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Tutto sui conti 2025 di Tim

Tim torna all’utile dopo quattro anni e chiude il bilancio 2025 con risultati in miglioramento, sostenuti dalla crescita dei ricavi e dal contributo del mercato brasiliano.

Ritorno all’utile per Tim nel 2025.

Oggi il cda dell’operatore tlc italiano, riunitosi sotto la presidenza di Alberta Figari, ha approvato il bilancio consolidato del gruppo e il progetto di bilancio separato  al 31 dicembre 2025. La società guidata da Pietro Labriola conferma così gli altri dati già a diffusi a febbraio tra cui i ricavi in aumento del +2,7% a 13,7 miliardi di euro e il miglioramento del business, con un ritorno all’utile consolidato nel primo esercizio completo dopo la cessione di NetCo.

Il gruppo registra 519 milioni di utili netti a livello di capogruppo, a fronte della perdita di 364 milioni registrata l’anno precedente, e il dato beneficia di proventi non ricorrenti per complessivi 157 milioni. Il consiglio di amministrazione ha inoltre convocato l’assemblea degli azionisti per il 15 aprile, con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, le politiche di remunerazione e i piani di incentivazione a lungo termine per il triennio 2026-2028, anche il riacquisto di azioni proprie subordinato al closing Sparkle e il raggruppamento dei titoli.

Parallelamente si è modificata anche la struttura dell’azionariato con l’uscita di Vivendi e l’ingresso di Poste Italiane, che è diventata il primo socio con il 27,3% del capitale. L’ingresso della società guidata da Matteo Del Fante ha accelerato i piani di sviluppo del gruppo, in particolare nel segmento dei servizi alle imprese e alle pubbliche amministrazioni gestiti da Tim Enterprise.

Tutti i dettagli.

IL RITORNO ALL’UTILE DOPO QUATTRO ANNI

Il gruppo Tim ha archiviato l’esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo, prima delle quote di competenza di terzi, per 519 milioni.  Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante è positivo per 297 milioni(rispetto al -610 milioni del 2024), a valle della quota di utile di 222 milioni di competenza delle minoranze di Tim Brasil.

Al risultato ha contribuito in modo significativo il quarto trimestre, che ha generato 473 milioni di utile, oltre a proventi non ricorrenti pari a 157 milioni, come già detto.

Erano quattro anni che il gruppo non chiudeva un bilancio in utile, sottolinea oggi il Corriere precisando che “la società operativa, Tim, rimane ancora in perdita ma riduce il rosso a 155 milioni dagli 1,2 miliardi del 2024.”

L’IMPATTO DELLE PARTITE STRAORDINARIE

A incidere in modo rilevante sul risultato sono stati il rimborso del canone concessorio del 1998, che ha generato un effetto positivo di poco inferiore al miliardo di euro (solo parzialmente compensato dai maggiori costi connessi alla modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete fissa, indica la nota del gruppo), la revisione della durata dei costi di acquisizione e attivazione dei clienti della rete fissa, con un impatto negativo di circa 600 milioni; e l’adeguamento al presunto valore di realizzo di Sparkle, che ha comportato un effetto negativo di circa 115 milioni.

CRESCONO I RICAVI E LA REDDITIVITÀ

La svolta positiva nei conti è accompagnata anche da una crescita dei ricavi pari al 2,7%, che raggiungono i 13,7 miliardi di euro. A trainare il fatturato la parformance di Tim Brasil, che ha registrato i ricavi pari a 4,2 miliardi, contro i 4,366 miliardi dell’anno precedente. Il dato reported mostra quindi una flessione del 3,3%, ma su base organica emerge comunque una crescita del 4,6%.

Anche l’Ebitda after lease del gruppo è salito a 3,7 miliardi, registrando un aumento del 6,5% rispetto all’esercizio chiuso nel 2024.

CONTINUA A SCENDERE IL DEBITO

Confermato l’indebitamento finanziario netto rettificato After lease al 31 dicembre 2025 posizionato sotto 6,9 miliardi di euro.

ASSEMBLEA DEI SOCI E OPERAZIONI SUL CAPITALE

Infine, il consiglio di amministrazione ha convocato l’assemblea dei soci per il 15 aprile, confermando la modalità di partecipazione e di voto tramite il rappresentante designato.

In sede ordinaria, tra i punti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del bilancio 2025, figurano la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, i piani di incentivazione a lungo termine e l’autorizzazione all’acquisito e alla disposizione di azioni proprie.

Nello specifico, l’Assemblea sarà chiamata a deliberare l’autorizzazione all’acquisto, con successiva facoltà di disposizione, anche in più tranche, di azioni ordinarie Tim entro un limite di controvalore pari a massimi complessivi 400 milioni di euro e per massime 700.000.000 azioni ordinarie, da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario, a massime complessive 70.000.000 azioni ordinarie, corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale.

In sede straordinaria sarà inoltre proposta l’operazione di raggruppamento delle azioni nel rapporto di una nuova azione ogni dieci esistenti. Il buyback fino a 400 milioni è pari al 50% dei proventi incassati dalla cessione di Sparkle al ministero dell’Economia e al fondo Asterion.

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