Economia

Unicredit, ecco come Mustier cerca di calmare le acque sui prossimi tagli

di

mustire

Che cosa ha scritto il capo azienda di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ai dipendenti dopo le indiscrezioni di Bloomberg sui prossimi tagli al personale

 

Bufera in casa Unicredit. Con il capo azienda che cerca di rassicurare i dipendenti e i sindacati che attaccano con numeri e domande incalzanti il vertice di Unicredit. Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA HA SCRITTO MUSTIER AI DIPENDENTI DI UNICREDIT

«Ai cari colleghi e alle care colleghe» del gruppo in tutta Europa, ossia quasi 86mila bancari, Jean-Pierre Mustier li rassicurara sul fatto che tutto ciò che dovranno affrontare dopo la presentazione del nuovo piano sarà sotto il cappello della responsabilità sociale. Gestiremo tutto con i prepensionamenti, ha scritto il capo azienda di Unicredit, senza commentare le indiscrezioni dei media sulla possibilità che la banca in dicembre presenti un piano con 10mila esuberi.

I TENTATIVI DI MUSTIER PER CALMARE LE ACQUE IN UNICREDIT

Il Ceo di Unicredit prova dunque a calmare i subbugli di dipendenti e sindacato dopo i rumors relativi alle 10mila di uscite in programma nel nuovo piano che verrà presentato il prossimo dicembre.

COME HA REAGITO MUSTIER ALLE INDISCREZIONI SUI TAGLI INM UNICREDIT

Definendole “speculazione mediatica”, in un messaggio ai colleghi e alle colleghe Mustier spiega che le linee strategiche saranno finalizzate a novembre e, soprattutto, che “ogni evoluzione” verrà “gestita attraverso il prepensionamento e, come sempre, in modo socialmente responsabile e in linea con le rappresentanze dei lavoratori”.

ECCO LE REAZIONI DEI SINDACATI

Parole che non convincono il sindacato con il segretario generale della Fabi che attacca. “Caro Jean Pierre, nella lettera indirizzata ai dipendenti confermi quello che non smentisci: i tagli al personale. Se saranno 10.000 gli esuberi, sotto la tua preziosa gestione, i tagli arriverebbero a 24.700 pari al 29% dell’attuale forza lavoro. Complimenti, un vero record”, scrive Lando Maria Sileoni in una lettera aperta al banchiere, definito “pifferaio magico”.

IL COMMENTO DELLA FIRST-CISL

E non sono concilianti neanche i toni del segretario generale della First Cisl. Mustier “non ci rassicura affatto”, dice Riccardo Colombani che sottolinea come “la strada di dismettere asset – da Pioneer a Fineco a Pekao – che garantivano elevati livelli di redditività”, rappresenti una “strategia miope di cui non possono essere i lavoratori a pagare il prezzo”.

LA LETTERA DI SILEONI

Nel 2013, ricorda Sileoni, il gruppo aveva 140mila addetti. Oggi sono un po’ più della metà, 86mila. «Dal pifferaio magico, però, non escono i seguenti numeri – elenca Sileoni -: il cost income di Unicredit oggi è al 52,8%, tra i migliori in Europa. Il costo del lavoro degli 86.000 dipendenti attuali è di 6 miliardi di euro, pari a solo il 30% dei ricavi, attesi poco sotto i 20 miliardi nel 2019. Unicredit Italia è oggi l’area di business più redditizia dopo l’Ungheria e produce, nel primo trimestre 2019, 395 milioni di utili netti su 1,3 miliardi del gruppo».

La preoccupazione per un ulteriore spostamento del baricentro in Europa c’è, al punto che il sindacalista chiede: «Non vorrai mica lasciare l’Italia e trasferirti in Europa? Perché, se così fosse, tutti i lavoratori bancari che hanno fatto la tua fortuna non la prenderebbero bene». E infine: «Quanto guadagni tra stipendio e stock option?» (QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA DI SILEONI A MUSTIER)

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