La partita bancaria più attesa d’Europa sta per entrare nella sua fase decisiva. Unicredit, il colosso finanziario italiano guidato da Andrea Orcel, si appresta a formalizzare la propria proposta di acquisizione nei confronti di Commerzbank, secondo istituto di credito privato della Germania, con una mossa che promette di ridisegnare il panorama bancario continentale. La data cerchiata in rosso è il 5 maggio, giorno in cui l’offerta pubblica di acquisto volontaria verrà ufficialmente depositata.
ORCEL: “NON SI PUÒ ANDARE CONTRO LA FORZA DI GRAVITÀ”
In un’intervista rilasciata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Orcel ha illustrato con nettezza le ragioni che lo spingono a provare l’affondo, respingendo con decisione qualsiasi ipotesi di ritiro. “Sono fiducioso che alla fine sarà così, perché la logica industriale è chiara e, in fin dei conti, non si può andare contro la forza di gravità”, ha dichiarato il banchiere italiano. A suo avviso, le pressioni competitive che gravano sugli istituti di credito europei rendono il consolidamento del settore non soltanto auspicabile, ma inevitabile. E qualora l’operazione non dovesse concretizzarsi con Unicredit protagonista, un altro soggetto si farebbe comunque avanti: “Questa è la realtà del mercato”, ha sottolineato Orcel, ribadendo al quotidiano di Francoforte (città dove Commerzbank ha la sua sede centrale) che la posizione della banca italiana è ormai “consolidata” e che “un ritiro completo è attualmente fuori discussione”.
IL PIANO PER IL CONTROLLO TOTALE
La strategia di Unicredit nei confronti dell’istituto di Francoforte è partita da lontano. La banca italiana ha fatto il proprio ingresso nell’azionariato di Commerzbank nel corso del 2024, costruendo progressivamente una posizione di rilievo che oggi sfiora il 30% del capitale. Un radicamento graduale ma determinato – osserva il quotidiano economico Handelsblatt – che ha posto le basi per l’attuale tentativo di integrazione.
Prima di procedere con il deposito formale dell’offerta il consiglio di amministrazione di Unicredit dovrà tuttavia ottenere il via libera da parte dei propri soci. Un’assemblea straordinaria convocata per lunedì 4 maggio è chiamata ad approvare un aumento di capitale, condizione preliminare e imprescindibile per poter procedere con l’operazione. Solo a quel punto, il giorno successivo, l’offerta formale potrà essere presentata. Ormai ci siamo. Una volta avviata la procedura, gli azionisti di Commerzbank disporranno di un termine di quattro settimane per pronunciarsi.
RESISTENZE DA FRANCOFORTE E DA BERLINO
Sul fronte opposto, le resistenze rimangono solide e trasversali. Il vertice di Commerzbank, a partire dall’amministratrice delegata Bettina Orlopp e dal direttore finanziario Carsten Schmitt, continua a opporsi all’integrazione. Analoga è la posizione del governo federale tedesco, che con una quota superiore al 12% del capitale si colloca al secondo posto tra i principali azionisti dell’istituto e che ha espresso pubblicamente e reiteratamente la propria contrarietà all’operazione. Anche le rappresentanze dei lavoratori si sono schierate contro l’acquisizione e paventano il rischio di incisivi tagli occupazionali.
Nelle settimane a cavallo tra marzo e aprile si erano tenuti due incontri ai vertici tra le direzioni delle due banche, a seguito dell’annuncio dell’imminente offerta. Secondo quanto aveva riportato l’Handelsblatt, Orlopp aveva parzialmente allentato la propria posizione iniziale, rinunciando alla richiesta di ricevere in anticipo un piano dettagliato su struttura, prezzo e altri elementi fondamentali dell’operazione. Tuttavia, secondo tutti i resoconti dei media tedeschi, le proposte avanzate da Orcel in quei colloqui non sono state giudicate sufficientemente convincenti dalla controparte di Francoforte.
DAL DIALOGO INTERROTTO ALLE PROSSIME MOSSE DECISIVE
Il 7 aprile scorso, Commerzbank ha reso noto attraverso un comunicato ufficiale che i capisaldi dell’operazione delineati verbalmente da Unicredit non evidenziavano “un potenziale di creazione di valore adeguato per i propri azionisti”, rispetto alla prosecuzione di una strategia autonoma. Di conseguenza, ricorda ancora il quotidiano di Düsseldorf, Commerzbank ha anche rifiutato la proposta di costituire gruppi di lavoro congiunti per approfondire i dettagli tecnici e operativi dell’eventuale fusione. “Dal 7 aprile, quando la Commerzbank ha respinto la nostra proposta, i contatti si sono nuovamente interrotti completamente”, ha confermato Orcel alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Nonostante l’impasse, il numero uno di Unicredit ha lasciato intendere che margini di manovra restano aperti. Si è detto disponibile a riprendere le trattative e, se le circostanze lo giustificassero, a rivedere al rialzo la propria proposta. “Se nelle prossime settimane ci saranno ancora colloqui e si giungerà a un compromesso, allora qualcosa potrebbe cambiare”, ha detto nell’intervista, aggiungendo che sarà la solidità dei numeri a determinare l’entità di un eventuale adeguamento dell’offerta. La partita, dunque, è sempre più aperta.







