELLA SANZIONI USA SECONDO UNICREDIT

Ma il gruppo bancario quasi esulta con una nota per la stampa. Ecco quello che ha messo nero su bianco Unicredit: “Le somme dovute da ciascuna delle banche – si legge nel comunicato diffuso ieri dalla banca – sono interamente coperte dagli accantonamenti stanziati e, conseguentemente, l’ammontare oggetto dell’accordo transattivo finale porterà ad una liberazione delle risorse accantonate nel primo trimestre del 2019 a livello di Gruppo, con un impatto positivo sul conto economico, al netto delle tasse, pari a circa 300 milioni e avrà un’ulteriore impatto positivo sul ratio Cet1 di gruppo pari a circa +8,5 bps”.

CHE COSA HA DECISO GLI USA SU UNICREDIT

Ma vediamo i fatti. Dagli Stati Uniti arriva una tegola da 1,15 miliardi di euro (1,3 miliardi di dollari) per Unicredit. La banca guidata da Mustier ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia, il Tesoro e la Federal Reserve sulle sanzioni per l’Iran.

I CONTI DELLE AUTORITA’ USA

Il conto presentato dalle autorità americane è tra i più salati mai presentati a una banca europea e supera le stime circolate finora che ipotizzavano una sanzione per circa 800 milioni di euro. Si tratta comunque di un esito atteso da Unicredit che prudenzialmente ha accantonato a bilancio 300 milioni in più rispetto all’importo della multa: il gruppo si attende pertanto un impatto positivo sul Cet1 di circa 8,5 punti base.

CHE COSA DICE IL TESORO USA

Tornando all’intesa, il Tesoro Usa ha precisato di aver raggiunto tre accordi separati, per un totale di 611 milioni di dollari, con le controllate di Unicredit in Germania, Austria e Italia.

I DETTAGLI DELL’INDAGINE

Più nel dettaglio tra il gennaio 2007 e il dicembre 2011, Unicredit Bank Ag avrebbe elaborato oltre 2.000 pagamenti per un totale di oltre 500 milioni di dollari, attraverso istituti finanziari negli Stati Uniti, «in evidente violazione di più programmi di sanzioni statunitensi», spiega il documento pubblicato dal Tesoro Usa.

CHE COSA E’ SUCCESSO CON L’IRAN

Durante questo periodo Piazza Gae Aulenti gestiva conti in dollari statunitensi per conto della Repubblica Islamica dell’Iran Shipping Lines (Irisl) e diverse società possedute dall’Irisl e lo faceva in modo da nascondere l’interesse o il coinvolgimento dell’Irisl nelle transazioni inviate a intermediari statunitensi. Per un certo numero di anni fino al 2012 le banche hanno effettuato pagamenti verso o attraverso gli Usa in modo da non rivelare le persone o i Paesi soggetti a sanzioni alle istituzioni che agivano in qualità di intermediari finanziari.

LA NOTA DI UNICREDIT

Unicredit, spiega la banca in una nota, «in attuazione al piano globale, continuerà a intervenire per migliorare il proprio programma di compliance, nonchè a promuovere nuove iniziative al fine di individuare e prevenire possibili violazioni delle leggi applicabili nel settore finanziario globale in continua evoluzione», conclude la nota.

I PRECEDENTI

Si tratta di uno dei maggiori accordi per ammontare, relativo per violazioni delle leggi statunitensi in termini di sanzioni, dopo quelli di SocGen, Commerzbank, Hsbc e Bnp Paribas e Bonnesen.

I DATI DI MOODY’S

Secondo i dati pubblicati nelle scorse settimane da Moody’s, le banche europee hanno ricevuto multe per 16 miliardi di dollari (14,3 miliardi di euro) tra il 2012 e il 2018, per oltre il 75% da autorità americane.

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